Meloni: il sostegno a Kiev come “necessità strategica” per l’Occidente
È avvenuto ieri, a Palazzo Chigi, l’incontro tra il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il suo omologo ucraino Volodymyr Zelensky, definito dalla premier un «amico». Il bilaterale rientra nel viaggio del presidente ucraino in Italia per rinsaldare i legami tra i due Paesi, nel quale è stato ricevuto anche dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del ministro della Difesa Guido Crosetto.
L’Italia al fianco dell’Ucraina per la sicurezza internazionale
Nessun passo indietro è stato fatto nel sostegno italiano a Kiev, rivendica la premier nella sua dichiarazione congiunta a termine del bilaterale, parlando di una collaborazione stretta tra i due Paesi sin dal principio dell’aggressione russa, nel febbraio 2022. Meloni premia la «tenacia e resistenza del popolo ucraino» unito al «convinto sostegno che l’Occidente ha assicurato in questi anni» all’Ucraina. Due fattori cruciali, afferma la premier, nell’impedire alla Russia «di realizzare il disegno che si era prefissata»: «invadere l’intera nazione» e «farla capitolare in pochi giorni». La posizione dell’Italia rimane ferma al fianco di Kiev, con l’impegno dichiarato del Presidente del Consiglio di «continuare a fare la sua parte» e puntare sempre di più sulla solidità dell’alleanza euro-atlantica. Quest’ultima sarebbe infatti la condizione primaria per garantire la pace: «Un Occidente diviso e un’Europa spaccata sarebbero l’unico vero regalo che potremmo fare a Mosca». Il sostegno a Kiev, afferma la premier, non è un semplice «dovere morale», ma una «necessità strategica» per la sicurezza europea.
Il “drone deal”
Roma e Kiev uniscono le forze e il sostegno si prefigura anche come stretta cooperazione tra i due Paesi in settori come quello della difesa. La definizione di un accordo di partenariato strategico, noto come “drone deal”, è uno dei punti cruciali della collaborazione Italia-Ucraina. Giorgia Meloni ha affermato che l’Italia è molto interessata a sviluppare un cooperazione congiunta nei droni «nazione guida». Zelensky ha confermato il suo interesse nel «lavorare con i Paesi interessati» alla «protezione degli attacchi degli Shahed», ossia i droni iraniani forniti in questi anni alla Russia (e utilizzati dalla Repubblica islamica anche nell’attuale guerra del Golfo), attraverso la produzione di sistemi di difesa antiaerea.
L’incontro con Mattarella e le critiche dell’ambasciatore russo
Anche il Presidente Mattarella conferma l’appoggio italiano alla causa ucraina, «per la legalità internazionale». Zelensky lo ringrazia pubblicamente con un post su X, parlando dell’importanza della cooperazione e dello sviluppo di «un sistema di protezione comune». Critico l’ambasciatore russo in Italia, Alexey Paramonov, per l’accoglienza di Zelensky a Roma «con tutti gli onori». Il presidente russo, afferma l’ambasciatore, si sta adoperando «in tutti i modi affinché il conflitto entri in una fase calda, cercando di trascinare altri Paesi, fra cui l’Italia».




