Roma riflette sul futuro della lettura: protagonista la letteratura romena per l’infanzia
Una sala gremita a Palazzo Valentini e un dibattito vivace su una delle grandi domande culturali del nostro tempo: quale futuro attende il libro nell’epoca degli schermi? È questo il clima che ha caratterizzato il secondo appuntamento del ciclo culturale “Il Mese della Letteratura Romena a Roma”, promosso dall’Ambasciata di Romania in Italia e ospitato nella prestigiosa sede della Città Metropolitana di Roma Capitale.
L’iniziativa nasce con l’obiettivo di creare uno spazio di dialogo tra pubblico italiano e romeno, mettendo in relazione due tradizioni culturali profondamente legate alla comune eredità umanistica europea. Protagonista della serata è stato lo scrittore e archeologo romeno Cătălin Pavel, autore affermato e una delle voci più originali della cultura romena contemporanea, noto anche per i suoi libri dedicati ai più giovani.
In dialogo con Bruno Mazzoni, tra i maggiori romenisti italiani e storico traduttore della letteratura romena, Pavel ha portato al centro della discussione un tema spesso trascurato nel dibattito culturale: il ruolo decisivo della letteratura per l’infanzia nella formazione dei lettori del futuro.
A sottolineare il significato dell’iniziativa è stato anche il messaggio dell’Ambasciatrice di Romania in Italia, Gabriela Dancău, che ha ricordato come progetti culturali di questo tipo possano trasformare le istituzioni in veri e propri ponti tra comunità diverse. Secondo l’ambasciatrice, l’obiettivo del ciclo di incontri è proprio quello di offrire alla letteratura romena uno spazio vivo di confronto con le grandi domande del presente.
Il tema della serata, significativamente intitolata “Touchscreen e toccasana: come i bambini possono salvare la letteratura”, ha aperto una riflessione originale sul rapporto tra libri e tecnologia digitale.
Secondo Pavel, la letteratura per l’infanzia si trova oggi davanti a una responsabilità senza precedenti. Pur essendo un genere relativamente giovane, potrebbe infatti giocare un ruolo decisivo nel determinare il destino della lettura nelle prossime generazioni. “Oggi siamo a un momento di svolta”, ha spiegato lo scrittore. “Da questa letteratura dipende se i bambini continueranno a leggere e, di conseguenza, se gli adulti del 2040 saranno ancora lettori oppure se ci allontaneremo definitivamente dal libro per scegliere gli schermi”.
Nel corso dell’incontro, Pavel ha offerto anche una riflessione provocatoria sul cambiamento del rapporto tra conoscenza e tecnologia. Se il libro considera il lettore come un partner attivo e partecipe, ha osservato, nella logica delle piattaforme digitali l’utente tende invece a essere trattato soprattutto come un cliente.
Un altro punto centrale della discussione ha riguardato l’importanza della letteratura per l’infanzia radicata nella lingua e nella cultura di ciascun paese. Secondo lo scrittore romeno, formare i giovani lettori esclusivamente attraverso prodotti culturali importati rischia di indebolire il rapporto dei bambini con la propria lingua e con la propria immaginazione.
La partecipazione attenta e curiosa del pubblico romano ha confermato il crescente interesse verso la letteratura romena contemporanea e verso i nuovi modi di raccontare l’infanzia nel panorama europeo.
Il ciclo “Il Mese della Letteratura Romena a Roma” proseguirà nelle prossime settimane con nuovi incontri dedicati alla narrativa, alla poesia e al dialogo tra letteratura e società.




