Acustimantico al Teatro Vascello per presentare live “L’Altro”

Acustimantico al Teatro Vascello per presentare live “L’Altro”
Gli "Acustimantico" al Teatro Vascello

Hanno scelto il palco del teatro Vascello in collaborazione con l’Associazione Culturale Controchiave  per presentare il loro nuovo progetto, che si intitola “L’Altro”. Sono gli Acustimantico, noto gruppo che si muove sulla scena musicale italiana distinguendosi per bravura e classe e trovando sempre il caloroso abbraccio del suo pubblico. Il 30 gennaio si sono esibiti al teatro Vascello di Roma, alternando la presentazione di nuovi brani con la riproposizione dei loro pezzi più famosi, come “Il buon insegnamento”, “Febbre Alta” e “Tempo di Passaggio”, quest’ultimo da sempre uno dei brani più apprezzati dal pubblico ad ogni concerto. È proprio questo brano che segna un passaggio, il passaggio verso “L’Altro”, verso una dimensione ancora più intimistica ed introspettiva, quella che è emersa dai brani nuovi che ci hanno fatto ascoltare. Una dimensione che invita alla riflessione attenta su come oggi si vivono le relazioni umane, su quanto impegno si profonde nel contatto con l’altro e su quanto occorrerebbe guardare più alla sostanza e al cuore. Una canzone, forse la portabandiera di questo nuovo progetto degli Acustimantico, è “Grido al Mondo”, brano che porta con sé un messaggio profondo. La lotta tra la ragione e il cuore, tra la ragione e le ragioni del cuore e dell’amore, quelle ragioni che la ragione razionale non può capire. Mostrare, rivelare, ostentare e portare con orgoglio e fierezza le ragioni del cuore, la vergogna dell’amore; questo è il grido al mondo che si è percepito come messaggio portante del concerto. “Grido le ragioni dell’amore, grido la vergogna dell’amore”, così recita la canzone, in una lotta che non è solo interiore, ma è una lotta tra l’individuo che difende il suo amore e si scontra inevitabilmente ancora con il vecchio mondo. Una critica questa che colpisce da vicino le concezioni stantie dell’amore che ancora vediamo circolare nel mondo, che pur si professa moderno e avanguardista. Una critica che coinvolge il potere disinteressato, quel potere che spesso non guarda in faccia i volti dell’altro. Cosi come un altro pezzo presentato “Coda di Topo” colpisce l’attenzione e chiama in causa ognuno di noi anche nel nostro piccolo vivere quotidiano. L’assenza di Danilo Selvaggi, autore dei testi degli Acustimantico ha portato Stefano Scatozza, autore della musica, a spiegare l’immagine dietro il brano, immagine apparentemente banale, ma forte nella sua portata comunicativa. Il testo, spiega Stefano Scatozza, parla di due topi che devono portare una patata e riescono a farlo perché un topo fa scivolare la patata sulla pancia dell’altro che si è posizionato con la schiena per terra; così la patata si tiene in equilibrio sulla pancia di un topo e l’altro trascina il compagno con il suo carico trainandolo dalla coda. Il senso è il seguente: quanto impegno noi mettiamo nelle cose che facciamo, che diciamo starci davvero a cuore? L’impegno per ciò che amiamo, assumendo i due concetti di impegno e amore nell’accezione più ampia, dal momento che si può amare e ci si può impegnare per tutto e tutti, è qualcosa da riscoprire oggi nel suo valore. Quando si parla di impegno, non si parla necessariamente di grandi opere, di grandi ostentazioni; si parla anche di piccoli gesti, piccoli momenti di cura ed attenzione; “Noi possiamo con piccoli gesti” è un altro dei brani nuovi che gli Acustimantico ci hanno fatto ascoltare. Laddove si è in preda alla sensazione di essersi persi, di aver smarrito un punto di riferimento, ci si può ritrovare e ricongiungere a partire dai gesti più piccoli, apparentemente trascurabili o insignificanti, invece carichi di emozione. Le sfumature, quelle cromatiche ed emozionali, formano sinestesie abilmente evocate, come accade nella canzone “06.15 a.m.”. I cambiamenti del colore del cielo di mattina presto, uniti all’immagine delle stazioni dei treni poco affollate, creano lo scenario ideale per quelle sensazioni a metà tra il piacere e il dolore, la nostalgia di lasciare qualcosa, di perdere qualcosa quando si parte, innanzitutto di perdere il tempo, tempo da spendere per stare con chi si ama. Gli Acustimantico sono questo; sono un insieme di sensazioni contrastanti, sono quesiti, domande, interrogativi ma soprattutto spunti, quelli che la musica oggi deve e può dare e che certamente la musica esperta, competente, impegnata e sicura di sé degli Acustimantico sa dare. Spunti anche poetici, come la dedica che Danilo Selvaggi, l’autore dei testi, fa alla poetessa italiana Cristina Annino nella canzone che porta il suo nome; nel testo di questa canzone si dice che la poesia è “cogliere la semina di un altro”. Siamo sempre debitori del nostro passato; abbiamo sempre da imparare da chi esprime il suo parere o esprime il suo mondo attraverso l’arte. Non siamo mai soli, non parliamo, non scriviamo, non facciamo arte mai da soli, sempre insieme e con gli altri, per gli altri. Forse questo è il senso profondo di “L’Altro”; ognuno di noi è un Altro e l’alterità merita attenzione. Allora una delle canzoni identificative degli Acustimantico, “Tempo di Passaggio” resta l’inno e al tempo stesso il migliore augurio per il futuro che spesso ci troviamo a rincorrere nel quotidiano; il tempo di passaggio è quello che coglie e cova le attese e le speranze per il “tempo di un mondo migliore”. Il fascino che esercitano gli Acustimantico fa sì che, ad ogni loro concerto essi incontrino il bene e la passione del pubblico che li ricambia con affetto e che segue il ritmo coinvolgente di pezzi come “Fiori di Loto”, “Musica Immaginaria”, “Il mio cane Infedele”. Ringraziamo quindi gli Acustimantico e cioè: Raffaella Misiti voce, Marcello Duranti fiati, Stefano Scatozza chitarre e musiche, Stefano Napoli contrabbasso, Salvatore De Seta batteria, Danilo Selvaggi testi e la partecipazione di Riccardo Magini alle percussioni; li ringraziamo per la bella serata e per la bella musica.

Alla prossima occasione di Musica Immaginaria!

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