Sanità e appalti truccati in Lombardia, arrestato il leghista Fabio Rizzi

Sanità e appalti truccati in Lombardia, arrestato il leghista Fabio Rizzi
Fabio Rizzi

Corruzione, turbata libertà degli incanti e riciclaggio: queste le accuse da cui dovranno difendersi 21 persone indagate nell’ambito dell’operazione ‘smile’, che avrebbe portato alla luce un losco giro d’affari volto all’aggiudicazione di alcuni appalti pubblici banditi da diverse Aziende ospedaliere della Lombardia per la gestione – in outsourcing – di servizi odontoiatrici. Tra i 21 sottoposti a misura cautelare dal gip di Monza, 10 ricoprono funzioni pubbliche e tra questi spicca Fabio Rizzi, 49 anni, consigliere regionale per la Lega Nord, medico anestesista, eletto sindaco di Besozzo nel 2007 e senatore dal 2008 al 2013, persona molto vicina a Roberto Maroni e padre della riforma sanitaria lombarda. I carabinieri hanno notificato il provvedimento di fermo anche alla moglie di Rizzi, ora agli arresti domiciliari.

In base a quanto emerso dal lavoro investigativo, il gruppo imprenditoriale finito sotto inchiesta avrebbe corrotto alcuni funzionari a capo di una serie di gare d’appalto; nel corso delle indagini sono stati ricostruiti episodi corruttivi nei confronti di 10 soggetti investiti di funzioni pubbliche, condizionamenti nell’aggiudicazione e nello svolgimento di appalti indetti da Aziende ospedaliere della Lombardia e intromissioni illecite nelle procedure di contrattazione con importanti strutture sanitarie private accreditate con il Sistema sanitario nazionale.

Questa mattina, insieme aIle misure cautelari, i carabinieri del comando provinciale di Milano hanno perquisito anche l’ufficio di Rizzi al Pirellone proprio mentre si stava svolgendo la commemorazione delle vittime delle forze dell’ordine e Maroni, intanto, su Twitter parlava di eccellenza della sanità lombarda: «Un nuovo pronto soccorso a misura di bambino: #sanità eccellente in @LombardiaOnLine pic.twitter.com/kufDqe8zh2». Venuto a conoscenza dell’arresto di Rizzi, il presidente del consiglio regionale Raffaele Cattaneo (Ncd) ha commentato così: «Sul piano umano non è una notizia di cui dobbiamo rallegrarci. Sul piano istituzionale è un altro duro colpo alla credibilità di questo Consiglio regionale, che stiamo cercando di recuperare». Cattaneo ha però tenuto a precisare che rimane il «sacrosanto il principio costituzionale di presunzione di innocenza. Con il presidente Maroni abbiamo deciso di valutare se e come riprendere una riflessione su quello che è accaduto, dopo la conferenza stampa della Procura di Monza». A questo proposito, Roberto Maroni ha convocato nel primo pomeriggio a Palazzo Lombardia tutti i capigruppo e i capi delle delegazioni in giunta.

Nel frattempo Umberto Ambrosoli, consigliere di Patto Civico, ha ribadito che sono «anni che diciamo che la sanità Lombarda va messa in sicurezza rispetto alle aggressioni del malaffare e di una pratica corruttiva sempre estesa. Che sia oggi coinvolto proprio il presidente della commissione Sanità è un fatto di gravità forse maggiore anche rispetto agli episodi degli ultimi 3 anni», tra i quali ricordiamo anche il recente arresto di Mantovani.

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