Diablo di Vito Bruschini
Recensioni
26 Dicembre 2025

Diablo di Vito Bruschini

di Benedetta Nor

Condividi:

Roma brucia. Non nelle fiamme di un incendio metaforico, ma nella violenza reale che attraversa le sue strade, i suoi quartieri, le sue curve. È questa la città che Vito Bruschini sceglie come palcoscenico per “Diablo”, il suo nuovo romanzo pubblicato da Paesi Edizioni nel dicembre 2025.

Una Roma senza compromessi

Le prime pagine colpiscono come pugni nello stomaco. Una nave speronata nelle acque dell’Adriatico, un arto che emerge dalle acque torbide del Tevere sul finale, la capitale in preda alla furia cieca degli ultras e della malavita. Bruschini non cerca vie d’uscita facili, non addolcisce la pillola: il lettore viene catapultato in un noir urbano crudo, dove la violenza non è mai gratuita ma sempre funzionale a raccontare una realtà ispirata a fatti realmente accaduti.

Tre anime perdute

Al centro di questo inferno romano si muovono tre figure che sembrano destinate a scontrarsi. C’è un giovane albanese che fugge da una vita di miseria e sopraffazioni, disposto a tutto pur di emergere da quel fango. C’è un malvivente che cerca una redenzione che forse non merita, o forse sì. E c’è lui, Diabolik, un uomo che si considera ormai un sovrano senza rivali nel suo regno di illegalità.

Poi arriva l’omicidio. Uno di quelli che fanno tremare le fondamenta, che spezzano equilibri criminali consolidati tra la malavita romana e i narcotrafficanti internazionali. E quando l’equilibrio si spezza, la vendetta non si fa attendere. Furiosa, implacabile.

La firma di Bruschini

Chi conosce l’autore sa cosa aspettarsi. Nei suoi precedenti lavori, Bruschini ha dimostrato un talento particolare nel tessere trame dense, popolate da personaggi moralmente ambigui, omicidi, intrighi politici e quei torbidi legami tra crimine organizzato e apparati dello Stato che fanno tremare i polsi.

In “Diablo”, questa stessa maestria narrativa si sposta su un terreno diverso ma non meno insidioso: il mondo degli ultras, dove i codici della curva si scontrano con la legge mafiosa in un contesto contemporaneo e brutalmente reale.

Un’evoluzione necessaria

Con questo romanzo di 200 e passa pagine, pubblicato nella collana “I Quarti”, Bruschini decide di concentrarsi sulla violenza delle curve calcistiche e sul loro intreccio con il narcotraffico internazionale.

Non è solo una questione di ambientazione.

Scegliere Roma e il fenomeno ultras significa toccare nervi scoperti, temi che continuano a infiammare il dibattito pubblico italiano, che riempiono le pagine di cronaca nera con una regolarità inquietante.

“Diablo” è un thriller criminale che non cerca il compromesso. Bruschini porta la sua capacità consolidata di raccontare il crimine organizzato su un terreno nuovo, quello della violenza ultras e delle sue ramificazioni internazionali. Il risultato è un romanzo che sa di asfalto e sangue, di curve urlanti e traffici nell’ombra.