Anno Domini 2015: per grazia di Dio e volontà… di chi?

Anno  Domini  2015:  per grazia di Dio e volontà… di  chi?

2015

A guardare troppo nello specchietto retrovisore mentre si guida si finisce per andare a  perdere il controllo della strada che ci  sta  davanti.  La fiumana di eventi di un 2014 piuttosto… esuberante  pesa sulle spalle  ormai guardinghe  di noi piccoli italiani .
Voi che facete? ” si informa il tenero Pasquale Pratticò da You Tube,   nella sua voglia di socializzare, di sentirsi partecipe  della vita dei suoi coetanei, di affermare la sua identità.. E’ un modo di dire dei ragazzi: “ Che fate, ‘ndo state,  ‘ndo annate? “, che a ricordarcelo alla romana  è  il famoso  film di Verdone “Viaggi di nozze”.  E  noi cittadini  ci appropriamo dell’espressione di Pasquale Pratticò  “ che facete, voi? ”  per girarla  al  Governo.

Presidentialia
Si  profilano  imminenti le dimissioni della massima carica dello Stato. Su quell’aggettivo   “imminente ” si sono scatenate le più varie congetture degli  organi di stampa come se appartenesse a un dizionario alieno. Che significa imminente… e percome e perquando, prima o dopo il semestre europeo?  E’ ormai chiaro. Napolitano se ne va “ a metà gennaio “, come ha voluto specificare per placare  tutti i rumors.
Ecco, la figura di questo Presidente  non ha riscosso la popolarità  corale di certi suoi vecchi predecessori.  Questione di empatia. Ma noi, che non ci  uscivamo  pazzi, dobbiamo riconoscergli un atto di  grande onestà intellettuale  al momento dell’insediamento del suo secondo mandato nell’aprile 2013. Forse l’abbiamo già dimenticato.  Fu  quando fece una bella  lavata di capo  ai signori  delle Camere riunite, dicendo papale papale che, se non avessero filato dritto,  avrebbe fatto dietro-front. Una  ramanzina coi fiocchi e controfiocchi.  Nell’uditorio, ricordiamo, si guardavano l’un l’altro  con la faccia da   “ gnorri ”, come a dire : “ Con chi ce l’avrà? Forse con  questo qui vicino… quello  a destra o  quello  a  sinistra?..” .  Ma  gli scheletri  fanno capolino  ormai  da  troppi  armadi.
Ora che  Napolitano dà forfait, vuoi per  l’età assai avanzata, vuoi per l’esautorazione, ci si trova davanti alla lotteria dei papabili al Quirinale.  E nella scelta non sarebbe una cattiva idea ispirarsi  alla figura  del rinnovatore della Chiesa,  a questo straordinario Papa Jorge  che ha abbracciato  tutti, fedeli e non fedeli, costruendosi dal primo momento  un posto nei loro cuori  con la sua disarmante semplicità.   Così in cielo così in terra, potere temporale e potere spirituale che  potrebbero  camminare  a braccetto sulla strada del  cambiamento.  Un’utopia  quella di  voler essere noi cittadini ad eleggere direttamente  il Presidente della Repubblica? Ma è tardi e dobbiamo aspettarci  la solita nomina dall’alto.  Noi tutti vorremmo che fosse  una persona  libera, neutrale,  che  non si faccia sottomettere  da volontà politiche,  uno come Papa  Francesco  che, denunziando l’alzheimer spirituale della  Chiesa  coi suoi 15 peccati capitali,  si è messo sul filo del rasoio, diventando assai scomodo anche  tra i porporati oltre oceano.   La  scelta  di uno del suo stampo  come Capo dello Stato appare quindi piuttosto improbabile,  portando alla  nomina  di qualcuno che salvi capra e cavoli, insomma che non dia tanto fastidio né all’Italia, né all’Europa  Conclusione,  qualcuno che piaccia alla  famiglia.  L’indovina chi viene a cena resta d’obbligo.

Working in  e… out
Sul  fronte del lavoro qualcosa si smuove.  Il ripristino della Fiat a Termini Imerese è già  una sacca di ossigeno  per il sud.  Quanto al problema disoccupazione in generale, il Job Act offre un certo spiraglio di lavoro a tempo indeterminato pur con lo spauracchio di facili licenziamenti. E’ quanto ci è riuscito di capire  nella difficile comprensione  delle leggi  di economia del lavoro. Già,  le aziende possono licenziare ( le scuse sono tante ), se non hanno  strumenti validi per sopravvivere. Ma  il pesce puzza dalla testa. E sopravvive Equitalia, che è il pesce più puzzolente. L’impresa non si divertirebbe  a tagliare  il suo organico  se non venisse soffocata da tasse iugulatorie.  Idem per le tasse sulle spalle del cittadino. Inutile agitare davanti ai suoi occhi  bamboline  soporifere , se  poi vengono riassorbite  dai balzelli. Ti do e mi ripiglio.

Io e SIRI
Giovani  e vecchi  si divertono  invece con  SIRI,  una specie di “Io e  Caterina “, il  film di  Alberto Sordi.  Siri è una voce  metallica  che  ti fa la servetta  grazie a un dispositivo dell’Apple da applicare  sui tablets  di nuova generazione.  Con Siri ci parli  direttamente come  a un’amica assai servizievole,  ma molto asettica.  Non ha volto, ma solo voce. E, non a caso, è una voce di  donna.  Per gli uomini di oggi, Siri  è l’appagamento inconscio   delle loro  insoddisfazioni  verso l’emancipazione femminile. Siri obbedisce,  ti dice di sì e di no senza alzare la voce, non ti manda a quel paese se le fai una domanda appena fuori dai  binari dell’offerta  algoritmica. Li vedi  come rimbambiti a parlare con Siri,  stanno lì a cincischiare  sulle domande più  capziose e volutamente inutili  come a provocarla, a volerla cogliere in fallo.  Ma lei è fredda e impersonale, sempre, un osso duro….un divertimento virtuale che quasi quasi  fa cadere nell’oblio la donna in carne e ossa  che li aspetta a casa.

Anche qui giriamo al  governo  una  proposta.  Perché non consultare  SIRI  per sapere  se la strada  imboccata  è quella giusta?

Angela Grazia Arcuri
27 dicembre 2014

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