George Michael: il (vero) pop oggi sembra ancora più lontano

George Michael: il (vero) pop oggi sembra ancora più lontano

A sei giorni dalla sua fine, il 2016 non ha ancora finito: il giorno di Natale si è spento in Inghilterra George Michael, che a soli 53 anni è stato colto da un infarto.

Tristemente ironico, se ci si pensa bene: lui è, infatti, il cantante degli Wham!, duo composto dallo stesso Michael e Andrew Ridgeley, la cui “Last Christmas” fa compagnia alle famiglie dai natali del ’84.
Insomma: questo anno si porta via anche questo tassello, un artista pop a tutto tondo e una grandissima voce. Il duo degli Wham si scioglierà poi due anni dopo quella canzone per volere del cantante che inizierà la sua carriera solista fatta di best hit come la ballad “Careless Whisper”, “One more try”, “Faith”, “Father Figure” e molte altre. Certo, con una carriera musicale di tutto rispetto alle spalle, nella sua vita non sono mancati lati oscuri e controversie legate al suo orientamento sessuale e politico, come nel ’98 quando fu arrestato da un poliziotto della buoncostume per avance a pubblico ufficiale.
Sul web già impazzano i memorial, le frasi di riconoscimento dei fan e dei colleghi, ma non tutti sono sempre stati catturati dal carisma e dal fascino del cantante di orgini greche: Mick Jagger, per esempio, lo definì “un semplice parrucchiere con velleità canore”.

In un certo senso, decontestualizzando la frase e considerato che il modo di cantare di Michael ha dato il via alla nascita di numerosissime boy band sullo stampo One Direction non si può non dare ragione al cantante dei Rolling Stones. Tuttavia, tale paragone fu buttato lì in un momento in cui il gruppo annaspava tra poche idee, droga, alcool e rumore.

E’ innegabile, infatti, la grandezza e la quantità di musica che George Michael ci lascia in eredità dopo aver stravolto e sovvertito le regole della musica pop degli anni ’80. La sua morte arriva quindi inaspettata, dopo una scomparsa dalle scene nel 2011 con quell’ultimo concerto tra tributi a Amy Winehouse, rifacimenti di Sting e ricordi del suo ex compagno distrutto da problemi di alcool. Il suo agente ha scritto proprio ieri sera che Michael se n’è andato serenamente a casa sua forse per smentire le voci di droga e HIV che già si andavano a mescolare in giro.

Intanto, davanti la casa di George Michael ormai si è creato un pellegrinaggio con tanto di fiori e foto in suo nome: fan, appassionati e musicisti da ogni dove arrivano di fronte il suo cancello per rendergli omaggio e ringraziarlo. Senza dubbio la sua è stata una vita di eccessi, ma niente di più rispetto a Jagger o moltissimi altri, in fondo. Prima del declino, comunque, ha vissuto una carriera pop piena, ha fatto ballare ragazzine piene di ormoni per un’intera generazione salve poi dichiarare la sua omosessualità, dopo l’arresto nell’89 per avance sessuali ad un poliziotto della buoncostume.

C’è da dire che il mondo della musica quest’anno ha subito una quantità indicibile di tagli netti: da David Bowie a Lemmy, da Glenn Frey a Emerson&Lake, da Prince a Leonard Cohen e molti altri, non solo musicisti. Un 2016 cattivo, triste e a tratti anche doloroso. Difficile. E sicuramente pieno di grandi perdite. Bisogna solo sperare che il 2017 sia un minimo migliore, altrimenti ci ritroveremo senza più grandi artisti a doverci accontentare delle boy band sopracitate e, sinceramente, sarebbe molto complicato.

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