Crisi di governo: è ora di capitalizzare i consensi della Lega

Crisi di governo: è ora di capitalizzare i consensi della Lega
@ Il Post

Dopo 14 mesi dall’inizio della legislatura è esplosa la crisi di governo che finora era rimasta semplicemente in forma latente. Non è di certo una sorpresa: sta accadendo quanto preannunciato fin dagli albori del governo gialloverde, nel quale avrebbero dovuto coesistere forze politiche promotrici di iniziative e spiriti molto lontani.

L’unico vero cambiamento di questo governo è riscontrabile nelle percentuali di consenso alle forze politiche: praticamente ribaltate rispetto alle ultime elezioni. Salvini vola, puntando da solo al 40 per cento, mentre il Movimento 5 stelle è scomparso dentro l’ombra di leader leghista.

Dopo l’approvazione del Decreto sicurezza bis, Salvini è forte di un’altra vittoria e quella che avrebbe potuto essere una manovra azzardata appare al contrario possibile. In questo momento il ministro degli Interni può massimizzare i suoi consensi, fino a spingersi a richiedere i “pieni poteri”.

La questione Tav: la ragione definitiva della crisi di governo

Lo scorso mercoledì in Senato è stata sancita la spaccatura definitiva della maggioranza di governo, quando è stata bocciata una mozione non vincolante presentata dai pentastellati per chiedere al Parlamento di bloccare la costruzione della Tav. Lega, Pd, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno votato contro la mozione, le restanti forze politiche in Parlamento a favore: 181 i contrari e 110 i favorevoli.

La mozione del M5S, rivolta al Parlamento, chiedeva che le Camere bloccassero i lavori della Tav sulla base delle «gravi criticità dal punto di vista della sostenibilità economica, sociale ed ambientale, evidenziate nel corso degli anni da numerosi studi e ricerche».

La mozione di sfiducia a Conte e i “pieni poteri” a Salvini

“I parlamentari alzino il culo e vengano in aula”: in questo modo Salvini auspica di velocizzare i lavori parlamentari in merito alla crisi di governo. “Se tutti fanno in fretta si può andare al voto anche a metà ottobre”.

Lunedì 12 in Senato e martedì 13 alla Camera si terranno le conferenze dei capigruppo, alle quali prenderà parte il premier Conte, e saranno poi determinate le tempistiche della mozione di sfiducia. Dopodiché la decisione spetterà al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che potrebbe decidere di affidare anche un secondo mandato a Conte o affidare l’incarico ad un’altra personalità del governo, che porti il Paese fino alle imminenti elezioni.

Durante un comizio balneare a Pescara, il ministro degli Interni ha annunciato la sua candidatura a premier e ha chiesto agli italiani “pieni poteri”, «per fare quello che abbiamo promesso di fare fino in fondo», come la flat tax. “L’obiettivo è arrivare al 15% di tasse per tanti italiani: il prossimo governo avrà questo come primo obiettivo. E se l’Europa ce lo fa fare, bene; altrimenti lo facciamo lo stesso”.

Da diversi giorni Salvini ipotizzava una possibile alleanza M5S-Renzi: “Mi auguro che nessuno stia pensando di prendere in giro gli italiani, di tirarla in lungo e di inventarsi un governo che sarebbe inaccettabile per la democrazia”.

Dall’altra parte Di Maio torn sulla proposta di tagliare il numero dei parlamentari ora che il governo è agli sgoccioli: «è una riforma epocale, tagliamo 345 poltrone e mandiamo a casa 345 vecchi politicanti». E risponde: «caro Salvini stai vaneggiando, inventatene un’altra per giustificare quello che hai fatto, giullare. Questa di Di Maio-Renzi è una fake news di Salvini per nascondere il tradimento del contratto di governo e del paese».

Si è esposto anche Davide Casaleggio, a supporto di Di Maio in questa fase di crisi di governo. “Salvini sta giocando d’azzardo con la vita degli italiani per un (presunto) tornaconto personale, ma soprattutto perché non vuole tagliare le poltrone dei parlamentari”.

Bisogna “prendere atto che non c’è più una maggioranza”

Con una nota di due giorni fa, Salvini ha annunciato la crisi di governo.

“Inutile andare avanti a colpi di NO e di litigi, come nelle ultime settimane. Gli italiani hanno bisogno di certezze e di un governo che faccia, non di “Signor No”. Non vogliamo poltrone o ministri in più, non vogliamo rimpasti o governi tecnici: dopo questo governo (che ha fatto tante cose buone) ci sono solo le elezioni. L’ho ribadito oggi al Presidente Conte: andiamo subito in Parlamento per prendere atto che non c’è più una maggioranza, come evidente dal voto sulla Tav”.

Il premier Conte conferma di essere stato informato da Salvini della sua intenzione di «capitalizzare» il largo consenso ottenuto dalla Lega.

Le forze in campo

Da sola la Lega riesce a ricoprire buona parte della maggioranza assoluta dei seggi in Parlamento e dalla sua anche Giorgia Meloni, che apre alla possibilità di un governo insieme alla Lega: “le alleanze le facciamo prima del voto e non dopo, perché vogliamo essere chiari, siamo la forza più coerente, siamo concreti e affidabili”.

Contro: un Pd frammentato, del quale Zingaretti si fa portavoce per richiedere la necessità di rimanere uniti – «o si vota Lega, o si vota il Pd e il nuovo fronte democratico» – e, riguardo al possibile candidato a presidente del Consiglio, ha detto che verrà deciso in maniera collegiale. E contro un M5S ormai perso e inesistente.

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