La Camera approva la giornata per le vittime di errori giudiziari: polemica sugli astenuti
Il 17 giugno potrebbe diventare la nuova giornata per Enzo Tortora e le vittime di errori giudiziari. La proposta di legge è stata approvata alla Camera dei Deputati e ora si attende l’esame del Senato, previsto con la ripresa dei lavori parlamentari a settembre. La data scelta è quella in cui, nel 1983, il famoso conduttore di Portobello venne arrestato, dando inizio ad un calvario giudiziario terminato nel 1986 con la completa assoluzione dell’imputato.
La proposta, presentata dal deputato di Italia Viva Davide Faraone, è stata accolta favorevolmente dalla maggioranza della Camera, ma a far parlare è l’alto numero di astenuti tra le file di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Alleanza Verdi Sinistra. 178 voti a favore, contro l’astensione di 97 deputati, che ha rispolverato l’annoso dibattito tra garantisti e giustizialisti, ossia la sacralità della presunzione di innocenza, da un lato, e il ricorso ad una giustizia rapida e che appoggia senza riserve l’azione della magistratura. La deputata dem Rachele Scarpa ha motivato la decisione delle opposizioni per l’assenza “di un vero confronto in Commissione”, che sarebbe servita per discutere anche di alcuni aspetti applicativi: “Comprendiamo perfettamente la scelta simbolica del 17 giugno, ma è necessario domandarsi se una giornata destinata anche alle scuole non rischi di perdere parte della propria efficacia in un periodo in cui gli istituti scolastici sono chiusi”.Tuttavia, il timore di nuovi tentativi che delegittimino l’ordine giudiziario spiegherebbe forse meglio la ritrosia dell’ala dell’opposizione.
Il giudizio di Gaia Tortora, figlia del popolare conduttore, è arrivato su X senza troppi giri di parole: “Pd, M5S e AVS astenuti alla Camera su giornata vittime errori giudiziari. Fate pena. Siete incommentabili”. Sempre su X si è espresso il presidente dell’Osservatorio Giustizia liberale della Fondazione Luigi Einaudi, Gian Domenico Caiazza: “Penso con emozione a quanto Enzo ne sarebbe orgoglioso. E guardo con sconcerto ai don Abbondio nostrani che si sono astenuti”. “Ma sappiate che questa è solo una delle molte cambiali che Pd, Avs e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica di Anm per la vittoria del No. Ora aspettiamo il voto al Senato”, ha concluso Caiazza. Il riferimento è al referendum sulla sulla separazione delle carriere dei magistrati di questo marzo, dove ha trionfato il “No” con il 53% dei voti. Esulta, invece, la maggioranza, che difende l’importanza della proposta: “Dal 1992 quasi 950 innocenti ogni anno sono stati privati della loro libertà” ha dichiarato il leader di Noi moderati Maurizio Lupi, aggiungendo che “per loro e per le loro famiglie votiamo a favore di questa proposta di legge”.




