GP Brasile: Hamilton precede Rosberg sotto un’interminabile bufera

GP Brasile: Hamilton precede Rosberg sotto un’interminabile bufera

Tre ore di gara. Tanto ci è voluto per avere il nome del vincitore dell’appuntamento semifinale di questa stagione 2016. Ieri, come al solito, le Mercedes avevano spadroneggiato in una qualifica sul bagnato con Hamilton in pole position e seguite dalla Ferrari di Raikkonen e dalla Red Bull di Verstappen. La gara è partita con un posticipo di dieci minuti sull’orario di partenza a causa della pioggia battente, complice l’incidente di Grosjean nel giro di formazione. La partenza è stata data in regime di safety car, la quale è rimasta in pista per i primi sette giri ma dopo lo stesso numero di tornate è stata costretta a rientrare in pista a causa dell’incidente di Ericsson, la cui Sauber si è fermata all’ingresso della corsia box ostruendo la via per le altre vetture. Dopo sei giri è stato dato di nuovo il via, annullato al giro successivo per l’incidente di Raikkonen, con la Ferrari che dopo aver rimbalzato sui guard rail del rettilineo di partenza, si è fermata sotto il traguardo con il muso all’indietro. A quel punto è stata esposta la bandiera rossa e la gara è stata interrotta per ben trenta minuti in attesa di un miglioramento delle condizioni meteorologiche.

Miglioramento che però non è sopraggiunto, da qui il nuovo via con seconda bandiera rossa al giro 29. A quel punto il pubblico ha iniziato a fischiare, la quasi totalità dei giri percorsi fino a quel momento era in regime di safety car, la gara vera e propria in pratica non era ancora partita. Una decisione inspiegabile quella del direttore di gara Charlie Whiting, tant’è che dopo venti minuti la gara è ripartita tra le proteste del pubblico brasiliano, ma questa volta con una quantità di pioggia di gran lunga più intensa rispetto alle interruzioni di prima. Che senso avevano avuto allora quelle interruzioni? Nella quantità di giri restanti si è avuta la gara vera e propria, molto ricca di sorpassi  e di errori da parte dei piloti. Lewis Hamilton ha così conquistato la sua cinquantaduesima vittoria in Formula 1, superando Alain Prost e raggiungendo il record di pilota con più gran premi vinti dietro solo a Michael Schumacher. Al secondo posto Nico Rosberg, guardingo per tutta la gara, conscio che un errore nella bolgia di oggi gli sarebbe costato il mondiale. Al terzo posto Verstappen, autore di una bellissima rimonta sotto la pioggia, che lo ha portato dapprima a superare Rosberg, poi a retrocedere a causa di un errore ai box e in seguito a rimontare fino al gradino più basso del podio superando nei giri finali la Ferrari di Vettel e la Force India di Perez (quarto al traguardo).

Prestazione opaca quella della Ferrari, che al sabato aveva ben figurato con l’ottimo terzo posto di Raikkonen, vanificato però dal testacoda contro le barriere a inizio gara. Non immune da errori è stato anche Vettel. Nei primi giri il tedesco è finito in testacoda a sua volta, tuttavia è stato più fortunato del finlandese a non danneggiare la vettura e nelle battute finali è stato protagonista di una buona rimonta fino al quinto posto finale, che però lo ha visto soccombere contro la Red Bull di Verstappen.

Nico Rosberg arriverà quindi ad Abu Dhabi con dodici punti di vantaggio su Hamilton. Qalora l’inglese dovesse vincere, al tedesco basterebbe terminare la gara sul podio per conquistare il suo primo titolo mondiale. Yas Marina non è Interlagos, è una pista noiosa e poco insidiosa, con traiettorie larghe e ampi rettilinei, se Nico manterrà lo stesso sangue freddo che ha dimostrato oggi nei confronti di Hamilton oggi più veloce,  di Verstappen che ha lasciato sfogare pensando al campionato, e della confusione dovuta alla bufera, ha tutte le possibilità e tutto il talento di laurearsi campione del mondo. La sua Mercedes e quella di Hamilton sono una spanna sopra a tutti gli altri e l’unico outsider che Nico dovrà temere sarà se stesso.

Molto bella invece è stata l’immagine di addio alla Formula 1 da parte di Felipe Massa. Nella sua San Paolo, il brasiliano è stato protagonista di una gara non proprio gloriosa, finendo contro le barriere nella seconda parte di gara. Scendendo dalla macchina, Felipe ha tirato fuori una bandiera del Brasile e si è rivolto alla tribuna e al suo pubblico, che con un grande frastuono, lo ha salutato dal vivo per l’ultima volta. Con la stessa bandiera sulle spalle è poi tornato ai box, dove i meccanici di tutte le squadre lo hanno accolto con un grande applauso mano mano che lui andava avanti nella pit lane, fino all’abbraccio con la moglie Raffaella e il figlio Felipinho, per poi concludere con gli abbracci da parte dei meccanici Ferrari, che gli sono stati colleghi e amici per una vita e dei meccanici Williams. Una scena di grande umanità, che in una Formula 1 sempre più strozzata da regolamenti, penalizzaioni e tecnologia, fa sempre piacere ritrovare.

Ordine d’arrivo:

  1. Hamilton (Mercedes)
  2. Rosberg (Mercedes)
  3. Verstappen (Red Bull)
  4. Perez (Force India)
  5. Vettel (Ferrari)
  6. Sainz (Toro Rosso)
  7. Hulkenberg (Force India)
  8. Ricciardo (Red Bull)
  9. Nasr (Sauber)
  10. Alonso (Mclaren)
  11. Bottas (Williams)
  12. Ocon (Manor)
  13. Kvyat (Toro Rosso)
  14. Magnussen (Renault)
  15. Wehrlein (Manor)
  16. Button (Mclaren)
  17. Gutierrez (Haas) ritirato
  18. Massa (Williams) ritirato, incidente
  19. Palmer (Renault) ritirato, incidente
  20. Raikkonen (Ferrari) ritirato, incidente
  21. Ericsson (Sauber) ritirato, incidente
  22. Grosjean (Haas) ritirato, incidente

Alessandro Cristiano

13/11/2016

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