Intervista a Fernando Alba: “Faccio musica grazie agli anni ’80 e ’90”

Intervista a Fernando Alba: “Faccio musica grazie agli anni ’80 e ’90”

Abbiamo intervistato Fernando Alba, cantautore ora fuori con il suo singolo “Sei felice”. Ecco cosa ci ha raccontato.

Perché ha da poco scoperto di essere folle abbastanza per diventare grande anche se sei da solo anche se la tua vita è cambiata e tanta gente è scappata ed hai usato il veleno sei stato morso davvero, ma oggi sei felice” questi brevi ma intensi versi sono tratti da “Sei Felice” il nuovo singolo di Fernando Alba, giovane cantautore siciliano che prossimamente lancerà il suo secondo album in carriera, “Nello Stesso Acido”.

Il suo brano ci ha molto colpito e proprio per questo abbiamo deciso di scambiare due parole direttamente con Fernando Alba, per scoprire un po’ di più sia di questo nuovo singolo, del suo particolare video e del suo essere cantautore, direttamente dalle sue parole.

Il tuo nuovo singolo (di cui sei unico autore) si intitola Sei Felice: si tratta di un brano autobiografico? Se la risposta è no, da cosa trae spunto? Cosa vuole davvero trasmettere a chi lo ascolta?

Scrivo spesso canzoni autobiografiche, ma se scrivo in terza persona, come nel caso di Sei Felice, vuol dire che siamo tutti protagonisti, specie se ci siamo trovati almeno una volta nella vita “spalle al muro” e “fronte allo specchio” ed aver scoperto di essere già grandi, a tal punto da poter sopportare le intemperie della vita ed avere abbastanza forza per far tornare il sereno. Questa canzone credo che sia fra quelle che canterò per sempre e sempre a fine concerto, perché ogni volta che mi trovo con il pubblico e sto per cantarla sento l’emozione farsi strada nella mia schiena e a poco a poco anche in quella di chi mi ascolta.

Il video del tuo brano, un brano che parla di felicità e di sentimenti gioiosi è stato girato a fianco di un muro che da sempre è simbolo di separazione (e quindi di tristezza), un muro che ha visto storie d’amore e di famiglia separarsi per motivi che spesso non appartenevano a chi ha sofferto. Come mai questa scelta? Anche il bianco è nero è stata una tua scelta stilistica? Particolare utilizzare immagini in bianco e nero per parlare di “sentimenti positivi” … ma il contrasto secondo me è ben riuscito!

Berlino è il centro d’Europa, creatore e coordinatore di mosse politiche e sociali e c’è il “Muro” simbolo di divisione e tristezza, ma anche di musica e rivoluzione, come quella dei Pink Floyd e quella gioia nel vederlo andare giù. Sei Felice è un inno, un’ invocazione, una preghiera, una dose di coraggio che ti permettere di distruggere i muri che separano noi dalla nostra stessa felicità. Il Bianco e Nero del videoclip rappresenta un disegno a matita, pronto per essere passato a colori, i colori che troviamo lungo la ricerca della felicità, ovvero la somma di piccole emozioni e soddisfazioni. I colori sono da sempre simbolo di unione fra popoli, ma al momento nella società questa unione si vede poco. Siamo di fronte ad un secondo olocausto, quello di chi cerca la felicità scappando dalla guerra e svidando il mare, sperando di trovare accoglienza nei cuori di chi li salva, ma molto spesso qui in Europa trovano muri. Girare a Berlino è stato un modo per suscitare una riflessione inconscia nel cuore di chi vede il video.

Il tuo nuovo album, “La chitarra nuova” è interamente registrato senza suoni campionati ne strumenti virtuali, ma con l’ausilio di 100 musicisti. Si tratta di una scelta stilistica per dare al tuo album un sapore diverso o perchè hai scelto come principio di rinunciare ai tuoi nuovi metodi di composizione?

Sono sempre stato affascinato dalla bravura di alcuni musicisti che ho incontrato sulla mia stessa strada e con cui ho collaborato. A molti ho detto che semmai avessi fatto un mio album li avrei chiamato a suonare e così ho fatto. La maggior parte di loro lavora con i più grandi maestri d’orchestra, compositori di colonne sonore e colleghi cantautori ed hanno grande popolarità nazionale ed internazionale; per citarne alcuni, Gilda Buttà, Simone Salza, Luca Pincini, Marco Rovinelli, Matteo Di Francesco, Simone Gianlorenzi, Pierpaolo Ranieri, Daniele Bonaviri, Dario Rosciglione, Fabrizio De Melis ecc.. Voi che avreste fatto al posto mio, avreste fatto suonare un computer? Averli nel mio album, oltre a dare anima alla mia musica, hanno realizzato un mio grande sogno, un album tutto suonato, compreso le parti fatte dalle orchestre d’archi e fiati. Ancora oggi, a distanza di qualche anno dalle registrazioni, risentendo brani come La Chitarra Nuova, La Neve che Cade o la stessa Sei Felice, penso che non ci cambierei niente, anzi mi sembrano sempre più belle, grazie anche al fatto che i mix e mastering sono stati realizzati con ingegneri del suono del calibro di Luciano Torani, Vincenzo Cavalli, Carmine Simeone.

Prima di arrivare a pubblicare qualcosa di tuo, hai fatto parecchia strada, passando attraverso molteplici realtà ed esperienze. In quale modo pensi esse ti possano aver aiutato a diventare quello che sei ora? Qual è stata l’esperienza o il personaggio che più ti ha colpito e ti ha segnato nella tua strada per diventare cantautore?

La prima volta che ho detto: “Ho scritto una canzone!” andavo ancora all’asilo! Negli anni ho continutato a scrivere canzoni senza mai pubblicarle, ma il coraggio di mettere su una band ed un album è nato nel 2010 quando ho capito che quello che scrivevo emozionava e la gente continuamente mi chiedeva di fargli sentire una mia canzone. In realtà non c’è un cantautore, un avvenimento, una persona che mi ha guidato, coinvolto, spinto a seguire questa mia vena artistica, diciamo che è tutta colpa mia, ma se dovessi ringraziare qualcuno, ringrazio la musica Italiana degli anni ”80 e soprattutto ’90 e i loro rappresentati.

Colonne sonore o musica cantautorale? Quale modalità di produzione senti più tua?
Io sono un compositore e cantautore e lo faccio come mestiere, vivo di musica e non riesco a scindere le sue cose. Penso ai grandi come Lucio Dalla, De Gregori, che hanno fatto sia canzoni che colonne sonore di film importanti. io sono ancora all’inizio della mia carriera, sicuramente mi diverte di più il palcoscenico ed il contatto con il pubblico, ma produttivamente parlando che sia musica o canzone io ci metto lo stesso impegno e lo stesso cuore.

Una domanda che mi interessa particolarmente essendo un’amante del ciclismo: il tuo primo singolo si chiamava “La Bicicletta”, nel video di Sei Felice ti troviamo ancora a bordo di una bicicletta. Che legame hai con questo mezzo di trasporto? O si tratta semplicemente di un caso?
La Bicicletta è stato il primo brano della mia carriera Cantautorale, la canzone che mi ha messo sulla strada, che mi ha fatto conoscere un po’ a livello nazionale, volevo chiudere questo album ringraziando questo oggetto che è stato la metafora perfetta per dire a me stesso e agli altri “per fortuna che ho un sogno”.

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