Giorgia Meloni è arrivata a Washington per l’incontro con Trump
La premier Giorgia Meloni è atterrata alla Joint Base Andrews, vicino Washington, in vista dell’incontro di oggi con il presidente Usa Donald Trump, nell’ambito della trattativa sui dazi.
È previsto un pranzo alle 18 ora italiana, nel Cabinet Room, che non sarà accessibile alla stampa, la quale potrà però assistere al bilaterale nello Studio Ovale, che si terrà un’ora dopo.
Non ci sarà tuttavia nessuna conferenza congiunta, al termine degli incontri.
L’obiettivo di Meloni a Washington: un tavolo con l’Ue
Prima della partenza della premier Meloni per Washington, si è tenuto un nuovo colloquio telefonico di coordinamento con la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen.
Riuscire a far dialogare l’Ue e l’amministrazione Trump è infatti il «risultato importante» che la premier si augura di portare a casa. Un vertice che si spera «possa scongiurare una guerra commerciale che danneggerebbe tutti» e che soprattutto creerebbe una violenta frattura nell’Alleanza.
Il secondo obiettivo chiave è poi quello di cercare di raffreddare i rapporti con Pechino, anche perché il rischio che Trump chieda uno spostamento dell’Ue in funzione anti-cinese è molto alto.
Il vertice visto dal nostro paese
Si tratta di un momento difficile, per cui serve lucidità e in cui la posta in gioco è alta, ha dichiarato la premier. Ursula von der Leyen tuttavia sembra avere aspettative piuttosto alte, vista la vicinanza politica tra Italia e Usa.
Ma i ministri Giorgetti, Salvini, Tajani, Foti e Urso non sono ugualmente ottimisti, soprattutto guardando l’intero operato di Bruxelles.
Giovanbattista Fazzolari ha dichiarato che «la partita dei dazi è fondamentale per l’Italia», anche perché gli Usa varrebbero circa 67 miliardi sulla bilancia commerciale del nostro paese.
Sicuramente non bisogna aspettarsi una riduzione dei dazi sui prodotti italiani negli Usa. Bisogna piuttosto sperare in una serie di investimenti industriali reciproci tra Italia e Usa.
Il forecast per l’economia Usa e il dilemma di Pechino
Mentre si attende l’incontro Meloni-Trump, il presidente della Federal Reserve System, Jerome Powell, ha fatto il punto sulle possibili conseguenze dei dazi sull’economia statunitense. Durante un evento all’economia Club di Chicago, ha dichiarato che «Il livello degli aumenti tariffari annunciati finora è significativamente maggiore del previsto».
Non ha inoltre escluso che l’attuale incertezza sui dazi potrebbe provocare danni economici duraturi: una crescita rallentata, una maggiore disoccupazione e un’inflazione più rapida.
Si tratterebbe di una situazione quasi senza precedenti, per cui il paese non è detto che sia preparato. Durante il discorso di Powell, le borse Usa sono scese considerevolmente, con il Dow Jones in calo dell’1,7%.
Rimane spinosa la questione dei dazi Usa-Cina, dopo l’ipotesi di dazi al 245%, che Pechino ha definito senza senso dal punto di vista economico.




