Sinner: l’ascesa di una divinità del tennis italiano e mondiale
Negli ultimi anni, il tennis è tornato a far emozionare migliaia di italiani, fino a diventare, uno degli sport più amati e seguiti nello Stivale. Certo, da un lato, complici le numerose eliminazioni dalle selezioni ai mondiali di calcio, che hanno spostato l’attenzione altrove. Dall’altro, una generazione di fuoriclasse senza precedenti, da Lorenzo Musetti, a Flavio Cobolli, passando per Matteo Berrettini e arrivando ad un campione senza precedenti: Jannik Sinner.
Da campione dello sci alla scommessa sul tennis
Nato il 16 agosto 2001 a San Candido, in Alto Adige, il piccolo Jannik cresce a Sesto Pusteria, in una famiglia di madrelingua tedesca. I genitori di Jannik lavorano in un rifugio tra le montagne e lui, sogna prima di diventare un pilota di Formula 1, poi per mancanza di risorse finanziare, si sposta sullo sci, lo sport che ogni bambino altoatesino pratica sin dalla tenera età. Si cimenta anche nel tennis, che, nei primi anni, resta un semplice hobby. A soli 12 anni è campione italiano di sci alpino nella categoria di Slalom gigante, ma l’eccessiva lunghezza degli allenamenti rispetto alla breve durata delle gare lo spinge a prendere una decisione destinata a cambiare la sua vita. A 13 anni Jannik abbandona gli sci e si dedicarsi completamente al tennis: uno sport di cui era sempre più appassionato e che gli consentiva maggiori possibilità di recupero nelle situazioni di svantaggio. Capacità di recupero e di resistenza di cui, ora, è un maestro assoluto.
L’enfant prodige
Per inseguire il suo sogno si trasferisce a Bordighera, nell’accademia di Riccardo Piatti e, da quattordicenne, vive per la prima volta lontano da casa e dalla famiglia. Qui inizia un percorso fatto di sacrifici e allenamenti continui, dove affina la sua tecnica e resistenza fisica e mentale, imparando a cavarsela da solo. Il suo talento emerge rapidamente: una rapida scalato lo porta a collezionare vittorie, fino a quella di Sharm el-Sheik nel 2018, il suo primo incontro nel tabellone principale di un torneo professionistico. Poco dopo entra nella classifica ATP mondiale alla posizione 1592. Ci resta poco: accumula sempre più punti e chiude l’anno al numero 551. Il 2019 è l’anno della svolta: l’enfant prodige conquista le Next Gen ATP Finals, il torneo riservato ai migliori under 21, e diventa uno dei giovani più promettenti del circuito.
Gli anni successivi vedono una scalata senza precedenti. Arrivano i primi titoli ATP, le vittorie contro i migliori giocatori del mondo e l’ingresso stabile nella Top 10 del ranking. Il tennis di Jannis di basa su una risposta sempre pronta e decisiva: i colpi da fondo campo sono potentissimi, anticipa le mosse dei rivali, mantenendo una solidità mentale quasi proverbiale. L’anno della sua consacrazione è il 2023. Sinner conquista il suo primo Masters 1000 a Toronto, guida l’Italia alla storica vittoria della Coppa Davis, interrompendo un’attesa lunga 47 anni, e chiude la stagione tra i migliori giocatori del mondo, dimostrando di poter competere stabilmente con un giovane e agguerrito Carlos Alcaraz e un campione indiscusso come Novak Djokovic.
Inarrestabile
Nel 2024 Sinner è ormai inarrestabile. A gennaio conquista gli Australian Open e diviene il primo italiano nella storia a vincere il torneo di Melbourne, nonché il terzo azzurro capace di aggiudicarsi uno Slam in singolare. Nello stesso anno completa una stagione eccezionale aggiudicandosi anche gli US Open, confermandosi uno dei dominatori del circuito. Sinner diviene l’unico tennista a vincere due tornei del Grande Slam, tre Masters 1000, le ATP Finals e la Coppa Davis nello stesso anno, che conclude, infatti, come numero uno del ranking mondiale. È il primo italiano di sempre a raggiungere questo traguardo. Il 2025 consolida ulteriormente il suo status. Sinner difende il titolo agli Australian Open e realizza il sogno di ogni tennista: la vittoria a Wimbledon, il torneo più prestigioso del mondo del tennis, contro il rivale-amico Carlos Alcaraz. Il successo sull’erba londinese certifica la sua straordinaria completezza tecnica: non è più soltanto uno specialista del cemento, ma un campione capace di imporsi su qualsiasi superficie.
Il 2026 si apre con nuove sfide. Nella sua collezione si Slam vinti a mancare è solo il francese Roland Garros, ma viene eliminato al secondo round dopo aver subito un calo per problemi fisici. Sinner arriva poi a Wimbledon, sia come campione in carica che come numero uno del mondo. In una finale combattuta fino all’ultimo punto contro Alexander Zverev, a premiarlo è la sua tenacia. Sinner conquista il suo secondo Wimbledon consecutivo e il quinto titolo del Grande Slam della carriera, confermandosi il punto di riferimento del tennis mondiale.




