Gp Monaco: Rosberg vince, Hamilton spreca. Secondo posto per la Ferrari di Vettel

Gp Monaco: Rosberg vince, Hamilton spreca. Secondo posto per la Ferrari di Vettel

 F1Come sempre, il Gran Premio di Monaco regala grandi emozioni. Se la gara di oggi sembrava confermare le posizioni di partenza di ieri, gli ultimi quindici giri hanno cambiato completamente le carte in tavola.

Lewis Hamilton era scattato dalla pole position e stava conducendo la gara con un margine di dieci secondi sul compagno Rosberg a sua volta braccato dalla Ferrari di Vettel. Sembrava questione di tempo per la quarta vittoria stagionale di Hamilton ma al sessantaquattresimo giro Max Verstappen con la Toro Rosso tenta un sorpasso azzardato sulla Lotus di Grosjean alla curva St. Devote centrando in pieno la vettura del francese e stampandosi contro le barriere. Subito safety car in pista ed è in quel momento che in casa Mercedes accade il pasticcio, Hamilton viene fatto rientrare ai box. Qualcuno pensa a un problema tecnico o a una foratura dato che tutte le vetture hanno già effettuato l’unico pit stop della gara ma sulla vettura dell’inglese sembra tutto regolare. Hamilton rientra in pista ma si ritrova in terza posizione dietro a Rosberg e Vettel, infuriato chiede via radio cosa stia succedendo ma ormai la frittata è fatta e sorpassare due vetture negli ultimi dieci giri della gara è un’impresa molto dura. Rosberg taglia così il traguardo per primo vincendo per la terza volta consecutiva il Gran Premio di Monaco seguito al secondo posto dalla Ferrari di Sebastian Vettel che con caparbietà resiste agli attacchi di Hamilton. A seguire le due redivive Red Bull di Kvyat e Ricciardo al quarto e al quinto posto. Quinto posto che l’australiano ha “rubato” a Kimi Raikkonen (sesto al traguardo) con una manovra scorretta spingendolo sulla ruota posteriore destra mentre il finlandese era già diversi metri avanti e aveva già impostato la curva. Manovra che alla fine non è stata sanzionata dai commissari nonostante fosse un fallo palese. Chi è stato penalizzato ingiustamente invece è stato Fernando Alonso che con la Mclaren ha toccato al primo giro Hulkenberg in una situazione di caos con il gruppone di monoposto ancora non sgranate. Lo spagnolo ha dovuto subire uno stop and go di dieci secondi e alla fine si è dovuto ritirare per un problema al cambio. Punti per Perez al settimo posto con la Force India e finalmente anche per la Mclaren che con la vettura superstite di Button ha chiuso all’ottavo posto conquistando i primi punti stagionali. Sfortuna per la Lotus che in prova aveva ben figurato con Grosjean travolto da Verstappen e Maldonado che si è dovuto ritirare per un problema ai freni mentre occupava l’ottava posizione. Inguardabili le Williams mai a loro agio sia in prova che in gara, Bottas e Massa hanno chiuso la gara rispettivamente in quattordicesima e quindicesima posizione, un disastro per la squadra terza in classifica costruttori e che dovrebbe puntare almeno al podio.

Nel dopogara si è visto un Hamilton chiaramente arrabbiatissimo per l’errore della sua squadra che gli ha portato via una vittoria meritatissima. Viene da chiedersi come mai in una situazione del genere sia venuto in mente agli ingegneri Mercedes di richiamare il proprio pilota a dieci giri dalla fine. Forse ha ragione Maurizio Arrivabene, team principal Ferrari, quando dice “loro hanno peccato di arroganza, noi siamo stati più furbi”. Probabilmente è vero perché quel pit stop era assolutamente senza senso, anzi l’ipotesi più probabile è che in Mercedes avessero pensato di avere un margine sufficiente per rientrare se non davanti a Rosberg almeno davanti a Vettel ma senza considerare i doppiati e il ritmo della safety car che hanno rallentato l’inglese. Comunque la si metta rimane però il fatto che un secondo pit stop in quel momento era una follia perché tutte le vetture si erano già fermate e le gomme che Hamilton montava in quel momento erano ancora in buono stato e avrebbero potuto tranquillamente terminare la gara. Montare gomme nuove più efficienti in quella situazione è il tipico atteggiamento da ingegneri che credono troppo nella precisione dei propri calcoli e dei computer senza considerare altre variabili e senza chiedere nulla ai piloti. E il pilota? Era d’accordo con la sosta oppure no? A Hamilton è stato chiesto di rientrare ai box e data la fiducia che si ha con la propria squadra avrà probabilmente pensato che quella mossa avesse un senso e che magari anche Rosberg e Vettel si sarebbero fermati di lì a poco. Difficile però pensare a una sosta a dieci giri dalla fine quando si montano già gomme dure. Forse a Lewis è mancata la lucidità per imporsi e per chiedere il perché di quella sosta e alla fine ha dichiarato “si vince e si perde insieme” magari proprio perché ha realizzato di non essere stato neanche lui troppo reattivo nei confronti della squadra.  Toto Wolff, direttore Mercedes, ha ammesso: “Hamilton ha perso il Gran Premio per una nostra decisione, tutto quello che possiamo fare è scusarci”.

Ordine d’arrivo:

  1. Rosberg (Mercedes)
  2. Vettel (Ferrari)
  3. Hamilton (Mercedes)
  4. Kvyat (Red Bull)
  5. Ricciardo (Red Bull)
  6. Raikkonen (Ferrari)
  7. Perez (Force India)
  8. Button (Mclaren)
  9. Nasr (Sauber)
  10. Sainz (Toro Rosso)
  11. Hulkenberg (Force India)
  12. Grosjean (Lotus)
  13. Ericsson (Sauber)
  14. Bottas (Wlliams)
  15. Massa (Wlliams)
  16. Merhi (Manor)
  17. Stevens (Manor)
  18. Verstappen (Toro Rosso) ritirato, incidente
  19. Alonso (Mclaren) ritirato, cambio
  20. Maldonado (Lotus) ritirato, freni

Alessandro Cristiano
24 maggio 2015

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