“Esercizi di potere” di Margaret Atwood: la poesia che indaga sul rapporto tra uomo e donna
Dall’alba dei tempi il rapporto tra uomo e donna consente il proseguimento della stirpe umana, anche se le relazioni sociali tra i due sessi non sono sempre facili. Nel libro “Esercizi di potere” della scrittrice canadese Margaret Atwood, pubblicato da “Edizioni Nottetempo”, l’autrice prova ad esprimere la complessità e i sentimenti altalenanti che spesso intercorrono nel rapporto tra l’uomo e la donna. Le poesie riescono a suscitare alcuni scenari talvolta reali e altre volte astratti, finendo per creare una serie di episodi scanditi dalla fine dei componimenti. Stando a quanto emerge dai testi dell’autrice, l’uomo risulta essere al centro dell’attenzione per una donna, nel bene e nel male: può capitare che lei lo desideri ardentemente o che il desiderio di stare con lui appassisca per tanti motivi diversi. Non c’è una vera e propria morale nei testi di Atwood, quanto una vera e propria indagine sui sentimenti e sulle passioni che legano una coppia. Per l’autrice vale certamente la regola dell’esperienza personale, che rende unici i testi e che al contempo li relega nella sfera della sua libera espressione. I componimenti in italiano, tradotti da Silvia Bre, sono accompagnati dalla versione originale in lingua inglese: un buon modo per legittimare il lettore nella critica e magari per indurlo ad approfondire alcuni termini anglosassoni usati di rado. Inoltre, gli “Esercizi di potere” di Margaret Atwood rappresentano una visione della coppia che varia in base ai contesti sociali, non a caso i personaggi, di cui sono anonime le denominazioni, cambiano le proprie maniere in base a dove si trovano e cosa fanno. Sarebbe comunque interessante sapere cosa ne pensi l’uomo della donna che parla, scrive e pensa a lui costantemente: di certo verrebbe fuori un’investigazione emotiva molto complessa, ma sicuramente ancor più approfondita. Non mancano anche i riferimenti musicali e le descrizioni dei contorni che, sebbene siano spesso molto vaghe, forniscono la possibilità di immaginare le forme che circondano i due protagonisti. Insomma, il libro della scrittrice canadese vorrebbe forse assomigliare a un quadro di Magritte, ma stavolta la distanza tra pittura e letteratura sembra farsi sentire. Tuttavia, i versi risultano scorrevoli e intriganti mentre lo stile di composizione sembra essere unico e personalizzato, oltre i dettami.




