Da Galati a Coleman, Valdarno Jazz Winter 2017

Da Galati a Coleman, Valdarno Jazz Winter 2017
Steve Coleman di George Addison

XXIX edizione di Valdarno Jazz nel segno dell’uguaglianza, con la nuova produzione dedicata a Sting nell’anniversario dell’abolizione delle leggi discriminatorie negli Stati Uniti meridionali (31 gennaio 1964). In cartellone, anche un’interessante panoramica dei talenti italiani del jazz, purtroppo poco valorizzati in patria. Dal 4 febbraio al 31 marzo 2017. www.valdarnojazzfestival

FIRENZE – Ai nastri di partenza l’edizione 2017 di Valdarno Jazz, edizione invernale, diretto dai musicisti Daniele Malvisi e Gianmarco Scaglia, in collaborazione con Music Pool e Valdarno Culture. Da quasi tre decenni, la missione è sempre la stessa: diffondere la cultura del jazz fra la gente, sfatando il falso mito che si tratti di una musica riservata all’élite; la formula scelta dagli organizzatori punta quindi su concerti di alta qualità artistica, in modo da avere una visione del jazz che sia il più ampia possibile, andando alla ricerca dei suoi aspetti meno accademici e più sperimentali, delle sue contaminazioni, e affiancandoli a incontri con il pubblico che si trasformano in guide all’ascolto, per incuriosire e guidare i neofiti fra i segreti del jazz.

Anche quest’anno, il cartellone è nutrito: si comincia il 4 febbraio a Terranuova Bracciolini, con la produzione “Sting… no limits”, nella quale si esibirà il Valdarno jazz Collective, che suonerà brani dell’artista britannico e standard da lui interpretati, oltre a nuove composizioni di Gianmarco Scaglia (frontman del collettivo).

L’appuntamento nasce per celebrare l’abolizione delle leggi discriminatorie contro gli afroamericani in vari Stati meridionali degli USA, sancita il 31 gennaio 1964; Sting, da parte sua, è un artista che molto spesso ha fatto sentire la sua voce sulla questione dell’uguaglianza e della lotta al razzismo.

A precedere la serata, alle 17,30, la guida all’ascolto tenuta dal critico musicale Alceste Ayroldi, da anni collaboratore del festival, e dedicata all’impegno sociale di Sting.

valdarno jazz
Alessandro Galati

La rassegna prosegue con i talenti italiani, quelli troppo spesso colpevolmente non valorizzati e apprezzati in patria; fra questi, il pianista Alessandro Galati che il 10 febbraio a Terranuova presenterà il suo ultimo lavoro On a sunny day, in trio con Gabriele Evangelista al contrabbasso e Stefano Tamborrino alla batteria. Un jazz intenso, melodico, poetico, esaltato dall’interplay del trio. Fiorentino, ma molto apprezzato in Giappone dove ha vinto numerosi Top Jazz, Galati nella sua musica esprime l’identità italiana, cosa che gli è valsa l’apprezzamento all’estero.

valdarno jazz
Serena brancale – Soulenco

Più solare e colorato il jazz di Serena Brancale, che unisce il suo retroterra pugliese alla black music e al flamenco; una miscela originale, frizzante, sensuale, accompagnata dalla voce della stessa Brancale, già corista, fra gli altri, di Mario Biondi.

valdarno jazz
da sn Gianmarco Scaglia e Daniele Malvisi – foto Carlo Braschi

Il 1 marzo si torna in aula con Daniele Malvisi, che terrà la guida all’ascolto “Capire il jazz”, presso la biblioteca comunale di Loro Ciuffenna. Ancora a Loro, il chitarrista Dario Napoli molto apprezzato negli Stati Uniti, dov’è regolarmente invitato a numerosi festival jazz. Con il suo Modern Manouche Project, Napoli intende rinnovare la lezione di Django Reinhardt, fondendola con il funkie e il bebop. A Valdarno Jazz si esibirà accompagnato dal chitarrista Tommaso Papini e dal bassista Nicola Pasquini.

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Steve Coleman di George Addison

Il 31 marzo, a San Giovanni Valdarno, gran finale con Steve Coleman, una delle figure più interessanti del jazz contemporaneo, sassofonista alla continua ricerca di nuovi orizzonti sonori.

Nonostante il non facile periodo che attraversano tutte le attività culturali del Paese, Valdarno Jazz prosegue l’attività con la doppia missione della diffusione della cultura del jazz e della valorizzazione dei talenti italiani; una missione che trova il supporto finanziario dei Comuni di Terranuova, Loro e San Giovanni, ai quali si aggiungerà in estate anche Cavriglia. Segnali importanti in un clima istituzionale non semplice, e dove spesso la cultura è vista come un mero “sovrappiù”. Invece, è un efficace mezzo di promozione del territorio, ma soprattutto di progresso civile; e avvicinando al jazz persone che prima ne erano estranee, è un modo per contribuirvi. Un lavoro importante che sta dando risultati, poiché il pubblico che partecipa alle guide all’ascolto è sensibilmente aumentato negli anni, e si è visto soprattutto un deciso interesse dei più giovani, in particolare negli ultimi anni. Risultati che aiutano a guardare avanti con fiducia, in attesa dell’edizione estiva 2017.

Niccolò Lucarelli

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