Niviaq Korneliussen: La voce della Groenlandia nella Valle dei Fiori
Recensioni
25 Settembre 2023

Niviaq Korneliussen: La voce della Groenlandia nella Valle dei Fiori

di Renata Bernardo

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“La Groenlandia è condannata a morte e noi ce ne siamo andate in tempo, tu sei sopravvissuta, noi siamo sopravvissute. È il corso della natura che un popolo che non sa come cavarsela a questo mondo venga spazzato via”.

La Valle dei Fiori, primo romanzo groenlandese ad ottenere il Premio del Consiglio Nordico, edito da Iperborea, affronta, in un racconto estremamente crudo e libero da filtri, il tema del disagio psicologico vissuto dalla nuova generazione groenlandese. Niviaq Korneliussen, classe ’90, considerata la voce del suo paese all’estero, decide di esplorare questa delicata tematica attraverso gli occhi di una ragazza ribelle e decisamente impreparata rispetto a quanto la vita le sottoporrà. Korneliussen non entra nel merito della questione, preferisce concentrarsi sulle storie individuali dei personaggi che emergono nel romanzo. L’influenza pervasiva di questo tema si riflette anche nella struttura del testo, che è suddiviso in 45 capitoli numerati in ordine regressivo. Ogni capitolo è corredato da brevi frammenti, completamente distaccati dalla trama principale, in cui vengono delineate le circostanze che hanno portato alla tragica fine di altrettanti personaggi anonimi.

La protagonista, nel giro di poco tempo, affronta il distacco dal proprio paese e dalla propria famiglia per iniziare l’università in Danimarca, lontana da Nuuk, capitale della Groenlandia e sua città natale. 

A mancarle di più non sono i suoi familiari e la sua casa, ma Maliina, la sua ragazza. Sarà proprio un improvviso lutto nella famiglia di Maliina che porterà la protagonista a precipitarsi velocemente in Groenlandia orientale, abbandonando le prime difficoltà dell’università danese. In un primo momento, per la protagonista, il lutto passa in secondo piano: non sta partendo per dare conforto a Maliina, è lei che sta cercando conforto dai mille dubbi sorti sulla vita in Danimarca. Si sente diversa, inadeguata e non all’altezza degli altri studenti danesi.

Guuju, la cugina di Maliina, è un’adolescente che si è tolta la vita dopo ben due tentativi falliti. Il suicidio tra i giovani in Groenlandia è un vero e proprio stigma sociale. Sono molti, troppi, i giovani groenlandesi che decidono di togliersi la vita perché costretti a vivere in un contesto di estremo disagio in una società di matrice coloniale che soffre il peso dell’inarrestabile corsa dell’Occidente globalizzato. Ed è proprio inaccettabile per un lettore figlio di quest’occidente globalizzato comprendere la trattazione del suicidio che viene esposta nel romanzo: quasi non c’è differenza con l’elaboratone di un lutto normale, per quanto nessun lutto sia normale. Il suicidio tra i giovani è un tabù di cui nessuno vuole parlare. I familiari della vittima non indagano a fondo i motivi dietro una scelta così efferata, rimangono inermi nella consapevolezza che il destino di Guuju probabilmente fosse già scritto. 

E’ solo che ci sono alcune persone che è come se non fossero adatte e vivere, così come ce ne sono altre che riescono a godersi la vita solo quando hanno visto la morte da vicino. Alcune persone non sono brave a vivere come le altre, e può darsi che fosse solo questo, che lei non appartenesse a questo mondo, che non le andasse di vivere”. Ma Maliina non ci sta, per lei deve esserci sicuramente una spiegazione dietro la scelta della cugina. Deve essere successo qualcosa, deve esserci una ragione per cui una giovane decide di togliersi la vita. La ricerca della verità dietro la morte di Guuju diventa una sorta di metafora per la lotta di un popolo contro le difficoltà imposte dalla storia coloniale e dalla globalizzazione occidentale. Maliina, determinata a scoprire il motivo dietro la scelta di sua cugina, simboleggia la necessità di comprendere e affrontare i traumi profondi che affliggono la società groenlandese.

E così, per le due ragazze inizia un vero e proprio viaggio alla scoperta dei retroscena degli ultimi mesi di vita di Guuju. Questo viaggio porterà i lettori alla scoperta della cultura groenlandese e di tutti i problemi connessi a questo popolo. Sarà fondamentale l’incontro con il migliore amico di Guuju: verrà affrontato anche il tema dell’omosessualità all’interno della società inuit. 

Una tappa particolarmente sconcertante del viaggio conduce alla valle dei fiori di plastica, luogo in cui i giovani groenlandesi trovano sepoltura in tombe anonime, senza nomi.

Pur affrontando temi dolorosi e controversi, il romanzo ci ricorda l’importanza della speranza, della comprensione e della lotta per un futuro migliore. La Groenlandia potrebbe essere condannata da molti per essere il paese con più alto tasso di suicidi al mondo, ma il desiderio di capire e cambiare il proprio destino può ancora portare alla sopravvivenza e alla rinascita. È la speranza delle nuove generazioni che deve rinvigorire la Valle dei Fiori e darle speranza.