Reperti millenari restituiti all’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq
Dopo un’operazione condotta dai Carabinieri del Nucleo di Tutela del Patrimonio Culturale, oggi presso l’Ambasciata della Repubblica dell’Iraq a Roma, sono stati restituiti alcuni reperti archeologici millenari che, probabilmente, attraverso le anguste vie del mercato nero, erano riemersi sul sito di una nota casa d’aste milanese.
Ad accorgersi di questa apparizione sul sito d’aste proprio i funzionari dell’Ambasciata dell’Iraq che, una volta segnalato l’accaduto al Comando dei Carabinieri TPC di Roma, hanno permesso l’avvio dell’attività investigativa. In questo modo si è potuta accertare la provenienza illecita dei manufatti.

I reperti in questione sono cinque e per l’esattezza quattro coni in terracotta con iscrizioni commemorative risalenti al regno sumero di Gudea di Galash (2200 a.C.) e una tavoletta in scrittura cuneiforme della terza dinastia di Ur; quest’ultimo è un elenco riportante i nominativi di alcuni prigionieri di guerra che venivano consegnati al tempio di Shara di Umma. Parliamo dunque di testimonianze archeologiche mesopotamiche di notevole rilevanza.
Una volta attestata l’autenticità dei reperti trafugati, a conclusione delle indagini condotte dal nucleo operativo di Monza, la Procura della Repubblica di Milano ha disposto il sequestro dei beni e ha contestato a tre individui – compreso un dipendente della casa d’aste – la violazione dell’articolo 518-novies del codice penale in materia di alienazione di beni culturali che, lo ricordiamo, prevede come pena la reclusione dai sei mesi ai due anni.

Quest’oggi, 29 gennaio, a compimento dell’indagine e alla presenza dell’Ambasciatore Saywan Sabir Mustafa Barzani i reperti sono stati restituiti al legittimo proprietario, ovvero il governo iracheno. Ancora una volta, la collaborazione tra istituzioni diplomatiche e forze dell’ordine italiane ha portato a una risoluzione efficace della problematica in essere.




