Beppe Grillo torna in scena: il 21 settembre da Fedez, e l’ombra di un nuovo partito

Dopo un silenzio di oltre due anni nel dibattito pubblico, Beppe Grillo sceglie un palco insolito, ma forse non così tanto, per tornare a farsi sentire: il prossimo 21 settembre il comico genovese sarà ospite della prima puntata della nuova stagione di Pulp Podcast, il video-format condotto da Fedez e Mr Marra. Non è un ritorno qualsiasi. Secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, l’occasione potrebbe servire a Grillo per presentare un nuovo progetto politico, con l’ipotesi di una lista collocata a sinistra del campo progressista in vista delle prossime elezioni.
Il segnale più evidente arriva, paradossalmente, da un dettaglio minimo: Grillo ha impostato come stato WhatsApp la scritta “Movimento Zero Stelle”, una provocazione che suona come un affondo contro il Movimento che contribuì a fondare insieme a Gianroberto Casaleggio e che oggi è guidato da Giuseppe Conte. Secondo fonti vicine al fondatore citate dalla stampa, Grillo starebbe valutando una formazione autonoma capace di inserirsi nello spazio a sinistra della coalizione progressista. Al momento, tuttavia, non esistono né un nome ufficiale né una struttura organizzativa definita e l’ipotesi resta ancora nel campo dei retroscena.
Non è casuale nemmeno il tempismo. L’intervista arriverà il giorno successivo alla chiusura di Nova, l’appuntamento del Movimento 5 Stelle in programma a Milano il 19 e 20 settembre e dedicato anche alla costruzione della proposta politica pentastellata. Una sovrapposizione che inevitabilmente alimenta le interpretazioni su una nuova offensiva di Grillo contro la leadership di Conte. Interrogato sulla partecipazione del fondatore a Pulp, l’ex presidente del Consiglio ha liquidato la questione con poche parole: “Grillo vada dove vuole, dica ciò che vuole”.
Secondo ulteriori indiscrezioni, Grillo avrebbe già allo studio una nuova proposta sul reddito, una bozza di programma e persino uno spettacolo da portare in giro per l’Italia. Ma la distanza con il M5S non si gioca soltanto sul terreno politico. Sullo sfondo resta infatti il contenzioso legale per la titolarità del nome e del simbolo del Movimento, nell’ambito della causa avviata da Grillo al tribunale di Roma. La prossima udienza è stata rinviata a gennaio.
La scelta di un format libero, lontano dai vincoli dell’intervista politica tradizionale, non sorprende. Rientra nella stessa logica di disintermediazione che ha caratterizzato Grillo fin dalle origini: prima il blog, poi i Meetup, le piazze e la rete, strumenti utilizzati per scavalcare partiti e media tradizionali e rivolgersi direttamente al pubblico. Con una differenza significativa: questa volta il megafono non è più suo. È quello di Fedez, che con Pulp ha progressivamente aperto il proprio spazio anche alla politica, ospitando negli ultimi mesi figure come Giorgia Meloni. Il ritorno di Grillo passa quindi ancora una volta attraverso un canale esterno alla comunicazione politica tradizionale, ma dentro un ecosistema mediatico profondamente diverso da quello in cui nacque il Movimento 5 Stelle.
Resta da capire se il 21 settembre assisteremo soltanto al ritorno mediatico del fondatore o al primo atto di una nuova avventura politica. In entrambi i casi, Grillo sembra aver scelto il terreno che conosce meglio: trasformare la comunicazione stessa in un evento politico.




