Le dichiarazioni di Tajani e Crosetto dopo il viaggio a Dubai
Il 2 marzo il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro della Difesa Guido Crosetto hanno riferito in Parlamento sulla situazione in Medio Oriente, dopo gli attacchi di Israele e Stati Uniti contro l’Iran e le successive operazioni militari iraniane in diversi Paesi del Golfo Persico, come Bahrein, Kuwait ed Emirati Arabi Uniti. Nel corso dell’informativa di fronte alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato, i due ministri hanno affrontato diversi aspetti della crisi: dagli obiettivi dichiarati dell’operazione militare contro l’Iran e le sue possibili conseguenze politiche, alla sicurezza nell’area del Golfo e alla tutela dei cittadini italiani presenti nella regione.
Sono stati inoltre richiamati i rischi di un allargamento del conflitto, l’impatto sulle rotte energetiche e commerciali – in particolare nello Stretto di Hormuz – e la necessità di valutare eventuali strumenti per adeguare la presenza militare italiana, nel rispetto del Parlamento. Gli interventi dei due ministri sono poi stati criticati da diversi esponenti delle opposizioni, che hanno definito «gravi e preoccupanti» gli scenari descritti da Crosetto e Tajani. Durante l’informativa, Tajani ha ricostruito l’avvio delle operazioni militari iniziate il 28 febbraio. Il ministro ha sottolineato che «Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza» quando intervenire e che l’Italia, insieme a Germania e Polonia, è stata avvertita a fatti iniziati. Francia e Gran Bretagna, ha aggiunto, hanno riferito pubblicamente di non essere state informate in anticipo.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha fornito invece un aggiornamento sulla sicurezza nell’area del Golfo. Le operazioni realizzate da Israele e Stati Uniti, ha spiegato, sono state pianificate per colpire le minacce iraniane con l’obiettivo di «ridurre la capacità offensiva di Teheran». Secondo Crosetto, i Paesi del Golfo stanno esprimendo «grandissima preoccupazione» e hanno manifestato la necessità di rafforzare la propria difesa, in particolare quella aerea, anche con il supporto italiano. Il ministro ha richiamato l’attenzione sull’importanza strategica dello Stretto di Hormuz, attraverso cui transita oltre il 20 per cento del petrolio mondiale, sottolineando che l’energia «non è solo una variabile economica ma è legata alla sicurezza internazionale».
Queste dichiarazioni arrivano dopo altre, da parte di Crosetto, riguardanti la sua presenza a Dubai sabato mattina, mentre il governo italiano era in apprensione per la guerra appena iniziata dagli Stati Uniti e da Israele contro l’Iran. Da giorni varie strutture di sicurezza del governo erano in allerta per un più che probabile imminente attacco americano a Teheran, ma il principale responsabile delle Forze armate italiane era all’estero, per presunti motivi personali, e senza che apparentemente né la presidente del Consiglio né il ministro degli Esteri ne sapessero nulla. La notizia ha generato prima un certo clamore; quindi molto imbarazzo all’interno dello stesso ministero della Difesa tra i consiglieri di Crosetto, e un po’ ovunque nel governo.
Le spiegazioni dello staff di Crosetto in quelle prime ore erano sostanzialmente queste: Crosetto era partito venerdì con un volo civile per andare a Dubai per motivi familiari, senza sapere dell’imminente attacco all’Iran, era rimasto poi sorpreso dalla rappresaglia iraniana contro gli Emirati Arabi Uniti, e dunque bloccato a Dubai non potendo far rientro in Italia. Nelle ore successive, fonti del ministero della Difesa hanno suggerito che Crosetto fosse in apprensione per sua moglie e i suoi figli, che erano lì in vacanza, ed era dunque andato personalmente per riportarli tutti in sicurezza in Italia, ma sempre con un volo civile. È però una versione che non dà conto dei precedenti spostamenti di Crosetto. Risulta infatti che Crosetto fosse già stato a Dubai nei giorni precedenti, molto probabilmente per accompagnare la famiglia; che abbia poi fatto altri viaggi all’estero, e che sia infine tornato a Dubai venerdì.
Domenica Tajani ha detto chiaramente che lui non sapeva che Crosetto fosse lì. E questo è piuttosto anomalo: le ambasciate italiane all’estero vengono informate quando un ministro viaggia in quel certo paese. Resta da capire se davvero Crosetto, come dice, sia stato sempre pienamente operativo in una settimana così turbolenta. Il ministro della Difesa è uno dei ruoli più delicati che ci siano: parla coi vertici delle Forze armate, coi direttori dei servizi segreti, coi suoi omologhi stranieri, e deve essere sempre sicuro di poterlo fare in piena sicurezza, senza essere intercettato o ascoltato.




