Cagliari si prepara per la grande Festa del primo Maggio

Cagliari si prepara per la grande Festa del primo Maggio

1925292_613625778725591_1824300502_nCagliari si prepara per la sua grande festa del Primo Maggio, quando per la 359^ volta si svolgerà la processione per lo scioglimento del voto nei confronti del martire guerriero Sant’Efisio. Il programma della manifestazione, curato dall’Assessorato al Turismo del Comune di Cagliari ed esposto in conferenza stampa, si presenta ricco di eventi, sempre sotto il segno della tradizione al quale si affiancano anche le manifestazioni collaterali della Festa promosse da Enti e Associazioni.

Quattro giorni di spettacoli per la città, che vivrà il suo momento maggiore proprio il primo maggio con la partenza del Santo dalla Chiesetta di Stampace verso Nora. Una processione unica, quattro giorni d’ininterrotto pellegrinaggio, quasi cento chilometri fra andata e ritorno, che toccano tutti i centri abitati fra Cagliari e Nora.
Imponenti come ogni anno i numeri della manifestazione: 90 le associazioni di devoti che sfileranno con l’abito tradizionale, 40 i gruppi di cavalieri, 4 i cori e stesso numero anche per i gruppi dei miliziani che scortano il Santo a cavallo, 18 le traccas ( gli antichi carri trainati dai buoi, decorati a festa).

Intanto nella Chiesa di Sant’Efisio, nel quartiere storico di Stampace, sotto la guida dell’Arciconfraternita del Gonfalone iniziano i riti religiosi di preparazione alla grande festa: dall’intronizzazione del Cocchio che porterà Sant’Efisio fuori dalla sua città, alla consegna delle bandiere e gli stendardi ai miliziani e al Terzo Guardiano. Fino alla vestizione del simulacro e alla sua intronizzazione nel Cocchio di Gala.

La figura dell’Alter Nos, che raffigura la municipalità di Cagliari, sarà rappresentata dal giovane Matteo Lecis Cocco – Ortu il quale riceverà l’investitura ufficiale il primo maggio a cospetto del sindaco Massimo Zedda, davanti alla Guardiania. Proprio il primo cittadino del capoluogo sardo, durante la conferenza stampa di presentazione della manifestazione, ha deciso di dedicare “Questa festa religiosa del Mediterraneo alle vittime innocenti del naufragio nel canale di Sicilia.” L’amministrazione Zedda in stretta collaborazione con i comuni di Pula, Villa San Pietro, Capoterra e Sarroch, la Curia arcivescovile di Cagliari, la Direzione regionale per i beni culturali e paesaggistici della Sardegna e la Soprintendenza per i Beni Architettonici, il Paesaggio, il Patrimonio Storico Artistico ed Etnoantropologico per le province di Cagliari e Oristano, prosegue il cammino di candidatura per il riconoscimento del “Rito dello scioglimento del voto perpetuo e della Festa di Sant’Efisio” come patrimonio immateriale dell’umanità, secondo i principi stabiliti dalla convenzione dell’UNESCO. Quest’anno, con deliberazione unanime della Commissione Nazionale di Roma, la Festa è stata inserita nella Lista dei Patrimoni Italiani dell’UNESCO. Da questa lista, infatti, ogni anno la commissione italiana attinge le candidature da presentare a Parigi come prioritarie per lo Stato Italiano.

Un patrimonio, quello della Festa di Sant’Efisio, che con fede e devozione si tramanda da oltre tre secoli senza interruzioni con costumi, colori, suoni della tradizione sarda che meritano di essere conosciuti, tutelati e tramandati ancora alle generazioni future.

Marilena Tuveri
27 aprile 2015

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