Intervista a Lele: “Voglio scrivere una canzone più bella dell’altra, non sono solo il ragazzo del talent”

Intervista a Lele: “Voglio scrivere una canzone più bella dell’altra, non sono solo il ragazzo del talent”

Lele è al Festival di Sanremo 2017 nella categoria Nuove Proposte con il brano “Ora Mai”, lo abbiamo intervistato.

Tutti lo ricorderanno per la sua partecipazione all’ultima edizione di Amici di Maria de Filippi, Lele è arrivato a Sanremo 2016 nella categoria Nuove Proposte. Ad attenderlo è il palco dell’Ariston, che Lele calcherà a soli 20 anni, il più giovane di quest’anno a concorrere per la vittoria. Il suo brano si intitola “Ora Mai” (Lele, Rory di Benedetto e Rosario Canale) e racconta di quando una relazione arriva al silenzio e si ha la consapevolezza che qualcosa sta per finire.

Un sound molto moderno per Lele che subito dopo il Festival di Sanremo pubblicherà la ri-edizione del suo album intitolata “Costruire 2.0” con cinque brani inediti in più. Lo abbiamo intervistato per conoscere qualcosa di più a pochi giorni dall’inizio del Festival!

Ciao Lele!
Parliamo subito di questi giorni pre-sanremesi… come li stai vivendo?
L’attesa si fa sentire, l’ansia c’è ma è un’ansia positiva, non vedo l’ora di iniziare le prove con l’orchestra. Ho un po’ di timore reverenziale, solo questo, Sanremo è un episodio importante per chiunque voglia fare musica. Ho un bel timore!

Il tuo brano Ora Mai parla di una relazione che arriva al silenzio e si ha la consapevolezza che qualcosa sta per finire, perchè la scelta di portare a Sanremo questo pezzo?
Perchè è arrivato in un momento particolare, racconta questo tema in modo grintoso e non è un pezzo che si piange addosso, nonostante il tema. E’ una presa di coscienza e un atto di consapevolezza, mi è piaciuta l’idea di portare un pezzo di questo tipo, per un ragazzo di 20 anni. Forse si può pensare che essendo il più piccolo non abbia la penna o la maturità di chi magari è già un po’ più navigato. Invece io penso che tutto dipende da come vedi le cose, Ora Mai è una bella presa di coscienza.

E’ uno dei pochi pezzi radiofonici dei giovani di quest’anno…
Io scrivo sempre di getto, è quello che è arrivato in quel momento, non ho pensato nè a Sanremo nè al radiofonico. Io scrivo per esigenza, non riesco a pensare a tutto quello che c’è di mezzo. Avevo bisogno di scriverlo e l’ho fatto.

Sei uno che “arriva dai talent”, e c’è chi potrebbe storcere il naso perchè sono molti i pregiudizi oggi su questo, tu cosa ne pensi a riguardo? Ci hai mai pensato?
Si ci ho pensato e sarei bugiardo a dirti il contrario. Ho sempre avuto la consapevolezza che nel caso in cui avessi fatto un talent, il post-talent sarebbe stato complicato. Non so per quale motivi, si tenda a non considerare artisti di un certo tipo solo perchè hanno fatto un talent. Viene considerata una scorciatoia, viene considerata un “evitare la gavetta”, su questa cosa sono abbastanza perplesso perchè non credo sia una facilitazione del percorso. Il talent ti dà solo la possibilità di aprire il tuo bacino di utenze in poco tempo, poi sta a te se sei in grado a tenertelo dalla tua parte. Io vengo dal Conservatorio e dallo studio della musica ed essere semplicemente circoscritto al solo talent, è un po’ riduttivo, per quanto mi riguarda.

Oltre a metterti in prima linea, tra le tua aspirazioni c’è quella di fare l’autore…
Scrivo quello che canto, si! Mi piacerebbe avere la possibilità di scrivere per artisti già affermati, già conosciuti. Scrivere per il mondo femminile della musica italiana mi piacerebbe molto, ho sempre amato le contrapposizioni: le parole di una donna in bocca ad un uomo e viceversa. Perchè ci sono sempre sfumature diverse che magari non riesci a cogliere se le canti tu, quindi mi piacerebbe scrivere per il mondo femminile.

Nella ri-edizione dell’album che pubblicherai il 10 febbraio ci saranno 5 brani in più, già nel brano sanremese sentiamo un cambio di sound rispetto ai precedenti. Sei cambiato?
Il sound del disco è ancora più particolare di Ora Mai, è molto più spinto verso il moderno e l’elettronico. Ciò che ho fatto è mettere in melodia le mie influenze, perchè ascolto tantissima musica, davvero è la cosa che mi piace di più fare. Se non ne ascolti tanta e diversa, poi non hai più stimoli, no? E’ l’influenza dell’hip hop e l’onda del new soul, specialmente estera, che mi ha influenzato parecchio. Non riuscivo a metterla in italiano, non riuscivo a dare quella metrica che mi piacesse e in questi 10 mesi ho lavorato su questo. Sicuramente 4 pezzi su 5 sono legati a quel mondo lì.

Senti la competizione con gli altri concorrenti?
Sinceramente non credo ci sia, nelle settimane in cui siamo stati a Sanremo durante le selezioni e Sarà Sanremo c’è stato sempre un bel clima, eravamo tutti lì. Non ho mai sentito la competizione e penso che in realtà non c’è nella musica, è la gente che decide e non c’è nulla che tenga di fronte ad una canzone.

Nell’ultimo anno hai lavorato con persone che sono state molte volte al Festival e anche chi l’ha vinto (Emma, Elisa, e la stessa Maria de Filippi).
Hai ricevuto qualche messaggio o consiglio da loro?
Ho un bel rapporto con Emma ed Elisa, sono due mie amiche e le voglio davvero un bene immenso, mi hanno fatto i migliori auguri. Poi tutti altri consigli su come affrontare il Festival, ma solo cose personali, su come gestire una settimana molto complicata. Come riuscire a mantenere il focus sempre sulla musica, mi hanno detto questo.

Qualche ricordo legato al Festival?
Il più forte è legato a Ti regalerò una Rosa di Cristicchi, a 10 anni è stata la prima cosa che mi è arrivata dritta come una spada, bella forte. Poi anche Sono solo parole di Noemi e Chiamami ancora amore di Vecchioni, ho dei bei ricordi legati al festival.

Ci avevi mai pensato?
In tutta onestà ho sempre pensato di voler far sì che la mia musica fosse la mia vita, poi a Sanremo e agli stessi talent non ci ho mai davvero pensato. Non sapevo in che modo arrivarci al mio obiettivo, mano a mano arrivavano i treni, i famosi treni, e ho cercato di prenderlo al volo. Adesso che mi ci ritrovo, pensare di esserci, è veramente una grande cosa.

Dopo Sanremo, come vorresti proseguire la tua carriera?
Guarda, è una domanda complicata! Mi pongo degli obiettivi ma sono sempre legati alla scrittura, alla musica e alle canzoni. Tutto il resto poi dipende da te, se la gente riesce ad emozionarsi con le tue canzoni poi tutto il resto viene a catena. Di certo voglio scrivere un disco migliore di quello scritto adesso e sarà sempre così. Scrivere sempre una canzone più bella.

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