Decreto dignità: lotta al precariato ed al gioco d’azzardo, ma non è tutto oro quello che luccica

Decreto dignità: lotta al precariato ed al gioco d’azzardo, ma non è tutto oro quello che luccica
©la Repubblica

Il 2 luglio è stato approvato il decreto dignità presentato dal Movimento 5 Stelle, l’insieme di misure che, secondo il ministro Luigi Di Maio, sconfiggerà il precariato causato dalle leggi approvate negli ultimi anni. Il decreto intende combattere anche la delocalizzazione e la pubblicità dei giochi d’azzardo.

I contratti a termine ed i licenziamenti

Ai contratti a termine è stato imposto un limite di 24 mesi con soli 4 possibili rinnovi, dopo i quali il datore di lavoro dovrà obbligatoriamente scegliere il contratto a tempo indeterminato, a meno che non opti per il licenziamento, ovviamente. Inoltre, il datore di lavoro che sceglierà un contratto a tempo determinato saranno costretti a pagare l’1.9% di contributo addizionale, il quale andrà nelle casse della NASpI. Per quanto riguarda i licenziamenti senza giusta causa, gli indennizzi ricevuti dal lavoratore potranno essere pari a 36 stipendi. Secondo le imprese, però, queste misure potrebbero causare uno shock in negativo, andando a favorire il lavoro nero o frenando addirittura le assunzioni a tempo determinato senza però far sì che aumentino quelle a tempo determinato.

Per quanto riguarda le questioni più particolari, sul problema dei rider non si è ancora arrivati a nessuna soluzione, mentre gli insegnanti dotati solamente di diploma magistrale e non di laurea, che saranno privati dell’assunzione a ruolo dopo la sentenza del Consiglio di Stato del 20 dicembre 2017, il ministro Di Maio ha deciso di far slittare di 120 giorni il licenziamento per cercare un’altra soluzione.

La delocalizzazione

Un altro obiettivo del decreto è cercare di fermare il processo di delocalizzazione. Per questo le aziende che ricevono aiuti dallo stato non potranno delocalizzare per almeno 5 anni, altrimenti riceveranno una multa che può arrivare fino a 4 volte il finanziamento ricevuto. Questo punto è ancora molto incerto, poiché non è detto che possa realmente fermare le aziende che volessero delocalizzare in Europa.

Gioco d’azzardo

Il testo parla di «rafforzamento della tutela del consumatore e per un più efficace contrasto alla ludopatia, a decorrere dalla data di entrata in vigore del presente decreto è vietata qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro, comunque effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali o artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni ed internet». Dato l’aumento vertiginoso dei guadagni provenienti dal gioco d’azzardo, il decreto dignità cerca di tutelare i propri cittadini da quella che è una vera e propria dipendenza: escluse le estrazioni in differita, come la Lotteria Italia ed i contratti già in essere, ci sarà divieto totale per gli spot relativi ai giochi d’azzardo, mentre dal 2019 saranno bloccate tutte le forme di comunicazione comprese citazioni visive ed acustiche.

Sistema fiscale

Saranno rivisti i coefficienti del redditometro, lo strumento tramite il quale si stima il reddito del contribuente attraverso i beni posseduti ed i servizi di cui ha goduto. Anche lo spesometro, l’obbligo delle aziende di dichiarare all’Agenzia delle Entrare i dati delle fatture superiori a 3000 euro, subirà qualche modifica. Con il decreto arriva anche la fine dello split payment, ovvero lo strumento attraverso il quale la pubblica amministrazione versava l’IVA direttamente al fisco e non al fornitore che aveva emesso la fattura (sperando che non vada ad aumentare ulteriormente l’evasione fiscale).

 

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