Segreto
Il segreto, saggio di natura sociologica edito da il Mulino e scritto da Massimo Cerulo, si pone come obiettivo quello di fornire una analisi delle estrinsecazioni sociali del celare qualcosa.
“Il segreto esiste perché c’è qualcuno che lo crea, lo confessa, lo racconta, lo diffonde. Lo difende o lo svilisce”.
L’autore, attingendo anche al pensiero del padre della sociologia tedesca Georg Simmel, focalizza la sua indagine sul segreto, non già semplicemente come atto di occultare qualcosa, ma nella più ampia accezione della condivisione -o non condivisione- di qualcosa di celato.
Infatti, nulla sembra più forte, nella costruzione di una relazione interpersonale, che la condivisione di qualcosa che deve o dovrebbe restare nascosto.
Il saggio quasi sembra suggerire che un segreto può definirsi tale, in maniera del tutto paradossale, solo nel momento in cui viene, eventualmente, condiviso.
Confidando a qualcuno, qualcosa che doveva restare segreto si diventa più vulnerabili, ma ci si libera di un gran peso. Allo stesso tempo, chi riceve il segreto, da un lato può e deve sentirsi onorato della fiducia che viene riposata nella sua persona.
Inevitabilmente però, quasi come un sistema di vasi comunicanti, il segreto appesantisce chi lo riceve del dovere morale di custodirlo.
Interessante è il parallelo che viene affrontato con i nostri giorni.
I social media parrebbero a prima vista infatti mal conciliarsi con l’idea del segreto. Tuttavia l’ostentazione è alleata preziosa del segreto. È infatti facile capire che disponendo dei mezzi per costruire una immagine di sé stessi a proprio piacimento, si può scegliere quali parti mostrare e, soprattutto, quali secretare.
Si ritorna quindi, quasi come avvolti in un tunnel a forma di cerchio e senza uscita, ai concetti espressi dall’autore in apertura di questo saggio.
Il ruolo del segreto come fenomeno sociale, parrebbe solo in astratto incompatibile, con la socialità moderna. Tuttavia questa società del controllo ha nel segreto un valido alleato.
Il segreto, ha un ruolo preponderante nella formazione dell’individuo ed è una forza che struttura le relazioni sociali “C’è sempre una altra persona che crea un segreto. Che lo rappresenta. E che, in un determinato momento, può decidere di distruggerlo”.
Ad esso può quindi essere attribuita una vera e propria funzione non solo, come detto, sociale, ma anche quella fondamentale di differenziazione dell’Io e formazione della propria individualità.
Una delle parti più interessanti di questo saggio è rappresentata dalla attenta analisi del tempo in cui viviamo.
Anche perché l’autore nel scriverlo ha raccolto esperienze concrete nelle aule universitarie in cui tutti i giorni insegna, restituendoci una “battaglia” generazionale intorno al segreto anche e soprattutto in ambito familiare.
È necessario un monito sugli strumenti di controllo che la tecnologia offre, caratterizzata dall’uso in qualsiasi ambito di strumenti digitali.
Come già visto per i social, questi strumenti hanno una doppia valenza. Sono, almeno in apparenza, in grado di osservare e registrare qualsiasi cosa, con inevitabile lesione del diritto al segreto che è essenziale nella vita di ogni individuo, sin dalla più tenera età, per la riflessione propedeutica ad una corretta formazione della personalità. Dall’altro più aumenta il grado di controllo, più, quasi come una reazione fiseologica, si tende a desiderare e costruire nuovi segreti.
L’interessante saggio del Prof. Cerulo, oltre alla piacevole lettura ricca di citazioni variegate e dotte, invita il lettore a una attenta e profonda riflessione, su cosa “dare in pasto” del proprio io e, soprattutto, sulla necessità di accettare che l’altro abbia il diritto, se non il dovere, di mantenere segreti alcuni aspetti, che può potenzialmente culminare in una rivoluzione del modo di rapportarsi a sé stessi e agli altri.




