2duerighe ricorda il suo fondatore Leonardo Echeoni nel suo secondo anniversario

Sono passati due anni da quando il fondatore del nostro Giornale, Leonardo Echeoni, già direttore ed editore fino ad aprile del 2010, ci ha lasciato prematuramente  a seguito di una lunga malattia sofferta in silenzio, senza mai lamentarsi ma dando il suo apporto anche nel periodo in cui stava in ospedale.

Oggi per ricordare l’anniversario della sua scomparsa, cosa potremmo dire di lui? Non riesco a ricordare questo “monumento” del giornalismo  in maniera diversa che non sia  citare  tutto quello che ha rappresentato per chi lo ha conosciuto. Perchè le parole da sole non basterebbero, tanto sono innumerevoli le emozioni che si risvegliano alla memoria percorrendo gli anni in cui lui è stato al timone del nostro giornale.

Leonardo aveva il potere di far sentire la sua presenza ovunque, tanto era ingombrante la sua figura e, nonostante la struttura propria del giornale non ci permettese di essere materialmente vicini, lui  sapeva sempre far sentire  la sua presenza, a volte discreta, ma spesso anche esuberante.  Di sicuro non trascurava una risposta, un  consiglio, non necessariamete di lavoro, perchè senza essere invadente aveva la delicatezza di rimanere informato anche dei problemi personali dei suoi collaboratori. Leonardo, infatti, per ognuno di noi oltre che il direttore era l’amico, il padre, il fratello sempre prodigo di idee e suggerimenti e,  per non stancarci, spesso non faceva mancare la battuta umoristica. 

Ancora oggi ci mancano tanto le sue battute ironiche, le sue risate, che sapevano smorzare gli inevitabili momenti di tensione che si venivano a creare. Del suo giornale egli aveva scritto: “Nasce con questo numero un’altra voce: 2duerighe, un nuovo periodico di informazione culturale. Non era indispensabile, ma nella misura in cui è stato necessario per noi realizzarlo, 2duerighe può diventare utile per quanti credono nella cultura come susseguirsi di avvenimenti che hanno in sé il senso dello spirito della complessità del tempo presente”. Queste parole riecheggiano ancora ed hanno il medesimo significato che Leonardo Echeoni voleva avessero, nel mettere a disposizione di tutti la propria esperienza e capacità, ma soprattutto la forza della sua grande  umanità, accompagnata ed arricchita dalla sua voglia di  comunicare.

Leonardo Echeoni era nato a Caraglio (CN) nel 1943, ma dal 1944 al 1966 visse a Roma, poi nel 1967 si trasferì a Torino, dove intraprese diverse iniziative commerciali e culturali  non trascurando gli studi che coronò con la laurea in economia e commercio. In ogni campo in cui metteva mano, grazie alla sua verve, riusciva ad avere successo e furono diverse le esperienze nel mondo dell’arte, ma anche mel mondo della scuola, prima come docente e poi come direttore didattico. Fondò  L’ENOS (Ente Nazionale di Organizzazione Sociale) e l’E.N.F.A.C. (Ente Nazionale per la Formazione Artistica e Culturale), che svolsero attività sociali a livello internazionale con oltre  200 gallerie tra Italia e all’estero, compiendo numerosi gemellaggi con altre organizzazioni in Francia, Perù, California, Giappone e Australia.

Iscritto alla SIAE, Leonardo Echeoni, fu prolifico anche come autore musicale e teatrale: ha depositato oltre 500 canzoni di musica, tra leggera e classica, così come ha a suo attivo sette CD, cinque Inni, di cui due per banda, libri, opere teatrali e liriche, nonché una sua commedia musicale “Oltre l’amore”,  messa in scena per la prima volta nel 2002 al Teatro Colosseo di Roma.

Nel 1976  si iscrisse all’Ordine dei Giornalisti e, dopo aver collaborato con diverse testate giornalistiche regionali e nazionali, fondò il periodico Trentagiorni, che raggiunse una tiratura di 30.000 copie distribuite anche all’estero. Negli anni successivi fondò la casa Editrice “Diffusioni Artistiche”, scrisse e diresse oltre cinquanta cortometraggi per le reti locali e quattro per la RAI. Realizzò il telefilm sperimentale “Lo sposo in bianco”. Poi nel 1986, a causa di funesti trascorsi famigliari, si ritirò da ogni attività e tornò a Roma, curando solo l’ENOS (Ente Nazionale di Organizzazione Sociale).

Ma fu nel 2001 che fondò la casa editrice e il Periodico “2duerighe” raggiungendo traguardi inaspettati, tanto che, per meglio soddisfare i propri lettori, nel 2006 lo trasformò da cartaceo a Telematico, con grandi consensi che lo portarono a superare in pochi anni il milione di visitatori e da lì a poco avrebbe raggiunto successi ancora più grandi portando a termine i  numerosi progetti che aveva messo in cantiere.

Purtroppo,  il grande Architetto della vita ebbe per lui altri progetti e il 9 aprile 2010 lo chiamò a se, la dove sono sicuro gli ha affidato altri  importanti incarichi, che Leonardo starà portando avanti con la stessa passione di tutte le sue imprese.

Dopo un periodo di stop forzato dovuto a inevitabili problemi burocratici, 2duerighe, grazie all’impegno del figlio Leo, del  nipote Lorenzo Echeoni e di  Enrico Ferdinandi, è risorto nei primi giorni del mese di marzo del 2011. Ad affiancarli uno stuolo di collaboratori, vecchi e nuovi, in gran parte giovani, che costituiscono la struttura portante di un giornale con ambiziosi progetti in cantiere, che si realizzeranno solo grazie alla coesione del gruppo 2duerighe in continua espansione.

Il Giornale ha cambiato veste grafica, da periodico è divenuto quotidiano e, pur ricomincando da zero in un anno ha raggiunto quasi due milioni di visitatori, grazie al lavoro di tutta la squadra 2duerighe, che conta molto non sulla forza e capacità del singolo, ma sulla forza  del gruppo che  crede  in questo progetto: l’esistere di 2duerighe esprime una relazione magica in cui il gruppo diventa il cuore di una splendida realtà”.

Leonardo potremmo dire ancora tanto su di te e magari tentare di esprimere un giudizio, ma credo che nulla possa veramente definirti perchè tu eri geniale, capace come nessun’altro a vedere al di là delle cose, eri uno che cercava sempre il meglio e, sopattutto,  spronavi gli altri a cercare in se stessi le proprie potenzialità.  Lo so che ogni giorno muoiono molte persone, ma tu hai vissuto la tua vita in modo da renderla indimenticabile. Ancora oggi, per tutti noi, sei più che vivo nei nostri ricordi e non vogliamo deluderti direttore.

Sebastiano Di Mauro

9 aprile 2012

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