Le storie di ieri e di oggi attraversano i Carpazi: il cinema romeno conquista Roma
C’è un filo invisibile ma tenace che unisce le sponde culturali dell’Italia e della Romania, un legame storico che trova la sua massima celebrazione nell’Anno Culturale che lega i due Paesi. In questo scorcio di primavera romana, la Casa del Cinema, immersa nel verde di Villa Borghese, si trasforma nel palcoscenico ideale per accogliere una delle cinematografie più vitali, premiate e sorprendenti degli ultimi decenni.
Dal 20 al 24 maggio, la rassegna “Romania sul grande schermo” offre al pubblico capitolino cinque serate straordinarie, pensate non come una semplice sequenza di proiezioni, ma come un vero e proprio percorso antropologico ed emotivo. Promossa dall’Ambasciata di Romania in Italia, dal Centro Nazionale della Cinematografia della Romania e da Dacin Sara, l’iniziativa si propone di raccontare le ferite, le speranze, la satira e il realismo graffiante di una nazione in continua evoluzione, sospesa tra il peso della memoria e lo slancio verso la modernità.
Il viaggio comincia mercoledì 20 maggio nella Sala Fellini con Heidi di Cătălin Mitulescu, uno sguardo intimo e profondo sulle complessità sociali. Il giorno successivo, giovedì 21 maggio, l’evento entrerà nel vivo delle celebrazioni istituzionali con i saluti dell’Ambasciatrice Gabriela Dancău e dell’Onorevole Federico Mollicone, arricchiti da un prezioso intervento della professoressa Manuela Cernat sulla storia della settima arte romena. A seguire, la proiezione di Live di Vlad Păunescu aprirà una finestra sul mondo dei media contemporanei, introducendo una delle cifre stilistiche della rassegna: il dialogo diretto con gli autori grazie ai dibattiti e alle sessioni di Q&A a fine film.
Il fine settimana si sposterà nella suggestiva Sala Cinecittà per mostrare i frutti più recenti di questa straordinaria scuola cinematografica. Venerdì 22 sarà la volta dell’acclamato L’anno nuovo che non arriva di Bogdan Mureșanu, un’opera magistrale che dipinge l’attesa e il cambiamento sociale. Sabato 23 maggio, i riflettori si accenderanno su Tre chilometri alla fine del mondo di Emanuel Pârvu, pellicola potente che indaga le dinamiche umane e geografiche delle province più profonde. Infine, domenica 24 maggio, la chiusura è affidata al legal thriller dal forte impatto civile Perché io? di Tudor Giurgiu, un’opera coraggiosa che scava nei meandri della giustizia e della verità.
Con proiezioni in lingua originale (corredate da sottotitoli in italiano o inglese) e rigorosamente a ingresso libero, la rassegna non è solo un appuntamento per cinefili, ma un invito aperto a chiunque desideri farsi stupire dalla forza poetica di un cinema che sa guardare il mondo dritto negli occhi




