“Storia naturale dei miei avi” di Gianfranco Mammi: chi non vorrebbe essere pagato per scoprire il proprio albero genealogico?
“Storia naturale dei miei avi”, edito Exorma Edizioni, rappresenta una novità nel campo delle pubblicazioni di Gianfranco Mammi. A differenza di altri suoi racconti e romanzi, come “Uomini senza Mercedes” (Ed. Fernandel, 2002) , “Ugo il Duro” (Mup, 2020) , vincitore del premio Malerba 2019, “Pluriball” (Nutrimenti, 2023) e “Voci dal piano di sotto” (Quodlibet, 2024), solo per citarne alcuni, qui non siamo di fronte ad una storia completamente inventata.
Quattro anni di ricerca
L’autore rivela di aver svolto quattro anni di ricerca, condensati in quattro mesi nel racconto, e semplificando le procedure, che in realtà sono state molto più lunghe, per ottenere i vari documenti. Ciò che non deriva dalla ricerca è invece pura invenzione. “Storia naturale dei miei avi”, di Gianfranco Mammi, è un romanzo che unisce la consueta ironia pungente e le riflessioni profonde dell’autore a un’assidua
ricerca di documentazioni storiche, raccontando le peripezie di un quarantenne disoccupato, senza ambizioni, che ha un compito: quello di scoprire le proprie radici familiari. Spinto dal ricco e realizzato fratello Antonio, residente in Canada e soprannominato con affetto “braccino corto”, il protagonista accetta di ricostruire l’albero genealogico della famiglia in cambio di vari bonifici bancari.
Inizialmente motivato solo dal denaro, il protagonista si immerge in un’indagine che lo porta a lasciare la sua postazione sul divano e la gatta Pipetta, iniziando a viaggiare con la vecchia e rumorosa auto per paesi e montagne, alla ricerca di antichi registri custoditi, a volte gelosamente, in piccole chiese di paesi
dimenticati. Con l’aiuto di parroci locali, di un carrozziere del posto e di altri vari personaggi, scopre che i suoi antenati erano persone estremamente povere, spesso colpite da epidemie e carestie.
Questa malinconica consapevolezza trasforma la sua iniziale indifferenza in curiosità e passione per la storia della sua famiglia. Mentre viene a conoscenza delle vite e delle sorti degli antenati del protagonista, chi legge viene portato a sperimentare con l’immaginazione la sofferenza e la precarietà delle condizioni di vita di quelle persone.
Uno humour contagioso
“Storia naturale dei miei avi” è narrato attraverso i pensieri e le riflessioni del protagonista, permettendo al lettore di entrare nella sua mente e condividere le sue esperienze e scoperte. Grazie a questo stile narrativo si crea un forte senso di immedesimazione, che rende la lettura coinvolgente sin dall’inizio. L’ironia del protagonista, che spesso prende in giro bonariamente gli altri personaggi, è sempre dietro l’angolo, e si colloca in contrasto con le malinconiche scoperte, trasmettendo così un senso di leggerezza e divertendo “all’improvviso” il lettore.
Vero o verosimile?
Si può davvero arrivare alla verità attraverso documenti e testimonianze, oppure ogni ricostruzione è inevitabilmente una narrazione plasmata da chi la racconta? Questo quesito ha un ruolo centrale nel libro, e mira a far riflettere il lettore su come la storia venga spesso modificata e interpretata da chi la scrive,
non sempre rispecchiando la realtà.
L’opera di Gianfranco Mammi in definitiva invita il lettore a indagare sulla propria identità e sulle radici familiari, in fondo al volume è possibile consultare una sitografia ben documentata che fornisce tutti gli strumenti pratici per avventurarsi nella personale ricerca.
Articolo a cura di Jacopo Trulli




