150 anni dalla nascita di Benedetto Croce. Il liberale del “gran rifiuto”

150 anni dalla nascita di Benedetto Croce. Il liberale del “gran rifiuto”
Benedetto Croce

Bobbio lo definì “coscienza morale dell’antifascismo italiano”. Tentò, invano, di dissuadere Mussolini  dalla deriva totalitaria. Declinò l’invito all’adesione al regime prima, ed in seguito a diventare il primo presidente dell’Italia  liberata . Il comune natio ne celebra oggi la memoria.

La piccola cittadina natale di Pescasseroli, in Abruzzo, renderà omaggio oggi, in occasione dell’anniversario della nascita, a colui che più di tutti ha influenzato il pensiero liberale italiano, riuscendo a farsi apprezzare anche fuori dai confini nazionali. Benedetto Croce fu originale pensatore, storico, politico e scrittore; fondatore, insieme ad Einaudi, del nuovo Partito Liberale Italiano ‘repubblicano’, dopo la caduta del regime e della monarchia (in favore della quale, comunque votò,allo storico referendum). Replicò con un “no, grazie” alla nomina a Capo provvisorio dello Stato prima, ed a senatore a vita dopo, ritenendosi probabilmente troppo legato alla storia ed alla politica pre -repubblicana. Il suo destino intersecò  più volte quello  del Fascismo, del quale fu prima ‘curioso osservatore’ ed in seguito maturo e convinto oppositore, tanto da promuovere il ‘manifesto degli intellettuali antifascisti’; con un voto iniziale di fiducia al Governo Mussolini tentò di mantenere il duce nell’alveo dell’agire democratico: reputò il suo tentativo fallito in occasione del delitto Matteotti. Da lì in poi il fascismo sarà “il male morale” da avversare, anche se le sue manifestazioni  di “stima intellettuale” per alcuni pensatori del regime, come  Giovanni  Gentile e Julius Evola, rimasero notevoli.

In campo filosofico, si interessò del  Marxismo, portando parallelamente avanti un forte interesse e sviluppo del pensiero hegeliano; convinto idealista,  l’impostazione “laicista” e rigorosamente etica pervase la sua attività politica ed intellettuale: per Gramsci fu “il papa laico della cultura italiana”.

Il piccolo comune che gli diede i natali, il 25 febbraio 1866, gli rende onore oggi con un consiglio comunale straordinario, che gli conferirà la cittadinanza onoraria alla memoria e lo omaggerà con una serie di iniziative, tra le quali la proiezione di un film-documentario biografico e la pubblica lettura dei passi più apprezzati delle sue opere.

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