Sangue d’oro esce dalle regole: pasqua vini reinventa il passito di Pantelleria a Parigi
In uno dei luoghi simbolici del dialogo italo-francese, all’interno dei saloni dell’Ambasciata d’Italia a Parigi, è andata in scena una piccola rivoluzione nel mondo del vino. Pasqua Vini ha presentato una nuova interpretazione del Passito di Pantelleria Sangue d’Oro, il vino di Carole Bouquet, scardinando completamente l’idea tradizionale di come questo tipo di vino debba essere consumato.
L’evento, ospitato durante la prima serata di Wine Paris, è stato accolto in una cornice affascinante: un teatrino siciliano del XVIII secolo, trasferito da Palermo a Parigi agli inizi del Novecento. Non è una scelta casuale di location. In quella sala, la cantina veronese ha deciso di raccontare una storia di incontri, di culture che dialogano, e di un vino che rifiuta di stare al suo posto.
La Sfida Alla Convenzione
Sangue d’Oro è stato sempre pensato come un vino tradizionale, il Passito che accompagna il dessert, il momento della conclusione di un pasto. Pasqua Vini e Carole Bouquet hanno deciso di smontare questa logica. Nasce così il concetto di pairing “Fuori Carta”: il Passito non rimane confinato al dolce, ma diventa un attore versatile capace di accompagnare l’intero pasto, dall’aperitivo al piatto principale, fino al dessert.
Non è una provocazione vuota. Durante la serata, le annate 2018 e 2022 di Sangue d’Oro sono state abbinate a una selezione di piatti completamente diversi tra loro. La sorpresa più audace: una Torta al cioccolato, capperi e caviale proposta dallo chef bistellato Bruno Verjus, maestro di una cucina che non sceglie di seguire le regole ma di crearle.
La ricchezza aromatica e la struttura complessa di Sangue d’Oro hanno dimostrato di stare perfettamente in questi abbinamenti apparentemente impossibili. Il vino non cede, non si compone: accompagna, dialoga, evolve insieme al cibo.
Un Investimento Culturale Prima Che Economico
Quando Pasqua Vini ha deciso di investire in Sangue d’Oro, non era una mossa puramente commerciale. Andrea Pasqua, Head of Business Development della cantina, spiega il senso profondo della scelta: “Sin dalla genesi di questo progetto, è stato chiaro che la natura stessa di Sangue d’Oro è quella di nascere lavorando fuori dalle regole. È un vino profondamente tradizionale quanto eccezionalmente contemporaneo. Quando abbiamo discusso con Carole Bouquet di restituire al Passito di Pantelleria la centralità che gli spetta, si è subito dimostrata entusiasta.”
Si tratta di un progetto di promozione culturale: tutelare e elevare la voce di una comunità che unisce gesti antichi e coraggio contemporaneo. Pantelleria, con i suoi vigneti estremi affacciati sul Mediterraneo, meritava una piattaforma diversa da quella tradizionale. Pasqua Vini ha deciso di fornirla.
Carole Bouquet, creatrice del vino, descrive la sua visione con poesia: “Quando ho immaginato Sangue d’Oro l’ho pensato come un vino capace di sorprendere, accompagnare, essere condiviso senza timore. Lo amo perché evolve e cambia insieme al cibo. Mi emoziona vederlo incontrare abbinamenti inaspettati: è lì che diventa davvero libero e viene pienamente valorizzato.”
Il Contesto Europeo
L’evento all’Ambasciata non è casuale dal punto di vista geopolitico. Parigi rimane la capitale dell’alta cucina e della sperimentazione gastronomica. È il mercato cruciale per l’export italiano e il paese con il quale l’Italia condivide una relazione particolare legata al vino, alla sua storia e al suo significato culturale profondo.
L’Ambasciatrice d’Italia Emanuela D’Alessandro ha sottolineato proprio questo aspetto nel suo discorso di apertura: “Progetti come questo rappresentano un’occasione unica per promuovere la cultura e l’eccellenza del made in Italy all’estero. Sono lieta di accogliere un evento così simbolico, un connubio tutto italo-francese e mediterraneo attorno a quella che è una delle nostre più prestigiose passioni in comune: il vino, la sua storia, la sua tradizione, e il suo significato più profondo.”
La Linea Pasqua
La serata non si è fermata a Sangue d’Oro. Pasqua Vini ha portato all’assaggio anche due delle sue etichette più visionarie: Hey French You Could Have Made This But You Didn’t (quarta edizione), il primo bianco multivintage italiano, e Fear No Dark 2020, l’interpretazione più radicale del progetto Mai Dire Mai dedicato all’Amarone della Valpolicella.
È il marchio di fabbrica della cantina veronese: mettere in discussione le categorie consolidate del vino, esplorare le sue possibilità espressive più contemporanee senza tradire l’identità. Parlare alle nuove generazioni di consumatori con codici espressivi diversi, suggerendo nuove modalità di approccio a vini che sono al contempo radicalmente moderni e profondamente radicati nel territorio.
Sangue d’Oro, nella sua versione “Fuori Carta”, è l’ultimo capitolo di questa ricerca. Un vino che rifiuta di essere definito, preferendo essere attraversato. Un vino libero.




