L’Amore necessario di Marcello Veneziani
Marcello Veneziani nei suoi nove capitoli sull’ amore, sostiene la tesi che esso sia necessario più che libero. Veniamo da un’epoca di ode all’ amore libero, questo invece è un bisogno inestirpabile dell’animo umano e gran parte degli amori, in particolare quelli eterni sono legati alla necessità, perché sono quelli che non abbiamo scelto, (come l’amore per i genitori o per i figli) non quelli legati alla passione. Gli altri non godono certo di minore importanza; come scriverà anche Freud nel suo trattato “Disagio della civiltà”, gli amanti al culmine dell’amore bastano a sé stessi non c’è più alcun interesse del mondo circostante. La necessità di amare libera da una gabbia quella dell’io e quella dell’odio. Il coraggio di farlo è un atto di ribellione all’aridità che ci divora dentro in un’epoca come questa priva di lettere, priva di parole.

Nove capitoli sull’ amore passionale, parentale, culturale, per la patria, per Dio e per la ricerca della verità.
Siamo in una società del disamore del narcisismo, del mancato coraggio, molto spesso ci accomodiamo in situazioni non nostre e quando sembra che tutto stia per crollarci addosso è sempre dall’amore che corriamo a cercare riparo. L’amore fa paura più dell’odio in quanto esso è potente e non prepotente ignorante come l’altro. Odiare è facile nasce spontaneo nella chimica dei tempi presenti, specialmente rancore. Amare richiede uno sforzo notevole, ascoltarsi e lavorare. Forse soffrire.
Ma è innegabile che questo sia il riparo dalle sfortune, dai tiri mancini della vita, dall’anima atrofizzata in una vita incancrenita dalla mancata complementarità, dal mancato interesse alla Sapienza, dalle eccessive ore di lavoro. Una vita senza amore è una condanna a morte. La proprietà taumaturgica di esso è irrinunciabile. Un patto a cui è impossibile cedere per la sopravvivenza. L’amore è necessario!
Secondo Veneziani l’amore vero deve rispondere ai criteri della prossimità e della predilezione, in contrapposizione alla retorica dell’amore universale. L’amore più vero e più forte inizia sempre da chi ci è più vicino e solo successivamente si può estendere fino all’intera umanità. Si ama chi condivide il tuo stesso orizzonte, la tua stessa vita. Il medesimo linguaggio.
C’è un allargarsi progressivo del senso dell’amore, a partire dall’amore per la vita, che dovrebbe animare ciascuno di noi, fino all’amore nei confronti del mondo, a cui ci sentiamo legati da una legge di attrazione cosmica, l’amore è anche amore di conoscenza e non è un caso che l’idea stessa di filosofia si identifichi con quella di amore, perché il filosofo è l’amante della sapienza. Si dice che sempre sarà salvo dai mali colui che si innamorerà del sapere.
Sulla copertina il “Ritratto dei coniugi Arnolfini”, è un dipinto a olio su tavola. L’opera è uno dei più antichi esempi conosciuti di pittura che ha come soggetto un ritratto privato, di personaggi viventi, anziché le consuete scene religiose. Realizzata dal pittore fiammingo Jan van Eyck nel 1434 e conservato nella National Gallery di Londra.
Molte ipotesi sono state fatte sul suo significato, certa è l’intimità della scena. Si sposa bene con il viaggio sull’ amore che l’autore snoda nei suoi brillanti nove capitoli.
L’idea di amore libero è un’idea sicuramente più facile da accettare, comodamente “pop”, riflettere su quanto sia necessario amare invece disarma, ci arrende tutti alla sua potenza. L’ amore non è una finestra che puoi aprire e chiudere liberamente. È ossigeno.
In questo itinerario sono rintracciabili tutti gli amori possibili. Oltre quello più potente che sicuramente è quello dell’amore passionale e romantico c’è l’analisi per l’amore alla patria, l’amore del filosofo, l’amore per l’universo.
Qualche secolo precedente al libro di Veneziani, Dante dopo la fugace visione di Dio e la realizzazione piena del suo itinerarium mentis in Deum (per definirlo con le parole di San Bonaventura), sente che l’Amore “che move il sole e l’altre stelle” sta ormai muovendo anche il suo desiderio e la sua volontà, egli racchiude il significato dell’intera opera, di Dio, dell’universo e del fatto che l’amore è il meccanismo del mondo e di tutta la vita. Stretta è la relazione tra questo ultimo libro dell’autore pugliese e l’ultimo canto del paradiso del toscano Alighieri.
In un mondo in cui l’alienazione, la mercificazione, il timore attanagliano quotidianamente, resta amare la pozione per la sopravvivenza.
Cavalcando tra i secoli: dall’ arte fiamminga di quell’intima promessa tra i coniugi Arnolfini, a Dante giunto nel paradiso fino ad arrivare ai nove capitoli editi Marsilio; impossibile è smentire la teoria.
L’ amore ci accende e rende vivi. Qualsiasi matrice abbia. Purché sia amore.
Noi, ricordano sia il poeta che lo scrittore, dentro noi stessi lo sappiamo sempre riconoscere, assassinarlo è assassinarci.
Soltanto amando chi è nella nostra città possiamo amare un’umanità più estesa. Spesso si detesta il vicino ed ama l’umanità. Bisognerebbe invertire le rotte.
“Nella società del disamore, del narcisismo e dei desideri egoistici illimitati, in cui «Io ama Io» e contano solo la tecnica e il mercato, non resta che ricominciare dall’amore, oltre sé stessi. Dopo aver affrontato la disperazione assumendola come punto di partenza anziché d’arrivo, dopo aver smascherato la cappa che incombe sulla nostra società, soffoca la libertà, la dignità e l’intelligenza e ci rende scontenti, Veneziani approda alla sfida più ardua: indicare una via d’uscita dalla solitudine e dal nichilismo, che faccia ritrovare la gioia di vivere e di essere al mondo, in armonia con l’universo e la nostra anima. Pagine vitali e suggestive, in cui si intrecciano esperienze, storie e riflessioni, con intelletto d’amore. «Quando avverti che tutto sta crollando, non resta che ripartire da ciò che salva, che genera, che unisce, che origina. Dall’amore necessario. Amare è prediligere, aver cura, volere il bene, per sempre. Amare persone, mondi, natura, principi e visioni. Amore dell’essere, rispetto a chi insegue la tentazione del non essere».
Marcello Veneziani pubblica con Marsilio: Lettera agli italiani (2015), Alla luce del mito (2016), Imperdonabili. Cento ritratti di autori sconvenienti (2017), Nostalgia degli dei (2019) e Dispera bene (2020). Inoltre: Tramonti (Giubilei Regnani, 2017) e Dante nostro padre (2020), La Cappa (2021), Scontenti (2022). Fino ad arrivare a: L’amore necessario (2024).




