Genova sceglie Silvia Salis
Per due milioni di italiani, i due giorni appena trascorsi sono stati giorni all’insegna del voto. Sono 126 i comuni che, tra domenica e lunedì, hanno aperto i seggi per scegliere i nuovi sindaci. Tra questi, tre capoluoghi di provincia e un capoluogo di regione.
Genova un risultato chiaro
Dalle urne, alcuni verdetti sono arrivati più chiari di altri. E’ il caso di Genova che già in serata sapeva con certezza chi sarebbe stato il sindaco che avrebbe guidato la città per i prossimi 5 anni. La vittoria porta il nome di Silvia Salis, candidata del centro-sinistra, che con il 51,5% dei voti non ha neanche bisogno di continuare la sua corsa al ballottaggio. La vittoria a Genova non era affatto scontata e tra tutte sembra essere il risultato con il maggior peso politico. Nonostante fosse l’unico comune reduce da una giunta di centrodestra e l’unico in cui entrambe le coalizioni si sono presentate unite, il centrosinistra è riuscito a conquistare il capoluogo ligure, a discapito di un centrodestra guidato dall’ormai ex sindaco Piciocchi, candidatosi nel nome della continuità.
Le carte vincenti per la rinascita del centrosinistra a Genova
Dopo questo fine settimana, la sinistra sembra essere riuscita a invertire la rotta e, dopo otto anni, Genova torna sotto la sua guida. Le carte vincenti sembrano esser state due. La prima, senza dubbio, è il nome di Silvia Salis. La candidatura dell’ex atleta, arrivata quasi a sorpresa lo scorso febbraio, si è rivelata decisiva. E’ stato il suo profilo a permettere al centrosinistra di allargare al massimo la coalizione. La seconda carta vincente è stata, appunto, la grande alleanza che si è stretta attorno a lei. La stessa Salis ha parlato di una “coalizione XXL”, ed è proprio in questa unità che individua il fattore determinante della vittoria. “Genova dimostra che la destra si fa forte solo grazie alla mancata unione del campo progressista. Quando ci uniamo, e si mettono a confronto le classi dirigenti nostre e le loro, non c’è storia”, ha dichiarato Salis dopo la sua elezione.
Le reazioni politiche dopo il voto
I risultati netti di questa elezioni hanno portato a reazioni altrettanto forti. Mentre la sinistra gioisce e guarda alle regionali, la destra invita a non trarre conclusioni affrettate. Nelle ultime ore sono stati taglienti i commenti dei leader dei principali partiti. «La Meloni ha preso una scoppola mica da ridere. I sondaggi la danno fortissima, ma la verità è che non è così» ha commentato Matteo Renzi senza mezzi termini. Nel frattempo la Schlein si gode i festeggiamenti. «Ormai è chiaro: il centrodestra esulta per i sondaggi, ma siamo noi a vincere le elezioni» afferma, rilanciando il protagonismo del centrosinistra.
Dal centrodestra, le reazioni che arrivano appaiono più caute. Mentre Maurizio Lupi parla di risultati “in chiaroscuro”, evidenziando la crescita di Noi Moderati, gli alti partiti sono convinti che non abbia alcun senso trarre conclusioni nazionali da un voto locale in cui esistono tante specificità.
La vittoria di Silvia Salis non rappresenta solo un cambio di leadership, ma anche un segnale chiaro: Genova ha voglia di cambiamento ed è questo che sta chiedendo. Da ora l’attenzione si sposta sui fatti. Solo trasformando le promesse in azioni potrà dimostrare di essere all’altezza delle aspettative.




