“Aspettami ed io tornerò”: Salotto Letterario e Musicale dedicato alle donne della Grande Guerra Patriottica
In occasione dell’80° anniversario della Vittoria, il 9 aprile alle 18:30 la Casa Russa a Roma ospiterà un Salotto Letterario e Musicale dedicato alle donne della Grande Guerra Patriottica con la partecipazione del Coro della Casa Russa a Roma nonchè dei musicisti e attori dalla Russia e dall’Italia.
Il programma prevede di inserire canzoni di guerra eseguite sotto la direzione del M° Ekaterina Zarechnaya, del soprano Maria Smirnova e dal pianista Maxim Skogorev. Saranno inserite anche diverse letture delle poesie di Konstantin Simonov, Anna Akhmatova, Marina Cvetaeva e Olga Berggolts saranno interpretate dagli attori Pavel Zelinsky e Maria Teresa Pintus.
A presiedere l’incontro ci sarà anche Maria Federico, la Presidente dell’Associazione Socio-Culturale “Il Mondo di Damarete”, che parlerà delle “Siciliane… vittime e ribelli” durante la Seconda Guerra mondiale. Gli ospiti potranno ascolterare anche le musiche di Sergej Rachmaninov, Dmitrij Šostakovič e Mikael Tariverdiev in un clima di storia e cultura che vengono celebrate.
L’impronta di Konstantin Simonov
Il 9 aprile sarà anche il 110° anniversario della nascita del poeta Konstantin Simonov, una delle figure chiave della letteratura sovietica e autore della poesia “Aspettami ed io tornerò”, diventato un inno per le fidanzate e le mogli dei soldati durante la Grande Guerra Patriottica.
Simonov, scrittore, drammaturgo, columnist ed editore, trattò la guerra come uno dei suoi temi principali per tutta la sua esistenza e carriera lavorativa. Era figlio di un grande generale dell’Armata rossa, morto durante la Prima guerra mondiale, ed esordì come poeta nel 1934. Cinque anni più tardi Simonov interruppe la sua specializzazione in studi letterari e filosofici e fu inviato come corrispondente di guerra a Halkin-Gol, in Mongolia e poi per il periodo sovietico Stella Rossa.
Attraverso le sue sceneggiature sono state realizzati film diventati poi classici del cinema sovietico e la sua impronta è ancora oggi presente in moltissime opere teatrali messe in scena che ricalcano proprio i suoi racconti, da cui prendono ispirazione.
Le sue poesie sono state tradotte in diverse lingue e ancora oggi sono lette e imparate a memoria nelle scuole sovietiche. Riecheggia tra i suoi scritti l’incommensurabile valore umano del suo Aspettami e io tornerò, uno struggente monito alla speranza.
Aspettami ed io ritornerò
“Aspettami ed io ritornerò” è un componimento pubblicato dal quotidiano Pravda nel febbraio del 1942, all’alba della vittoria di Mosca nei confronti dell’esercito tedesco. Attorno a questa poesia aleggia il canto di un soldato alla sua donna lontana, a metà tra l’amore e la guerra. Finché ci sarà qualcuno a sognare, ad attendere, non ci saranno ostacoli a quel sentimento morale di un’intera nazione di alto valore storico e sociale.
A quel tempo la speranza era un sentimento candido che era possibile per mezzo della guerra. Si respirava la possibilità che il ritorno non fosse solo un sogno e basta. I soldati facevano propri i versi di questo componimento e lo riproponevano nelle lettere alle madri, alle fidanzate oppure, semplicemente, li conservavano nelle tasche della divisa, come uno scudo contro la morte.
L’opera trasmette e nutre in sé e nelle parole che la compongono, un sentimento immortale che lo scrittore dedicò all’attrice Valentina Serova, mentre era impegnato come giornalista di guerra durante la Seconda guerra mondiale. Oggi costituisce un tassello essenziale della storia sovietica in cui molti giovani continuano a riconoscersi.




