Fisicità e arbitraggio rivedibile: tra Roma e Atalanta finisce in parità
La Roma ha dato inizio a quella che sarà una settimana complicatissima, decimata dagli infortuni ma con la grinta e la rabbia tipica di questa squadra. Derby di Coppa Italia all’orizzonte e una trasferta decisiva contro il Milan, terzo in classifica, dettano timore e insicurezza. Tuttavia, la classe operaia dei giallorossi ha dimostrato, ieri sera, di non aver paura, di non rinunciare al gioco, di saper affrontare il futuro a testa alta e di saper lottare su ogni pallone. L’avversario era l’Atalanta di Gasperini, una squadra tosta, fisica, veloce e giovanissima, eppure, nonostante infortuni e formazione riadattata, la Roma, nel match di ieri, avrebbe meritato i tre punti. Squadra e tifosi lasciano l’Olimpico lanciando applausi e con l’amaro in bocca abbandonano i propri posti. Mourinho, invece, saluta il proprio stadio in rigoroso silenzio stampa. Primo tempo in cui la squadra bergamasca passa, dopo soli cinque minuti, in vantaggio con la rete dell’olandese Koopmeiners. Padroni di casa che non si fanno intimorire e prendono il pallino del gioco, creano occasioni e trovano la via del pareggio a pochi minuti dallo scadere del primo tempo grazie a un rigore trasformato da Paulo Dybala. Riposo sul risultato di 1-1. Inizia la ripresa e arriva l’esordio del nuovo acquisto giallorosso, Dean Huijsen, il quale, dopo neanche dieci minuti di gioco, sfiora il gol. Ottime impressioni sul talento olandese classe 2005: freddo, coraggioso e raffinato con la palla tra i piedi. Il secondo tempo si gioca solo verso la porta di Carnesecchi, che è costretto a compiere diverse parate decisive e salvare i neroazzurri dalla rete del possibile vantaggio giallorosso. Nel finale, la velocità di Spinazzola e l’estro di El Shaarawy crea qualche difficoltà alla difesa avversaria ma senza incidere definitivamente. L’incontro finisce in parità. Roma che rimane aggrappata all’obiettivo quarto posto e tiene botta contro un’altra big del campionato, anche se rimane il rimorso di non aver sfruttato occasioni decisive e, in alcuni casi, nitide. Nel weekend in cui l’arbitraggio è stato protagonista assoluto, con scelte e assegnazioni decisamente discutibili, anche nella sfida di ieri, l’arbitro non ha saputo gestire al meglio cartellini e partita: inesistente il giallo dato a Zappacosta, manca un fallo su Dybala lanciato verso la porta bergamasca e fermato illegalmente da Kolasinac e un netto giallo non dato a Mancini dopo aver steso De Ketelaere. Poco tempo per riposare, un solo allenamento a disposizione, ma testa e cuore, anima e corpo sono rivolti a mercoledì sera. Pochi ma buoni, incerottati, ma spinti da una grinta unica e una Curva Sud pronta a sostenere per novanta minuti la squadra, dimostrando l’amore infinito che la gente emana per questi giocatori e per il proprio allenatore.




