Operazione Vanilla Notes, come trasformare i crediti in nuova liquidità

Operazione Vanilla Notes, come trasformare i crediti in nuova liquidità
(Fonte: g2r)

Mentre il Paese è alle prese con il nuovo Dpcm, a causa della crescita dei contagi, lo studio e l’analisi delle varie normative di emergenza ci consente di raccontare una applicazione innovativa posta in essere da Assoholding. Nell’ambito delle attività di rappresentanza istituzionale, l’Associazione di categoria delle holding finanziarie e di partecipazione, ha disegnato e strutturato l’operazione Vanilla Notes, un modello agile ed efficace per convertire i crediti scaduti, in portafoglio delle aziende, in nuova liquidità e in credito d’imposta.

Assoholding con questa operazione partendo dall’analisi dell’art.55 del Decreto “Cura Italia”, ne potenzia gli effetti, mettendo a sistema diverse attività, anche fiscali, specifiche, tra cui: acquisizione di liquidità, fruizione del credito d’imposta e recupero del credito scaduto, con una serie di servizi di consulenza dedicati per consentire la costruzione di un progetto tailor made per ogni singola impresa.

L’appeal dell’art. 55 del “Cura Italia” è stato infatti pensato dal legislatore come meccanismo virtuoso nella gestione del credito d’imposta esteso alla cessione dei crediti scaduti da parte dei soggetti non bancari che abbiano perdite pregresse da poter convertire appunto in crediti d’imposta.

Al “Cura Italia” è poi seguito il decreto “Agosto” che ha aperto a questa fiscalità di vantaggio anche alle società che aderiscono al consolidato fiscale. Gli stanziamenti che il Governo ha predisposto, a beneficio delle aziende che vorranno aderire a queste misure sono ingenti: oltre un miliardo di euro a fronte di cessini di crediti scaduti per oltre 20 miliardi. Somme importanti che andranno certamente prorogate con la prossima legge di bilancio e pertanto rifinanziate.

Nuova liquidità per fronteggiare l’emergenza economica

Ma lo scopo dell’operazione Vanilla Notes è volto non solo alla possibilità di usufruire del credito d’imposta ma anche, laddove possibile, alla creazione di nuova liquidità necessaria per fronteggiare l’attuale contesto di incertezza economica attraverso la cartolarizzazione dei crediti ceduti. E questo, come dicevamo, è stato possibile grazie anche al decreto “Agosto” (in particolare con l’art. 72, comma 1-ter, del D.L. 14 agosto 2020, n. 104 – convertito dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126) nel quale il legislatore ha modificato la disciplina della trasformazione in crediti d’imposta delle attività per imposte anticipate (DTA, deferred tax assets) ponendo la condizione di cessione di crediti deteriorati indirizzati alla creazione di nuova liquidità (condizione contenuta nell’art. 44-bis del D.L. 30 aprile 2019, n. 34, già novellato dal decreto “Cura Italia” (D.L. 17 marzo 2020, n. 18).

In sintesi le imprese che cedono a terzi, entro il 31 dicembre 2020, i propri crediti commerciali o finanziari deteriorati possono non solo  trasformare in credito d’imposta le attività per imposte anticipate, anche se non ancora iscritte in bilancio, relative sia alle perdite fiscali che alle ACE (aiuto alla crescita economica) rimaste inutilizzate ma anche procedere all’operazione di securitisation.

La norma fa anche esplicito riferimento alla data di efficacia giuridica, che oltre ad evitare conflitti interpretativi, consente di includere nel plafond di trasformabilità anche i crediti riferiti ai contratti di cessione stipulati prima della entrata in vigore della norma, ed anche con “data di efficacia economica” precedente all’entrata in vigore della norma, ma con previsione di una “data di efficacia giuridica” della cessione successiva.

Durante l’ultimo webinar organizzato da Assoholding, il presidente dell’associazione Gaetano De Vito ha così presentato il progetto:

«Abbiamo iniziato a pensare all’operazione poi denominata Vanilla Notes già lo scorso aprile, non appena fu licenziato l’articolo 55 del Decreto “Cura Italia” che ha dato la possibilità alle aziende con crediti scaduti da oltre 90 giorni e con perdite maturate fino al 31 dicembre 2019 di poter trasformare parzialmente le perdite in crediti d’imposta.
Abbiamo verificato subito che tipo di norma e che tipo di approccio dover porre in essere nei confronti di questa agevolazione, guardando subito allo stanziamento effettuato dallo Stato.
In questo momento il nostro interesse è quello di condividere questa agevolazione in termini che io definisco rovesciati rispetto alle operazioni di agevolazioni fatte fino ad ora, nel senso che in passato i crediti fiscali stanziati dal legislatore poi venivano sistematicamente fermati dalle normative di secondo e terzo livello. Adesso invece ci troviamo di fronte ad uno scenario completamente differente».

L’innovazione nelle relazioni giuridiche

«Nella sua attività istituzionale, di informazione e formazione, Assoholding ha analizzato a fondo la normativa e con alcuni partner – fra cui Cerved e Studio De Vitoha disegnato un percorso virtuoso per la gestione dei crediti che possono diventare, quasi da subito, nuova liquidità», continua il Prof. De Vito. Infatti il meccanismo collegato, quello di cartolarizzazione, consente anche di sviluppare un nuovo mercato ed attrarre anche investimenti dall’estero. La conversione in legge del D.L. n. 104/2020 ha apportato integrazioni al testo di legge che ora chiarisce molti (anche se non tutti) dubbi interpretativi sorti all’epoca dell’introduzione della norma originaria.

«In particolare, la trasformazione in credito d’imposta delle DTA avviene alla “data di efficacia giuridica” della cessione dei crediti: quindi, per le società con esercizio coincidente con l’anno solare, già dal periodo d’imposta 2020. Ne discende quindi che creazione e utilizzo del credito d’imposta prescindono dal fatto che la cessione del credito avvenga pro-soluto o pro-solvendo, e risulta del tutto irrilevante che la data di efficacia “economica” dell’operazione non coincida con la data di efficacia “giuridica” della stessa. Questo comporta una innovazione nelle relazioni giuridiche e presuppone, se organizzata nel modo corretto, una particolare capacità delle società finanziarie di proporre soluzioni specifiche come abbiamo fatto in Assoholding con i Vanilla Notes», conclude il Prof. De Vito.

Ci auguriamo quindi che oltre agli ulteriori auspicabili chiarimenti, il legislatore voglia procedere con una verifica puntuale, ed anche urgente, del rifinanziamento di questa norma: si creerà in questo modo nuova liquidità, un mercato dei crediti più efficiente e si libererà capacità di investimento diretto per le aziende.

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