Trasferte libere: l’inno che richiama all’adunata le curve italiane
La cronaca calcistica
Siamo in piena stagione invernale, e lo stadio Olimpico, come un faro nella notte, ogni fine settimana fa brillare le sue due curve. Questo 5 gennaio, infatti, ha preso luogo uno dei momenti dell’anno più attesi per la popolazione capitolina: il derby, schieramenti compatti facevano il loro ingresso nelle rispettive curve tra coppole, borghetti e volti coperti, elementi sacrali che formano l’immaginario collettivo, un po’
casual, del quale la zona olimpica di Roma si tinge settimanalmente.
In quanto non è raro che si verifichino disordini, a detta del Casms (Comitato Analisi Sicurezza Manifestazioni Sportive) le due parti hanno cercato a più riprese lo scontro, dimostrando una “propensione alla violenza”, presa visione dell’oltranzismo delle tifoserie, che sembrano non voler rinunciare alla ricerca del “contatto fisico”, hanno vietato ai residenti nel Lazio le prossime due trasferte.
Segue dunque che il 7 gennaio del nuovo anno, due giorni prima dell’anniversario della nascita dei CUCS (Commando Ultras Curva Sud), arriva la conferma dall’ONMS (Osservatorio Nazionale Manifestazioni Sportive).
Vietate le trasferte di Bologna-Roma del 12 gennaio, Hellas Verona-Lazio del 19 gennaio, Udinese-Roma del 26 gennaio e Cagliari-Lazio del 3 febbraio, onde evitare tensioni di ordine pubblico. Evidentemente, non cogliendo il grandissimo controsenso di negare la trasferta del 19 e 26 gennaio, che coinvolgono entrambe i gemellaggi delle due rispettive squadre capitoline, Udine per Roma e Verona per la Lazio.
Non vengono risparmiate anche altre tifoserie, come la trasferta chiusa ai viola il 13 gennaio, Monza-Fiorentina, i legali, tra i tifosi o della società, faranno quadrato e vinceranno il ricorso.
Il 1 febbraio si gioca Udinese-Venezia, due squadre segnate da una rivalità storica, dopo la partita un gruppo di tifosi dell’Udinese assalterà il treno che doveva accompagnare a casa i supporters del Venezia, 8 tifosi verranno identificati e daspati. Ne seguirà che, temendo un’azione coordinata tra romanisti e friulani, verrà annullata anche la trasferta di Venezia-Roma.

Le conseguenze sociali
Treni, alloggi e altri servizi prenotati spesso non rimborsabili seminano malcontento tra i tifosi; condivisi a più riprese sui social anche i messaggi di padri di famiglia, che avevano fatto sacrifici per regalare il ricordo di queste trasferte ai propri figli.
Date che erano evidenziate nei calendari dei veri protagonisti di queste partite, i tifosi, da tempo (o perlomeno quello necessario ad aver fatto il sacrificio economico e organizzativo che precede qualunque trasferte) si sono scontrati con l’intransigenza di chi ha le mani in pasta dietro le quinte della nostra tanto amata, quanto capricciosa, lega italiana.
“La prima valutazione sugli incontri di calcio a rischio la facciamo noi in Osservatorio sulla base delle indicazioni che ci danno le questure” spiega all’Adnkronos il presidente dell’Onms Maurizio Improta – “mentre il comitato, che è un organo più ristretto, fa le valutazioni su come impostare il suggerimento ai prefetti perché poi alla fine non siamo noi tecnicamente a emettere il divieto. Il documento viene inviato ai prefetti e ai questori e poi i prefetti fanno le ordinanze di divieto di vendita”.
Lo stile inglese
Lo stile inglese ha introdotto in quella che è l’eredità culturale calcistica odierna, la figura del lavoratore (vedi Andycapp) che radica nei colori della sua squadra un sentimento indissolubile, un amore sempre corrisposto che asseconda ogni fine settimana, come un orologio svizzero, una valvola di sfogo. Ma l’incompetenza e la mancata organizzazione dei comitati e degli organi di controllo finisce per limitare e ostacolare il momento che incarna la vera essenza del tifoso, la trasferta non è solo una gita fuori porta, è un esodo che rappresenta l’occasione sociale e spirituale per quest’ultimo di dare un senso al suo impegno, che mai è venuto meno.




