MotoGP: le pagelle di Austin

MotoGP: le pagelle di Austin

Rins, voto 9,5: la vittoria, nell’aria da un anno a questa parte, arriva sulla pista monopolizzata negli ultimi sei anni da Marquez, su gentile concessione di quest’ultimo. La caduta del connazionale non toglie però alcun merito al giovane spagnolo, autore di una gara sontuosa: resta nel gruppo in lotta per il podio, e quando vede Marc a terra si scatena superando e tenendo a bada un certo Rossi, fino alla fine.

Rossi, voto 9: a quarant’anni suonati è sempre lì, a lottare con ragazzini che hanno la metà dei suoi anni, o poco più. Un secondo posto che conferma i progressi di una Yamaha tornata competitiva e lo proietta a soli tre punti dalla vetta del mondiale. Resta un po’ di amaro in bocca per una vittoria che manca da più di un anno e che sembrava alla portata.

Miller, voto 8,5: la migliore delle Ducati. Il ventiquattrenne australiano dimostra la sua maturità con una gara maiuscola, che gli regala il secondo podio della carriera nella classe regina. Prova a restare aggrappato a Rossi e Rins, distruggendo la gomma. Si accontenta di un ottimo terzo posto, minacciato senza conseguenze dall’accorrente Dovizioso. Un’altra ottima prova dopo il quarto posto dell’Argentina.

Dovizioso, voto 7,5: rimonta dal tredicesimo al quarto posto, grazie anche alle cadute di Crutchlow e Marquez. In un paio di occasioni gli si chiude inavvertitamente l’anteriore, poi trova il feeling giusto in sella alla sua Ducati (evitando di passare su parti di pista non drenanti, come da lui ammesso) e chiude a ridosso del podio. Una gara in difesa che gli regala comunque la vetta del mondiale.

Morbidelli, voto 9: la migliore gara della sua carriera in MotoGP. Il Morbido mette in pista concretezza e ambizione, battagliando con Dovizioso fino a quando le gomme glielo hanno concesso. Alla fine si “accontenta” di una quinta posizione che, di fatto, lo battezza tra i big.

Marquez, voto 2: la troppa sicurezza è il peggior nemico dell’attenzione. Pecca di presunzione nel giardino della sua seconda casa, scivolando in un eccesso di confidenza quando gli inseguitori erano già distaccati di 4,5 secondi. Bastava controllare.

Lorenzo, voto 2: semplicemente non pervenuto. Si vede solo quando è costretto ad abbandonare la moto per un misterioso problema tecnico. Le premesse e i proclami di inizio anno erano ben altri.

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