La voce degli emergenti | Chiara Stroia: “La fragilità è un punto di forza”

La voce degli emergenti | Chiara Stroia: “La fragilità è un punto di forza”

Chiara Stroia, classe 1995. La voce degli emergenti

Chiara Stroia, classe ’95, è una rara perla: ha deciso di differenziarsi dagli altri portando con sè un bagaglio jazzistica e di musica bossanova che ormai in pochissimi, almeno in Italia, hanno il coraggio di affrontare. E’ la terza intervista per la nostra rubrica.

Ciao Chiara, raccontaci un po’ di te.
Quando ti sei avvicinata alla musica, e al jazz in particolare?
Fin da piccola avevo la passione per la musica: cantavo le sigle dei cartoni animati, seguivo lo Zecchino d’Oro; adoravo le note. Mi sono avvicinata al loro studio verso le medie, facendo lezioni private e progetti interscolastici ed è da quando sono entrata al conservatorio di Frosinone che ho approfondito un po’ di più il discorso sul jazz che mi ha rapita in maniera assoluta. Questa nasce come una passione recente, penso tre o quattro anni fa. Per la prima volta sentii un brano cantato da Ella Fitzgerald e rimasi affascinata da questo suo feeling con il brano e da quel momento sono rimasta appassionata al jazz, ma anche e soprattutto alla bossa nova.

Quanto è difficile portare avanti questo stile nel mondo musicale attuale estremamente commercializzato?
Sicuramente non è facile, ma sono del parere che non sia nemmeno impossibile. Nel senso che bisogna trovare la chiave giusta per poter rendere più “commerciale” anche una cosa che è meno usuale del solito. Di per sè il jazz è un genere di nicchia, ma penso possa essere reso con una sonorità un po’ più familiare a un ascoltatore medio, se ci si prova, ed essere così fruibile a tutti. Proprio per questo ho all’attivo un progetto che si chiama “Mina in jazz”: accostare sonorità familiari ad un pubblico medio come possono esserlo le canzoni di Mina, appunto, ad un’armonia di sottofondo jazzistica.

Quali artisti ti hanno maggiormente influenzato agli inizi del tuo percorso?
Inizialmente mi hanno influenzato diversi artisti del campo pop italiano, in realtà come Elisa o i Negramaro, ma anche del calibro internazionale come Alicia Keys e Beyoncé. Nel jazz invece, e soprattutto nella bossanova, i miei spunti sono sempre stati Elis Regina, Ella Fitzgerald, Sarah Vaughan. Oggi mi lascio contaminare molto facilmente dai generi più disparati. Mi piace la musica a 360 gradi.

Come ci si sente a cantare all’Ancona Jazz Festival e all’Eddie Lang Jazz Festival?
E’ stato un grande onore perché comunque per i miei ventuno anni solcare due palchi così non è una cosa da poco. Soprattutto presentare un mio progetto (Mina in jazz) ed aprire per due serate il concerto mi ha spinto ancora di più a continuare su questa strada.

Parliamo del tuo primo singolo: “Fragile”. Raccontaci di come nasce.
E’ nato a maggio, l’ho registrato subito dopo averlo scritto e l’ho composto nel giro di tre o quattro giorni, devo dire la verità; è stato scritto proprio di getto, grazie all’aiuto di Antonio Feula, che è anche il chitarrista presente nel videoclip e che ha avuto molta fiducia in me e mi ha spinto a registarlo e farne un videoclip. Ha ottenuto un riscontro molto positivo. Ho cercato di avvicinarmi un po’ a tutti aiutandomi con una melodia e delle parole che potessero suonare familiari, ma senza mai allontanarmi dal mondo del jazz e della bossanova. La canzone parla di me, di un mio stato d’animo e di un cambiamento che ho sentito molto forte, così come l’esigenza di parlarne o di scriverlo in musica.

Cosa vuol dire essere fragili?
Infatti, il brano nasce anche dall’esigenza di far capire che la fragilità, che molto spesso mi rappresenta e rappresenta la maggior parte di noi giovani, sia molto spesso un punto di forza. La fragilità molto spesso ti mette a nudo di fronte a delle persone o a delle situazioni e quello è un punto a favore perché riesci sempre “ad arrivare di più”, che sia ad una persona o ad uno scopo.

Novità per il 2017?
Soltanto belle notizie, ma per scaramanzia non mi va di anticipare nulla. Piano piano svelerò tutto sui social, sarà abbastanza comprensibile a breve!

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