Gli spazi contaminati di Lorenzo Colombini

Gli spazi contaminati di Lorenzo Colombini

Per il suo esordio in un album da leader, Lorenzo Colombini sceglie un titolo che includa l’anno della sua nascita, a voler sottolineare che lo spazio di cui si parla è il suo, jazzistico e personale insieme. Spazio1976 è un album dinamico e raffinato, all’interno del quale dialogano stili musicali diversi, dall’improvvisazione all’afro, dalla classica europea al bebop, a voler sottolineare la vastità dello spazio sonoro percorribile.

A racchiudere idealmente questo caleidoscopico universo sonoro, i vivaci disegni sulla copertina che ricordano i dinamici fotogrammi di Once in a lifetime dei Talking Heads, con i personaggi che fluttuano richiamando il flusso dell’esistenza quotidiana, ma anche, più specificamente, il dinamismo delle note e dell’improvvisazione jazz, capace di costruire un’architettura sonora suggestiva e avvolgente.

Impro n.6 è aperta da un delicato pianoforte su fraseggi crepuscolari, dai toni preraffaelliti, che lasciano immaginare le oscure immensità siderali, dove perdersi con la mente e l’istinto. Un piano solo che ha il carattere di un’ouverture operistica e che con i due omologhi (ma dalle diverse numerazioni, 14 e 23) costituisce una sorta di traccia unica all’interno dell’album; tre momenti distribuiti come altrettante pietre miliari, in una sorta di metaforica delimitazione dello spazio musicale.

Alessi è caratterizzata dal contrappunto pianistico, che conferisce al brano un suono caldo e avvolgente, mentre le percussioni in sottofondo apportano un affascinante effetto di straniamento, funzionale al prosieguo del brano, che acquista un carattere più “sfrangiato”, metafora della materia spaziale, e i cambi di tempo suggeriscono le orbite dei pianeti e lo sfrecciare delle comete. Ad aggiungere colore, il contrabbasso con la sua linea etnica, e il pianoforte che possiede l’incedere di un viaggiatore notturno di calviniana memoria. Un brano che possiede l’enigmatica atmosfera dei Beatles di A day in the life, e rimanda all’affascinante tema dello spazio interiore.

Africa è un frizzante e insieme crepuscolare omaggio alla tradizione tribale del Continente Nero, aperta da una gradevole batteria che lascia poi spazio al pianoforte; Colombini esegue un crepuscolare passaggio sul registro grave, bruscamente sopravanzato, a metà del brano, da un ritmo più cadenzato, che assume i colori di una danza tribale. Un brano energico, spiritualmente vivo, che racchiude il fascino ancestrale di un Continente che nei secoli ha ammaliato torme di viaggiatori.

Dalla riflessione sullo spazio geografico, l’album scivola verso l’omaggio alla tradizione classica italiana con Puccini, quasi una messa da requiem in memoria del grande compositore lucchese; aperta da un pianoforte solenne e grave, affiancato a metà dal contrabbasso e dalle percussioni, la melodia cresce e si scalda a metà,con il pianoforte di Colombini che diviene una sorta di pennello da ritrattista e traccia la figura di Giacomo Puccini, la sua eleganza inglese, la sua passione per le nebbiose paludi attorno al Lago di Massaciuccoli, la sua passionalità che lo vide amare più di una donna. Uno spazio intimo che prende forma attraverso le note.

Con Spazio 1976, dove le linee degli strumenti accarezzano l’orecchio dell’ascoltatore come luminose scie di comete o bagliori di aurore boreali, e caratterizzato da uno stile elegante e maturo. In accordo con la metafora del titolo, l’interplay lascia suggestivi “vuoti” fra gli strumenti, riflette su distanze e confini, e l’intera tracklist costituisce un articolato viaggio fra le possibilità espressive di una musica che va oltre il “semplice” jazz.

Niccolò Lucarelli

Lorenzo Colombini – pianoforte
Gabrio Bevilacqua – contrabbasso
Ermanno Baron – batteria

1 Impro n.6
2 Alessi
3 Continuum
4 Impro n.14
5 Africa
6 Puccini
7 L’arte del sarto
8 Impro n.23
9 Morse
10 Stella 10138
11 Dead man walking
12 Melodia infinita

All compositions written by L. Colombini, except Alessi by Colombini&Baron, Puccini by Colombini&Bevilacqua

Se ti è piaciuto questo articolo seguici su Twitter e Facebook