Diventi Inventi: è davvero l’addio di Fabi?

Diventi Inventi: è davvero l’addio di Fabi?

Per i primi trenta secondi è come tornare all’interno del viaggio di “Una somma di piccole cose“. Poi si realizza, appena si sente la sua voce, che sarà tuttà un’altra storia: Diventi Inventi, singolo scritto, arrangiato e prodotto interamente da Niccolò Fabi, uscito il 19 settembre ufficialmente in tutte le radio in contemporanea al suo video ufficiale Vevo.

Non è facile parlare di un lavoro così grande, di un brano che il cantautore stesso ha riconosciuto essere un “ponte” tra i suoi vent’anni di carriera e…chissà? Quello che ne verrà in seguito. Ciò che è certo, dichiarato più volte in varie interviste e su un post di Facebook che ne chiariva le intenzioni, è che dopo l’ultima tappa del suo tour il 26 novembre a Roma si prenderà un momento di pausa dalla ribalta per riprendere fiato.

Questa canzone fa un po’ questo, a pensarci. Riprende fiato. Si prende il suo tempo, si guarda indietro (forse per la prima volta?) e ci dimostra che l’introspezione è sempre possibile e salutare.
Con un testo che ha dell’impensabile, Fabi saluta il suo pubblico con quello che, a quanto pare, sarà l’ultimo brano inedito per qualche tempo.

Niente di scontato, niente di banale. Nemmeno la frase: “(…) di quel male che fa male” risulta essere messa a caso. Una frase piccola, ma che racchiude un po’ il senso comune. In un tempo in cui ogni dolore tende alla spettacolarizzazione di se stesso, il nostro cantautore vuole solo ricordarci che il male vero non parla di sè, ma c’è, e quando c’è fa più male di quello messo in bella mostra.
Il pezzo è musicalmente molto vicino alle sonorità quasi bucoliche di Una somma di piccole cose, di nuovo arrangiato e autoprodotto dallo stesso Fabi, come una sorta di cerchio che si chiude, ma anche di un prolungamento dell’album che, lo ricordiamo, gli è valso la Targa Tenco nel 2016.

Un inedito che ha in sè tutta una carriera: qui dentro c’è il Fabi che vinse Sanremo Giovani con “Capelli” esattamente vent’anni fa; c’è quello che l’anno dopo si presentò al festival con “Lasciarsi un giorno a Roma” perché pensava che la canzone precedente avesse monopolizzato troppo le idee del pubblico sulla sua musica; c’è il cantautore di “Ecco”, ma anche il papà di Parole di Lulù, il terzo uomo de “Il padrone della festa” e soprattuto c’è la persona.

Una persona incredibilmente trasparente, che si è sempre occupata solo e soltanto di ciò che gli compete meglio: la musica.
E che come ci ha tenuto a precisare lui stesso il 23 sera nel programma “1,2,3… Fiorella!” in cui la Mannoia lo ha invitato come ospite: “(La musica) è come un nuovo linguaggio, e mi viene difficile pensare di non comunicare più. (…) Io scrivo di quello che vivo e stare di continuo su un palco non ti fa vivere, quindi ho solamente bisogno di una pausa per rimettere insieme le mie cose”.

Quindi, no. Possiamo stare tranquilli: Diventi Inventi non è un addio, è soltanto un arrivederci. Il migliore che Niccolò potesse, probabilmente, lasciarci.

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