Giganti di Mont’e Prama: tra scoperte e polemiche

Giganti di Mont’e Prama: tra scoperte e polemiche

10565826_10205011797797324_1118150350_oI Giganti di Mont’e Prama sono delle imponenti sculture ritrovate nella località Mont’e Prama, nel territorio di Cabras, in provincia di Oristano.

Il primo ritrovamento fu fatto casualmente da due contadini, Battista Meli e Sisinnio Poddi, mentre lavoravano il campo, l’aratro urtò una grossa pietra irremovibile, sotto la quale era sepolto l’esercito dei giganti. Era il Marzo del 1974, da allora sono stati numerosi gli scavi nell’area che hanno riportato alla luce le grosse statue in arenaria gessosa. Per trent’anni i primi giganti sono stati custoditi e restaurati, il pubblico li ha potuti ammirare per la prima volta solo nel Marzo di quest’anno, quando finalmente sono stati esposti al Museo archeologico comunale “Giovanni Marongiu” di Cabras e al Museo archeologico nazionale di Cagliari.

Il sito non finisce di stupire, dopo gli ultimi ritrovamenti fatti alla fine di settembre, riportati alla luce in questi giorni, sembrerebbe si nasconda un’altra scoperta. Anche gli ultimi esami fatti col georadar avrebbero confermato un’anomalia che lascerebbe pochi dubbi a tal proposito.

Se Mont’e Prama non smette di stupire archeologi e studiosi “giganti” pesano sul sito le numerose polemiche.

La prima sulla mancata sorveglianza dell’area archeologica, che ha fatto sì che i tombaroli portassero via diversi reperti dal sito.  Per far fronte alla mancata vigilanza il direttore della Scuola di Specializzazione in Beni archeologici dell’Università di Sassari, Raimondo Zucca, provvede alle spese per il controllo dell’area, per dare risalto alla mancanza di risorse, poiché la Soprintendenza archeologica di Cagliari e Oristano, che cura lo scavo non ha i soldi per provvedere ad un servizio di guardiania.

Per questo motivo nei giorni scorsi il deputato di Unidos, Mauro Pili si è recato sul sito con due torri faro per illuminare a giorno l’area, durante il recupero delle ultime scoperte, vista la scarsa sorveglianza e10728872_10205011797277311_29345769_n come scrive sulle sue pagine Facebook “È ora di dare luce ai Giganti di Mont’e Prama, basta con il buio di Stato sulla storia millenaria della Sardegna”. “ L’atteggiamento di Stato e Regione non è più tollerabile” scrive ancora Pili. All’onorevole risponde il sottosegretario del Ministero dei Beni Culturali e Turismo, Francesca Barracciu, ironizzando sul fatto che il parlamentare giocasse al “piccolo elettricista” e aggiunge che l’area passerà sotto la tutela del Ministero: ‹‹ Nelle prossime settimane comincerà la nostra gestione diretta degli scavi di Mont’e Prama. Grazie alla grande professionalità dei nostri soprintendenti e funzionari che garantiranno un’adeguata opera di tutela e valorizzazione di un tesoro archeologico che non appartiene alla sola Sardegna, ma a tutto il paese››. A occuparsi degli scavi e del potenziamento del sito sarà una società emiliana, che ha vinto l’appalto partecipando alla procedura negoziata per i servizi di “ recupero, indagine scientifica e valorizzazione delle aree archeologiche di Tharros e Mont’e Prama, pubblicata sul sito del Ministero per i Beni Culturali lo scorso Giugno.” Dal Ministero nessuna conferma ufficiale, appare solo la notizia generica della procedura, ma non i relativi atti. Un’operazione che accusa ancora il deputato Mauro Pili “ lascia davvero sconcertati per le modalità violente con le quali si sta portando avanti.” “ Il sito del Ministero nasconde tutte le procedure e a oggi niente è fatto cenno sulle modalità di selezione e quelle successive di aggiudicazione” aggiunge il Parlamentare.

Così gli Atenei sardi, saranno esclusi dagli scavi, loro che fino a ora tra mille difficoltà si sono occupati del sito realizzando grosse scoperte e hanno ridato alla luce le statue, facendo così riscrivere la storia del Mediterraneo.

Marilena Tuveri

16 ottobre 2014

*foto su gentile concessione del Dott. Andrea Marongiu

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