Referendum: vince il no, cade il governo Renzi

Referendum: vince il no, cade il governo Renzi
Matteo Renzi (Foto: L'Unità)

Non è ancora finito lo scrutinio delle schede quando Matteo Renzi, intorno alla mezzanotte, appreso il risultato – schiacciante, seppur parziale – del referendum, annuncia la fine del suo esecutivo. Al di là delle matite copiative malfunzionanti o presunte tali (eventualità smentita da una nota apparsa domenica sul sito del Viminale), i cittadini hanno espresso il loro parere, cassando di fatto la riforma costituzionale ampiamente promossa in questi mesi dal Pd. I circa 20 punti percentuali di distacco tra il ‘sì’ e il ‘no’ hanno dato il colpo di grazia all’esecutivo di Renzi, che a detta dello stesso primo Ministro è ormai giunto al capolinea.

A differenza del referendum del 17 aprile scorso, stavolta i cittadini hanno partecipato in modo più consistente alla consultazione, con un’affluenza vicina al 69% degli aventi diritto: più del doppio della percentuale registrata per il precedente referendum sulle trivelle (31,19%). Com’è noto, ad aprile a vincere fu l’astensione ma anche per quanto riguarda il voto sulla riforma costituzionale è opportuno riflettere sul fatto che siano comunque tanti, troppi i cittadini che hanno preferito astenersi dall’andare a votare, segno – come in occasione del referendum sulle trivellazioni – di un perdurante quanto poco lusinghiero distaccamento tra rappresentati e rappresentanti.

Detto questo, al netto dello scollamento tra cittadini e istituzioni, il voto espresso dagli aventi diritto in tema di riforma costituzionale ha posto la parola fine al governo Renzi; il primo Ministro, infatti, è intervenuto in conferenza stampa comunicando che nella giornata di oggi, lunedì, riunirà il consiglio dei ministri e poi salirà al Quirinale per ressegnare le sue dimissioni.

«Andiamo via senza rimorsi – ha detto Renzi – l’esperienza del mio governo finisce qui. Io ho perso, lo dico a voce alta. Non sono riuscito – ha scandito rivolgendosi ai promotori e ai sostenitori del sì – a portarvi alla vittoria, vorrei che foste fieri di voi stessi. Questa riforma è stata quella che abbiamo portato al voto, non siamo stati convincenti, mi dispiace, ma andiamo via senza rimorsi – ha detto ancora Renzi -. Come era chiaro sin dall’inizio l’esperienza del mio governo finisce qui. Ho perso e a saltare è la mia poltrona. Volevo tagliare le poltrone della politica e alla fine è saltata la mia».

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