“Una voce dal Profondo”: il viaggio di Rumiz nel passato Sommerso dell’Italia
Nel libro edito per Feltrinelli, Una voce dal Profondo, Paolo Rumiz ci guida in un viaggio affascinante attraverso il passato sommerso dell’Italia, un mondo segnato da eruzioni, terremoti e invasioni, ma anche ricco di storia e mistero. Attraverso le sue parole, scopriamo un legame profondo, ma anche politico, tra le persone e il territorio, un connubio tra il Sopra e il Sotto, tra razionale e irrazionale.
Dal cuore delle isole Eolie, fino alle terre dell’Irpinia e oltre, Rumiz ci conduce lungo una traccia di testimonianze e storie che svelano l’anima multiforme e vibrante dell’Italia.
«Era la fotografia di un mondo ricco e senza pace, segnato da eruzioni, terremoti, invasioni e guerre, che tuttavia attiravano da millenni un’umanità capace di abbarbicarsi a ciò che di più instabile, pericoloso e precario la Terra poteva esprimere».
Un sussurro – che giunge in lontananza, dal cuore della terra, come un lamento di anime perse, provenienti dalla bocca di un remoto vulcano in mezzo al mare – sveglia Rumiz, nel cuore della notte.
L’autore si trova ad Alicudi – la più occidentale delle isole Eolie – quando sente il richiamo del Sommerso e ha un’intuizione: viaggiare e raccontare la storia intima di ciò che abita sotto le fondamenta dell’Italia.
Lì sotto c’è un mondo nascosto, che non vedremo mai. Ciò non significa che dobbiamo ignorarne la storia.
Il libro di Paolo Rumiz – edito per Feltrinelli – è un resoconto dei viaggi, compiuti dall’autore dal 2009 a 2023.
Il viaggio di Rumiz unisce scienza e anima, razionale e irrazionale o – come li definisce lui – il Sopra e il Sotto: la grande sensibilità negli occhi dell’autore dà una visione straordinaria del viscerale legame tra le persone e la storia del territorio.
«Chissà se esiste un rapporto tra la morfologia dei luoghi e il carattere delle persone».
La lettura delle prime pagine di questo libro provoca una curiosità verso l’ignoto: Rumiz prende per mano il proprio lettore e lo conduce verso scenari che egli stesso ha abilmente costruito per un pubblico probabilmente inconsapevole di volerne sapere sempre di più sull’argomento.
La storia che l’autore racconta ripercorre l’Italia dal profondo Sud: la Sicilia, punto zero del viaggio nel mondo delle tenebre, la Calabria, segnata dalla sua visibile grecità, la Basilicata, che era stata greca, normanna, sveva, ebraica, bizantina e longobarda. Inevitabile tappa: l’Irpinia – resa lo snodo più importante della Via Appia dagli antichi romani e segnata dal terremoto – e Napoli, dove tutto si mescola. Per poi giungere ad Amatrice, condannata e segnata dal suo destino.
Ogni tappa del percorso rivela un’identità plasmata da secoli di storia, eruzioni, terremoti e contaminazioni culturali.
Il racconto è pregno di voci e testimonianze di persone che hanno vissuto sulla propria pelle la forza ineluttabile della natura. Rumiz non sta solo raccontando i dettagli e i retroscena geologici dei terremoti, dei fondali marini e dei vulcani, ma sta scavando e riportando alla luce l’anima italiana.
Seppur vengano fuori identità regionali contrastanti e uniche le une rispetto alle altre, l’Itala fa da sfondo. E il risultato è quello di una nazione segnata da un forte legame tra un Sopra e un Sotto, entrambi in continuo movimento e aperti alla contaminazione.
E proprio quando il viaggio di Rumiz volge al termine, si abbraccia la consapevolezza di un legame indissolubile tra ciò che siamo e ciò che siamo stati: figli di una terra complicata, ricca di contraddizioni e problemi, che continua a ispirare e a sorprendere, a partire dalle sue profondità più nascoste.




