Sinner, storia di un talento
È il 12 febbraio 2018, un giovane tennista italiano entra, di soppiatto, nella classifica mondiale. Posizione numero 1592. Cinque anni dopo, quel ragazzo, si trova nei primi cinque al mondo, con una nazione che lo ammira e con un titolo mondiale riportato a casa. Panatta guarda, osserva e rivive le stesse emozioni di quando lui, in Cile, nel 1976, con quella maglietta rossa, simbolo di protesta e di ribellione, scriveva un pezzo di storia azzurra. Jannik Sinner è il volto del momento. Ciuffo rosso, sorriso stampato in faccia e occhi gonfi di emozione per un momento storico e irripetibile. Ma da dove parte la carriera del giocatore altoatesino? Come siamo arrivati a parlare, probabilmente, del tennista italiano più forte di sempre? Nel 2019, ancora a Torino, vince le Next Generation ATP Finals contro l’australiano Alex De Minaur, avversario nella finale di ieri, a chiudere un vero e proprio cerchio e si aggiudica il premio di “Newcomer of the Year”, oltre che la settantottesima posizione nel Ranking. Le prime, storiche, vittorie in un Grande Slam, arrivano l’anno successivo a Parigi. Per la prima volta nella storia, un italiano si spinge così avanti al Roland Garros, arrivando ai quarti di finale, arrendendosi al futuro vincitore del torneo, Rafael Nadal. La posizione alla fine dell’anno è la trentasettesima. Prosegue la sua meravigliosa scalata con un altro record. Nel 2022 diventa il più giovane tennista italiano a raggiungere i quarti di finale di Wimbledon, uno dei più prestigiosi tornei tennistici e conferma una crescita sostanziale, affermandosi, ancora una volta, un vero e proprio talento. Ovviamente, è il 2023, a consacrare Sinner tra i grandi di questo sport: vince il Masters 1000 di Toronto e poi Pechino battendo Alcaraz in semifinale e il russo Daniil Medvedev in finale, nono titolo in carriera e quarta posizione nel ranking, raggiungendo il record di Adriano Panatta. Arriverà in finale anche alle Atp Finals di Torino, questa volta, non da ragazzo, ma da campione, perdendo in finale contro Djokovic, fino ad arrivare a scrivere la storia in Coppa Devis. Un talento speciale, che ha saputo coltivare, negli anni, il suo enorme potenziale. Capace di giocare su qualsiasi superficie e contro qualsiasi avversario. Un ragazzo diventato adulto, che, dopo il memorabile traguardo, dedica la vittoria e l’attenzione, alla collega, Tathiana Garbin, capitana azzurra colpita da un raro tumore. Maturità, talento e determinazione sono, ci auguriamo, la chiave per diventare il numero uno al mondo.




