Primo soccorso a scuola: la proposta Bove si ferma sul nodo finanziario

Il percorso legislativo inteso a rendere obbligatoria la formazione sulle manovre di salvavita all’interno degli istituti scolastici italiani si trova ad affrontare una complessa fase di arresto.
La misura, promossa dall’ex centrocampista di Roma e Fiorentina Edoardo Bove insieme al senatore Marco Lombardo, ha concluso formalmente l’iter di esame all’interno della commissione parlamentare di riferimento. Nonostante il traguardo procedurale raggiunto, il provvedimento rischia tuttavia di rimanere congelato a causa della mancata individuazione dei fondi necessari alla sua attuazione, stimati in circa cinque milioni di euro, da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.
L’iniziativa prende le mosse dall’esperienza personale dello stesso atleta, rimasto vittima di un improvviso malore durante una partita di Serie A sul finire del 2024. Il testo del disegno di legge mira a integrare la didattica delle tecniche di intervento rapido all’interno delle ore già previste per la sicurezza nei luoghi di lavoro, evitando così di gravare sui programmi delle singole materie e salvaguardando l’autonomia gestionale delle scuole.
Da parte del calciatore è arrivato un profondo rammarico per l’impasse della trattativa economica, accompagnato dalla constatazione di quanto sia rischioso disperdere il lavoro istituzionale svolto finora, specialmente di fronte alla necessità di intervenire tempestivamente nei primi momenti di un’emergenza per scongiurare danni permanenti alla salute.
A sostenere la causa si affianca la visione del senatore Lombardo, secondo il quale le risorse richieste non dovrebbero essere concepite come una semplice voce di spesa pubblica, bensì come un investimento strutturale per la sicurezza della collettività. Un’adeguata preparazione della cittadinanza consentirebbe infatti di ottimizzare l’efficacia dei defibrillatori semiautomatici, dispositivi spesso già presenti negli impianti e nelle strutture pubbliche ma frequentemente inutilizzati per mancanza di personale addestrato. Parallelamente alla formazione, la proposta politica punta a ridurre la pressione fiscale su tali strumenti salvavita, suggerendo di abbassare l’aliquota IVA al cinque per cento per facilitarne la diffusione.
L’esperienza di Bove, attualmente impegnato nel campionato inglese tra le file del Watford, offre uno spunto di riflessione sulle differenze culturali esistenti tra l’Italia e altri contesti europei. Nel Regno Unito si registra infatti un’attenzione diffusa verso la cultura della prevenzione, testimoniata da una maggiore presenza di dispositivi di emergenza sul territorio e da una più ampia consapevolezza tra la popolazione.
Un modello che la proposta di legge intende replicare sul territorio nazionale, trasformando un evento drammatico in un’opportunità di crescita e sensibilizzazione per l’intera società.




