Emergenti- Recensione| Isolamento Momentaneo: il primo album dei Florio’s

Emergenti- Recensione| Isolamento Momentaneo: il primo album dei Florio’s

Ve li avevamo raccontati già nella prima intervista della nostra rubrica “La voce degli emergenti” e ci avevano anticipato l’uscita del loro primo album a gennaio 2017. E così è stato: siamo qui per parlarvi proprio di questa piccola perla del panorama indipendente italiano targata Florio’s

Isolamento momentaneo è un album difficile, crudo, che non lascia spazio a virtuosismi di sorta. Dopo l’EP “Rimanere lucidi”, i ragazzi hanno preso una direzione molto più chiara e decisa che si riflette istantaneamente tra musica e parole. Il sound bruciante, a tratti aggressivo, trasforma la band in un elemento molto particolare del panorama musicale con competenze e colpi di genio non indifferenti.

Composto da 7 tracce di cui una cover quasi irriconoscibile di “In cerca di te”, l’intero album suona finalmente di voce propria: sembra, infatti, che la band si sia finalmente scrollata di dosso totalmente il proprio passato di cover, pur non dimenticandolo e “onorandolo”, virgolettandolo quarantacinque volte, con quella meravigliosa versione di “In cerca di te” a metà tra rock spinto, metal, punk e altro di più indefinito. I vari brani sono tutti estremamente ben scritti e ben prodotti, molto personali e talvolta trattano temi anche abbastanza delicati; si passa da ballate come “Nel tuo inferno”, uno dei pezzi più belli, a rock alternative come “Ho sbagliato tutto”, già presente nel precedente lavoro, a canzoni decisamente arrabiate come “Final Exit” o “Lasciare il vuoto dentro”.

Il lavoro è ben definito, hanno già un loro stile ben chiaro in mente che riescono a mettere in musica senza lasciarsi influenzare eccessivamente dal “commerciale” che gira di questo periodo. La loro forza è l’essere indipendenti nel senso vero del termine, senza troppi giri di parole: l’autoproduzione, l’autodistribuzione, l’autopromozione, l’auto-tutto. Sono “indie” senza sforzarsi di esserlo perché hanno dentro le loro vene il vero senso di tutto questo, il vero senso della musica indipendente nel senso più reale.

Una band sicuramente in crescita, che ancora cerca il proprio posto nel mondo e che deve ancora affinare qualche cosa, ma che ha tutte le carte in regola per non lasciarsi sopraffare da milioni di altri poiché la loro musica è davvero differente. A primo impatto, la sensazione principale da questo album è proprio il non aver mai sentito qualcosa di così ben fatto ma allo stesso tempo naturale; il loro è un sound familiare ma non parodistico, un sound che prende spunto ma non copia.

Degno di nota anche il loro primo videoclip per il brano Dove, anche questo in linea coi principi del gruppo: due ragazzi che si cercano in lungo e in largo e quando stanno per raggiungersi riconoscono di essere comunque troppo distanti anche se a pochissimi metri di distanza. Anche questo, nella regia e nella storia, in linea coi principi di semplicità e durezza del gruppo.

Versatilità, buona tecnica, ottime idee e grandi musicisti: la musica italiana che prende una nuova forma. E questo è un ottimo inizio. Forse, visto che negli ultimi tempi qualcosa sembra volersi muovere nella discografia italiana, presto ne sentiremo parlare.

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