“Pagliacci all’uscita” in scena al Teatro Vascello
Nella splendida cornice del Teatro Vascello di Roma, nello storico quartiere di Monteverde, va in scena “Pagliacci all’uscita”, opera teatrale di Roberto Latini. Il titolo riassume e unisce due storie, da Leoncavallo a Pirandello, dal Sud al nord ‘Italia, da un delitto d’onore per un presunto tradimento, a una parabola filosofica e metafisica. Due episodi, due storie diverse e separate all’interno dell’opera che, seppur in termini diversi, hanno un comun denominatore: l’amore. Sullo sfondo, un altro elemento è presente in entrambe le narrazioni ed è assoluto protagonista, l’acqua. Lo spettacolo, infatti, è sviluppato interamente su una superficie liquida che aiuta gli attori a creare e a sperimentare determinate atmosfere: angoscia, risate, tensione e paura, evocate anche dalla musica e dall’utilizzo di alcuni effetti sonori. Interpretazione ottima da parte di tutti gli attori, capaci di comprendere l’importanza dei dialoghi e dare un grande valore al testo, per nulla scontato, puntando si, all’innovazione e alla reinterpretazione dell’opera originale, ma mantenendo un grande rispetto per il passato e per le radici da cui prende spunto. La scelta di elaborare la narrazione, usando questo tipo di palco, l’ho trovata molto interessante, probabilmente già vista e già usata e non simbolo di avanguardia, ma, inserita in questo contesto, credo sia stata una scelta coraggiosa. La scena finale presentava sullo sfondo tre vasche, della stessa dimensione, in cui gli attori si immergono, evocando metaforicamente la loro morte e ognuno con un compito diverso: chi cercava di non affogare lottando contro la morte (Elena Bucci), chi galleggiava, abbandonandosi, immobile al destino (Marcello Sambati) e chi, una volta affogato, cerca di emergere, tormentandosi, invano (Savino Paparella).
L’autore, quindi, è stato capace di affrontare e unire passato e modernità cercando, come viene raccontato nel prologo, che l’intento dello spettacolo è e sarà quello di raccontare e descrivere “uno squarcio di vita reale”. Esperimento, a mio avviso, perfettamente riuscito. È importante continuare a credere nel teatro, sia passato che presente. È fondamentale conoscere la storia di questa disciplina per poter provare a riscriverla e se si fa con coraggio, i risultati si ottengono. Il pubblico concentrato nel lungo applauso finale, ha ringraziato l’autore per aver cercato ed essere in gran parte riuscito a dare un volto nuovo ad una storia con un legame così forte con il passato.




