Intervista a Giorgia: “Ora non penso più al giudizio degli altri”

Intervista a Giorgia: “Ora non penso più al giudizio degli altri”

Giorgia, la copertina dell’album Oronero

Abbiamo intervistato Giorgia, esce proprio oggi il nuovo album di inediti dal titolo “Oronero”, un ritorno “di crescita” tra filtri, lieto fine e 10 brani scritti da lei.

Giorgia a distanza di tre anni dall’ultimo album “Dietro le apparenze” torna con “Oronero“, da oggi 28 ottobre 2016 in tutti i digital stores (per la prima settimana in esclusiva Apple Music e iTunes) e negozi di dischi. La produzione sempre a cura di Michele Canova e con 10 brani a firma di Giorgia, il resto scritto in collaborazione con Emanuel Lo e Pacifico. L’abbiamo incontrata per un’intervista, una chiacchierata sulla musica e su chi è Giorgia oggi con questo nuovo album.

Giorgia incontrerà il pubblico e presenterà il nuovo disco con un instore tour da venerdì 28 ottobre, al Mondadori Store di MILANO, sabato 29 ottobre a La Feltrinelli di ROMA e il 5 novembre a La Feltrinelli di NAPOLI. Per poi tornare da marzo in poi con un nuovo tour in giro per l’Italia.

Ciao Giorgia!
Nel disco si sente una libertà che esce fuori, non hai mascherato proprio niente e ti sei mostrata anche con ben 10 brani scritti da te…
Questa sensazione mi rende molto felice, noi abbiamo lavorato proprio per avere sincerità, verità, spontaneità dovuta al lavoro. Nella voce e nel canto. E’ la prima volta che canto in studio come canto dal vivo senza aggiustare niente, a volte per voler fare le cose bene magari diventano che non sono con l’effetto del primo ascolto. Con Michele Canova abbiamo lavorato con molta libertà anche negli arrangiamenti, ci sono dei pezzi fuori dai canoni, la sonorità è quella dell’elettronica con momenti “caldi”, però rivolevamo un po’ la sonorità di “Dietro le apparenze”, una volta trovata non ci siamo più posti limiti sui generi. Canzone per canzone senza pensare a niente, davvero molta verità, e per la prima volta ho trovato il modo di scrivere a servizio della cantante, per trovare la parola giusta su quel suono ma senza mettere nessun filtro di pudore, non c’è stato niente di tutto questo. E se si sente questa libertà allora ne sono molto felice!

In questo album ti presenti con una scrittura “più consapevole”, come pensi sia maturata la tua scrittura rispetto ai tuoi lavori precedenti?
Prima di tutto ho fatto pace con la cosa della scrittura, cioè io scrivo le canzoni dal mio primo disco ma ho sofferto un po’ che questa cosa non veniva mai notata. Questo mi ha portata a modificare la scrittura, a pensarla come uno strumento per dire “ci sono!”, quella cosa non c’è più. E così ho appunto recuperato quello scrivere a servizio della mia voce, solo per la mia voce, senza che dovessi farmi notare per questo e poi sicuramente la maggiore conoscenza di sè. Rispetto a quando avevo 20 anni o 5 anni fa, mi conosco di più. Poi sempre ciò che ti dicevo riguardo al pudore, io mettevo dei filtri per dire ma non dire troppo e non essere troppo “nuda” rispetto a quello che dicevo.

C’è stato qualcosa che ti ha fatto togliere questi filtri?
Diciamo che sono “invecchiata”! Cresciuta! Alcune cose diventano meno importanti ed anche non cercare un riconoscimento esterno, quello mi ha sempre accompagnato nella vita, una volta abbandonata quella pretesa di dire “conoscimi, capiscimi” mi ha dato la libertà che non può darti nessuno o te la dai da sola o non te la dà nessuno. A me il giudizio esterno ha fregato per tanto tempo!

Il brano “Vanità” fa intendere che ci sono molti riferimenti alla realtà che viviamo oggi, come vivi questi tempi?
Mentre scrivevo sono successe tutti gli avvenimenti terribili degli attentati di Parigi, è stato inevitabile far rientrare un po’ nel disco anche questo, quell’angoscia che c’era nelle facce della gente. Cresci e ti accorgi che facciamo parte di un tutto, come il singolo può cambiare il tutto, allo stesso modo però quando succede qualcosa la condividiamo tutti, siamo davvero uniti soprattutto in questo momento. Obbiettivamente difficile, complicato su tanti punti di vista. Poi non mi sono negata il lieto fine, non posso, continuo a credere nell’essere umano, nella capacità che abbiamo di adattarci e di trasformarci. Secondo me noi usiamo pochissimo di tutto quello che abbiamo, sia nella parte razionale ma soprattutto nella parte irrazionale, una parte che non ci hanno mai allenato ad usare. Nessuno viene mai a chiederti “come sta la tua anima?”, magari nota la ruga ma dell’anima non importa a nessuno, però non possiamo dire che non c’è, così come non puoi dire che c’è, non puoi dire che non c’è. La mia speranza è che si arrivi a mettere insieme tutto ciò: l’intelligenza, la sensibilità, la mente e l’anima. E’ evidente che abbiamo sbagliato tanto fin’ora, non funziona nulla! Abbiamo finito le risorse e la scelta è una, potremmo ritardare ma sarà comunque quella!

Che cos’è per te l’Oronero nella discografia?
Secondo me è tutto ciò che può riguardare il mero guadagno senza tenere conto dell’ispirazione. Però sinceramente trovo che questo sia un periodo in cui davvero io sento davvero il supporto della squadra e della casa discografica, sento l’interesse per la parte artistica. Ho avuto dei momentacci, certo, quando hanno iniziato a licenziare gente, presidente di passaggio a cui non interessava niente dell’espressione artistica perchè dovevano o licenziare o trovare soldi che non c’erano più. Ora è meglio, almeno dove sono io, sento un’interesse per la musica, cosa che non c’è stata per tanti anni.

Si sente anche un po’ di nostalgia nell’album… è così?
La nostalgia fa parte della mia vita, ed è pericolosa, ti ruba tanto tempo, ti toglie il presente e va un attimo messa da parte. Se ti piace è una fregatura perchè ti ci butti dentro e stai lì a sentire i suoni, gli odori e vivi qualcosa che non sei più e non hai nulla. Nell’album mi riferisco non solo a gente che non c’è più nella mia vita, ma anche a qualcuno che ho accanto e che non è più com’era prima. Mio padre diceva sempre: “Il passato è passato e non conta più!”

Intervista a Giorgia: “Ora non penso più al giudizio degli altri”

Hai raccolto non solo successi radiofonici e di classifica ma i tuoi pezzi sono rimasti anche nella storia, in questo album ci sono dei brani con cui hai un particolare feeling e che vorresti rimanessero impressi di più?
Secondo me questa cosa me la darà un pezzo che si chiama “Per non pensarti”, considerando che il mio pubblico è affetto da romanticismo, nostalgia, un piccolo masochismo e “famose del male”, penso che questo sarà uno di quei brani che mi porterò dietro nel tempo. Proprio per il contenuto, è un tema che mi porto tempo da anni e che condivido con chi mi segue.

Vorresti un po’ staccarti da questo?
A me piacerebbe che “Come acrobati” diventasse uno dei miei pezzi più conosciuti, è uno dei pezzi che preferisco e quando ho sentito l’arrangiamento di Canova sono impazzita! Poi pensavo a “Credo” come singolo estivo, cassa in quattro e poi Regina di Notte mi fa impazzire!

“A chi mi ha illuso e tradito”, lo dedichi anche a loro questo cd…
Questo ultimo anno ho beccato delle “botte” davvero da gente che non mi aspettavo, che mi ha proprio raggirata, è stato un tema molto ricorrente nell’ultimo anno e mezzo, neanche vicinissime ma che mi hanno proprio illuso. Con una facilità assurda, quando ti dicono “facciamo così” e poi sei mesi dopo dicono di non avertelo mai detto e continuano a dirlo anche dopo che gli fai vedere i messaggi, siamo arrivati al punto che neanche la verità ha più valore. Io mi sono sempre fatta fare un sacco di porcherie senza protestare, scusando e capendo l’altro, ora ho imparato a difendermi e sono anche tosta!

Avere al tuo fianco Emanuel Lo, anche tuo compagno nella vita, ti ha fatto sentire più “protetta”?
Noi siamo in studio, due macchine perfette, poi arriviamo a casa e ci scanniamo! Proprio da coppia e non conta nulla l’intesa dello studio. Però a lavoro siamo consapevoli l’uno dell’altro, lui ha un talento per l’arte che gli appartiene, poi con nostro figlio siamo bravissimi, se non fosse per lui ora starei qui con Samuel!

Non ci sono collaborazioni o duetti in Oronero, perchè?
Non è stata una scelta, in realtà un po’ erano tutti impegnati al lavoro sul disco, avevamo preso dei contatti ma non si sono concretizzati. E’ andata così e forse per questo dovevo prendermi tutte le responsabilità! E comunque sono molto contenta che dopo tanto tempo sono riuscita ad avere un pezzo di Pacifico, quando ho letto il testo ho letto la mia vita! Poi con Michele l’abbiamo fatta diventare un po’ R’n’B con tutte le mie variazioni vocali che lui non si aspettava!

Sanremo? Cosa significherebbe per te tornare su quel palco?
Non so se Carlo mi inviterà, certo che se mi chiama vado subito! Per me significherebbe una bella seduta di psicoanalisi per vedere se tutte le chiacchiere che faccio sul cambiamento sono vere! Perchè se poi arrivo lì e me la faccio sotto tutte le volte, non è cambiato niente! Sanremo è il test dei test!

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