L’Iran di Antonello Sacchetti
Trattati sul nucleare, conflitti in atto, attentati, rivoluzione, diritti umani e chi più ne ha più ne metta, l’importante, per buona parte dei media occidentali, è trovare qualcosa di cui parlare o scrivere circa l’Iran.
Lo Stato Canaglia per eccellenza, perennemente in voga.
Il mercato editoriale, nel corso degli anni, ha sfornato un volume notevole di opere, libri, opuscoli, approfondimenti sull’Iran.
Tra gli ultimi libri in circolazione, degni di attenzione, c’è quello di Antonello Sacchetti: Iran, il nemico essenziale.
Sacchetti, al fine di preservare il suo punto di vista, maturato durante la sua esperienza sul campo ed i suoi studi, ha scelto di autopubblicarsi e come lui stesso afferma nella premessa della sua opera non ha avuto nessuna intenzione di strizzare l’occhio al politically correct durante la scrittura del libro.
Per poter parlare in maniera approfondita di un paese, specie uno complesso come l’Iran, fondamentalmente c’è un passaggio obbligatorio (o quasi): prendere un treno, aereo o nave che sia e visitare il paese.
Documentari, amici, racconti e libri possono essere d’aiuto ma la presenza sul posto, tra la gente e la quotidianità è l’elemento base per conoscere la materia.
Sacchetti, autore che può piacere o non piacere per le sue idee, Tehran la conosce, l’ha vissuta sulla sua pelle e nello stesso libro, al fine di spiegare al lettore la mentalità del popolo iraniano si immerge nella vita di tutti i giorni della capitale iraniana.
Le analisi proposte nelle pagine che compongono il libro di Sacchetti fanno “semplicemente” riferimento agli eventi storici ed attuali dell’Iran, il vero punto di domanda proposto dall’autore è sui cambiamenti della Repubblica islamica.
Siamo abituati a vedere gli effetti di alcuni cambiamenti; i media, la maggior parte delle volte, commentano e giudicano solo gli effetti o le conseguenze delle vicende iraniane ma in pochi provano a chiedersi il perché, in pochissimi ne cercano la causa.
Chiedersi il perché richiede la forza morale di cantare fuori dal coro, la voglia di andare contro la massa se convinti del proprio punto di vista e subire le conseguenze di ciò che si dice.
Il brutto ed il bello dei pochi contro tanti.
Sacchetti, attraverso un’analisi completa (da quella storica ed economica a quella demografica passando per quella del pensiero dei personaggi chiave della società iraniana) non pretende di decostruire l’idea del lettore ma di fornire dati utili per mettere in discussione il pensiero comune che viene proposto troppo spesso sull’Iran.
A fine lettura sarà il lettore stesso a decidere se accontentarsi di tante comode bugie o iniziare a rivalutare, con occhi nuovi, delle scomode verità.




