“Britannica”: il lato che (forse) non conoscevi del Britpop

“Britannica”: il lato che (forse) non conoscevi del Britpop

Alessio Cacciatore e Giorgio di Berardino sono gli autori di Britannica. Dalla Scena di Manchester al Britpop, un libro che ci è piaciuto per tre motivi: traccia in modo semplice e scorrevole una consistente fetta di storia musicale britannica dalla fine degli anni ’70 a quella degli anni ’90, contiene oltre 500 schede di band attive in quel periodo e passa alla pratica ricordandoci di un evento che è un vero cult per gli amanti del genere: lo Shiiine on Weekender in programma a novembre nella verde contea inglese del Somerset.

Il punto di partenza del libro è la figura chiave di Tony Wilson, già conduttore radiofonico e televisivo che nel 1978 dà vita all’etichetta discografica Factory Records mettendo sotto contratto i Joy Division. L’altro avvenimento chiave che accende la miccia è l’apertura dell’Haçienda (soprannominata poi per motivi che potete immaginare Halluçienda).

Il locale negli anni successivi fece di Manchester il punto di riferimento della scena indie rock e dance inglese del periodo, una scena attorno alle quale gravitavano gruppi come Happy Mondays, New Order, James, Inspiral Carpets e Stone Roses questi ultimi considerati i veri re della scena anche detta di madchester dove mad sta per follia, quella che in quel periodo si traduceva in uso massiccio di droghe pesanti.

Da Britannica gli stessi Stone Roses escono come quel gruppo che riuscì a mettere tutti d’accordo anche quando il baricentro si sposta a Londra nella seconda parte del volume dedicata al Britpop periodo che raggiunse l’apice nel 1995 quando il palcoscenico mediatico fu monopolizzato dalla band-battle Oasis vs. Blur che cercavano di emulare la stessa contrapposizione tra i Beatles e i Rolling Stones. Il Britpop viene descritto non solo come un genere musicale ma come un vero e proprio movimento culturale che si sviluppa nella capitale inglese negli anni ’90, gli anni appunto della Cool Britannia, quelli che riportano la Union Jack al centro dopo la prima british invasion.

Tutto il periodo è tinto infatti da un forte spirito patriottico e da quella voglia di fare fronte alla bomba del grunge che stava esplodendo dall’altra parte dell’oceano. Il libro si conclude con un ottimo consiglio di ascolto, una lista dei 50 album chiave per comprendere il Manchester baggy e il Britpop garantendo numerosi momenti di salvezza dalla Top-50 Italia di Spotify.

Cool Britannica!

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