La maggioranza di governo è in crisi?

La maggioranza di governo è in crisi?
©Il Messaggero

Nelle ultime settimane la maggioranza di governo sembra aver subito degli scossoni che potrebbero separare i due partiti che la compongono: Movimento 5 Stelle e Lega. Le cause dell’incrinamento nell’asse di governo sono stata la concessione ad Autostrade dopo il crollo del ponte Morandi a Genova e la questione migranti, specialmente in seguito allo stallo della nave Diciotti che ha costretto circa 150 africani, tra cui anche donne e bambini, a rimanere sull’imbarcazione a largo di Lampedusa per più giorni.

Autostrade

Le soluzioni proposte dopo il crollo del ponte Morandi hanno visto differenti versioni da parte dei partiti di maggioranza. Il Movimento 5 Stelle infatti ha parlato subito di revoca delle concessioni e di nazionalizzare Autostrade. Non è dello stesso parere Matteo Salvini, che si è detto d’accordo per la revoca delle concessioni, ma è apparso meno convinto sull’ipotesi nazionalizzazione, parlando invece di una sana compresenza tra pubblico e privato, ma solo dopo aver studiato bene i documenti di Autostrade. Meno diplomatici sono invece altri esponenti del suo stesso partito, come Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, che ha espresso tutti i dubbi su una migliore gestione da parte dello Stato. Nella Lega, inoltre, i governatori Fedriga, Zaia e Fontana, interpellati durante il meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, hanno espresso la loro contrarietà ad una gestione pubblica di Autostrade, in linea con il pensiero politico di quella che era la Lega Nord di altri tempi: una minore presenza dello Stato, specialmente nelle decisioni economiche.

Migranti

Sulla questione migranti le spaccature sembravano essersi create all’interno del Movimento, in reazione alle politiche di Salvini, senza però creare “problemi” al Ministro dell’Interno, ma con la nave Diciotti queste si sono palesate. Il Presidente della Camera, Roberto Fico, il primo a scagliarsi contro le decisioni del leader della Lega, non a caso ritenuto a capo di una minoranza di “sinistra” all’interno del movimento almeno per la questione migranti o per lo Ius Soli, preoccupato anche per l’incontro tra Salvini ed Orban, ha ricevuto nei giorni scorsi una dura risposta, dopo aver chiesto di far scendere i migranti, da parte di Salvini, che gli ha solennemente ricordato di “limitarsi a fare il Presidente della Camera”. Inoltre dopo l’avviso di garanzia ricevuto per arresto illegale, abuso d’ufficio e sequestro di persona, Salvini ha deciso di rispondere a modo suo «Mi vengano a prendere, li aspetto con della grappa» e ancora «Non fermeranno il cambiamento». Dopo alcuni giorni di silenzio, il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, quota M5S, ha espresso la sua opinione, con una critica velata, ma abbastanza esplicita «Chiedo rispetto per la magistratura. Non bisogna tornare ai vecchi tempi del conflitto tra politica e giustizia, dove la politica accusa i pm politicizzati. Sono cose che appartengono a un’altra epoca. Noi vogliamo garantire l’autonomia e l’indipendenza della magistratura, così come quella della politica. Ma la magistratura deve poter lavorare e non deve essere attaccata».

Maggioranza in crisi?

A Matteo Salvini va dato atto che, condividendo o meno le sue idee, sia uno dei politici più abili nell’attuale panorama nazionale: ha ricevuto la metà dei voti del Movimento 5 Stelle, ma è riuscito comunque ad aumentare notevolmente i propri consensi e, come se non bastasse, mantiene alto il numero dei propri sostenitori esprimendo la propria opinione su qualsiasi tema passi all’attenzione dell’opinione pubblica, tra cui i vaccini ad esempio, scavalcando persino il Ministero che se ne dovrebbe occupare. Ogni volta che si crea un disaccordo tra lui e gli esponenti del movimento, tuttavia, Luigi di Maio corre per usare l’abile strumento della diplomazia e far sì che i rapporti continuino a rimanere sereni, almeno in apparenza. Definire quanti siano realmente vicini a Fico e in aperto contrasto con le decisioni del leader del Carroccio all’interno del M5S è difficile, o meglio, non quantificabile con precisione, ma bisogna tenere a mente quanto questi disaccordi saranno determinanti per la tenuta del governo. Prima delle elezioni nessuno avrebbe considerato fattibile un’alleanza tra i due schieramenti, il cui patto inizia infatti a scricchiolare. Che Salvini stia pensando di sfruttare tali indecisioni per aumentare il numero dei propri elettori, “rubandoli” al movimento, e pensare di far cadere il governo, puntando alla maggioranza da solo alle successive elezioni?

 

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